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Vicenza Jazz

direttore artistico Riccardo Brazzale

Sponsor: Comune di Vicenza, Teatro Comunale, AIM Energy, Trivellato Mercedes-Benz, Bar Borsa

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XXII Edizione 12 • 21 Maggio 2017
TO BE OR NOT TO PLAY
  • Vent'anni di jazz
  • Edizione passate
  • Quaderni del jazz

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Notizie

TO BE OR NOT TO PLAY

14/03/2017

Giovedì 16 marzo 2017 alle ore 12.00 verrà presentato il programma della XXII edizione di New Conversations – Vicenza Jazz.

Chi calcherà le scene di Vicenza Jazz 2017 dal 12 al 21 maggio?

 

Stay tuned...

in arrivo il programma della XXI ed. del Vicenza Jazz

14/03/2016

Giovedì 17 marzo verrà pubblicato il nuovo programma della XXI edizione del New Conversations Vicenza Jazz, sotto la direzione artistica di Riccardo Brazzale:

dal 6 al 14 maggio 2016

DI NUOVO IN VIAGGIO VERSO LA LIBERTÀ

 

...stay tuned...

FRANK VIGNOLA E VINNY RANIOLO IN CONCERTO

28/10/2015

In occasione del loro 25° anniversario i Club Service di Vicenza e provincia, che in questi anni sono stati sostenitori di importanti progetti benefici dedicati al territorio, presenteranno sabato 31 ottobre alle 20.45 al Teatro Comunale di Vicenza il grande concerto di Frank Vignola e Vinny Raniolo, organizzato in collaborazione con la Fondazione San Bortolo Onlus. La Fondazione è sempre pronta ad adoperarsi per implementare servizi e strutture dell’ospedale a favore di tutta la cittadinanza e anche questo evento, che ha il patrocinio del Comune di Vicenza e dell’Ulss 6, sarà occasione per presentare un nuovo grande progetto che andrà a beneficio di tutta la sanità della provincia. Le istituzioni benefiche internazionali Inner Wheel, Lions, Rotary e Soroptimist si affiancheranno alla Fondazione San Bortolo in questo importante annuncio.


Frank Vignola e Vinny Raniolo  sono due dei più straordinari chitarristi della nostra epoca, a definirli così è il “New York Times” che molto ha scritto su di loro. Gli appassionati di jazz e della bella musica avranno l’opportunità di ascoltare questi grandi artisti che spaziano con molta naturalezza da Beethoven e Mozart fino a Django Reinhardt e al jazz classico. Vignola ha suonato con Ringo Starr, Madonna e Donald Fagen, negli ultimi dieci anni suona insieme a Raniolo, un altro musicista assolutamente unico, realizzando insieme oltre 200 concerti l’anno in tutto il mondo.


Il 25° anniversario di una grande sinergia: 25 anni fa i Club della nostra provincia appartenenti a quattro importanti CLUB SERVICE INTERNAZIONALI: INNER WHEEL, LIONS, ROTARY E SOROPTIMIST, hanno scelto di condividere un Progetto di Solidarietà, istituendo un Premio dedicato ad una organizzazione senza scopo di lucro, meritevole per impegno e obbiettivi. Di anno in anno, una delle quattro realtà a rotazione propone la scelta di una realtà della provincia di Vicenza. Il premio prevede la donazione di un contributo all’organizzazione umanitaria per il sostegno di uno specifico progetto. Inner Wheel, Lions, Rotary e Soroptimist condividono la dedizione al Service, cioè il servizio a favore degli altri e l’ideale del vivere eticamente. A tal fine si impegnano nel proprio territorio e in tutto il mondo a supporto di progetti sociali, sanitari, benefici e culturali.

Hanno scelto di sostenere questo evento di grande valore per tutto il territorio di Vicenza e provincia: in qualità di main sponsor Zeta Farmaceutici Group, la concessionaria Trivellato, la Fondazione Adone e Rina Maltauro, TZ&A Turchetti, Zanguio e Ass., Veneto Banca e Aim Energy. Media partner il Giornale di Vicenza, TVA Vicenza, Tele Chiara, Radio Vicenza, Vicenza.com e Linving in Vicenza.com.

 

I biglietti per il concerto di Frank Vignola e Vinny Raniolo - 31 ottobre alle 20.45 al Teatro Comunale - sono in vendita a 30 euro presso la biglietteria del teatro e online su www.tcvi.it, per informazioni e adesioni è possibile chiamare la Fondazione San Bortolo al 345.6233464 o via email info@fondazionesanbortolo.it

PADOVA JAZZ FESTIVAL

19/10/2015

Un'edizione ‘trasgressiva’ la diciottesima del Padova Jazz Festival, in scena dal 9 al 15 novembre con un programma che ospita anche big della più consolidata tradizione jazzistica (come Kurt Elling), ma che punta forte soprattutto su una serie di artisti di graffiante e carismatica originalità, dai Bad Plus al Groove Lab di Ameen Saleem.

Il Teatro Verdi, che ospiterà le tre serate finali del festival, sarà il luogo privilegiato per queste escursioni stilistiche. Ma una grande ricchezza di spunti sonori verrà anche dall’Hotel Plaza, che per tutta la settimana del festival si trasformerà in un jazz club per il quale transiteranno artisti legati soprattutto alla scena mainstream (con due concerti quotidiani, uno nel tardo pomeriggio e uno serale).

Una data pre-festival a Venezia con Shai Maestro e tre serate al Cinema Teatro Torresino (con Mauro Ottolini, Francesco Bearzatti e Bebo Ferra) riscalderanno l’atmosfera in attesa dei concerti al Verdi.
Anche quest’anno Padova Jazz dimostra inoltre grande attenzione per varie manifestazioni artistiche ispirate dalla musica afro-americana: dalle presentazioni editoriali alle mostre fotografiche.

Il Padova Jazz Festival è organizzato dall’Associazione Culturale Miles presieduta da Gabriella Piccolo Casiraghi, con il contributo dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova.

I momenti salienti di Padova Jazz 2015 si concentreranno al Teatro Verdi nelle tre serate finali del festival. Apertura di sipario in grande stile giovedì 12 novembre sul quintetto del cantante Kurt Elling. Una voce dalle dinamiche incontenibili, i fraseggi ritmici mozzafiato, lo scavo interpretativo sconvolgente: Elling è semplicemente e meritatamente il vocalist maschile più celebre apparso sulla scena jazz internazionale negli ultimi due decenni. A Padova proporrà il suo nuovo progetto “Passion World”: canzoni raccolte in giro per il globo, da Cuba all’Islanda, dalla Scozia alla Francia, tutte accomunate dall’intensità emotiva dei testi.

Venerdì 13 al Verdi arriverà un gruppo che ha frantumato il muro divisorio tra jazz e musica rock e pop contemporanea, tornate a essere, come alle origini della musica afro-americana, una miniera da cui estrarre temi perfetti per improvvisarci sopra. Sono i Bad Plus, e sui loro virtuali leggii scorrono le musiche dei Nirvana, i Queen, i Black Sabbath, David Bowie... senza soluzione di continuità con Ornette Coleman e gli standard jazz. Ma quel che ne esce è semplicemente la musica dei Bad Plus, che suona come jazz d’avanguardia, sfuggendo però alle più comuni classificazioni, a partire dalla sua immediatezza d’ascolto e il forte e coinvolgente impatto ritmico.

Il Groove Lab del bassista afro-americano Ameen Saleem sarà una sorpresa per il pubblico italiano. Sabato 14 questo sestetto salirà sul palcoscenico del Verdi con la sua fusione di stili nell’orbita della black music. Shakerando neo-soul, jazz, funky, la band sembra fare surf tra le potenti onde del suo groove. Saleem rivela appieno la molteplicità dei suoi interessi, ben la di là del jazz mainstream del quali rimane pur sempre uno dei massimi bassisti: da anni è il pilastro ritmico del quintetto e della big band di Roy Hargrove, che è stato anche special guest sul disco d’esordio del Groove Lab.

Alcune novità logistiche caratterizzeranno l’edizione 2015 di Padova Jazz. Il Cinema Teatro Torresino ospiterà tre serate durante le quali si esibiranno i gruppi di alcuni nomi di spicco del jazz italiano: il trombonista Mauro Ottolini con il suo inedito “Trio Campato in Aria” (lunedì 9 novembre), il sassofonista Francesco Bearzatti, che eseguirà un sulfureo omaggio alle musiche di Thelonious Monk con il quartetto Tinissima (martedì 10), il chitarrista Bebo Ferra con trio “Voltage”, caratterizzato dal sound dell’organo Hammond (mercoledì 11).

Altra novità sarà un prologo in trasferta: domenica 25 ottobre Padova Jazz darà infatti un’anteprima della sua diciottesima edizione con un concerto che si terrà all’Hotel Hilton - Molino Stucky di Venezia, dove suonerà il trio del pianista Shai Maestro: uno dei più fulgidi esempi della new wave del jazz israeliano che sta conquistando la scena newyorkese e internazionale.

Anche quest’anno l’Hotel Plaza Padova si trasformerà nel jazz club ufficiale del festival, con due concerti ogni giorno: uno gratuito pomeridiano e uno serale con ingresso a pagamento (comprensivo di aperitivo e buffet, con ingresso già dalle 19:45). La programmazione sarà di respiro internazionale anche in questa sede del festival, a partire dal quartetto di uno dei più vigorosi sassofonisti afro-americani saliti alla ribalta negli ultimi anni: Wayne Escoffery (lunedì 9 novembre). Dalla Francia (Nancy) arriverà invece il trio del contrabbassista Gautier Laurent, in scena martedì 10. Con la sua voce suadente, la statunitense Ty Le Blanc guiderà un trio carico di soul e sferzante di energia jazzistica (giovedì 12). Le restanti tre giornate al Plaza (mercoledì 11, venerdì 13 e sabato 14) avranno un unico protagonista: il trio del pianista Spike Wilner, con Tyler Mitchell ed Anthony Pinciotti, più un sassofonista ospite sempre diverso che si aggiungerà in ognuno dei set serali (Francesco Bearzatti l’11, Max Ionata il 13, Michele Polga il 14). Si rinsalda così il legame che da anni esiste tra il festival padovano e uno dei più noti jazz club al mondo, del quale Wilner è gestore e co-proprietario: lo Smalls Jazz Club di New York, ‘luogo sacro’ dei fermenti musicali hard e post-boppistici.

In aggiunta, ci saranno poi i numerosi appuntamenti della sezione Jazz@bar: concerti in vari locali, ristoranti e bar padovani, che creeranno un piccolo festival nel festival. Tra questi risaltano quattro concerti al The Untouchables di Bassano: il 6 con il duo voce-basso che affianca Chiara Pancaldi e Darryl Hall, il 7 con il quartetto del chitarrista Luca Boscagin featuring Jason Rebello al pianoforte, il 13 con il quartetto del batterista Roberto Gatto, il 14 con il gruppo Nautilus del chitarrista Roberto Righetto). Tra i vari altri concerti di Jazz@bar si segnalano anche i due appuntamenti che si terranno al Centro Giotto: con il Kollettivo Stesi (il 10) e con la Charter Line Blues Band (il 15).

Padova Jazz 2015 offre esperienze jazzistiche anche fuori dai palcoscenici dei teatri e dei club, come nel caso del workshop “Paesaggio Sonoro + arte postale” degli artisti visivi Anna Piratti e Paolo Valentini (al Plaza il 14 novembre).
L’Hotel Plaza ospiterà due presentazioni editoriali: “Storie di jazz”, a cura del suo autore Enrico Bettinello (il 12), e “Gli standard del jazz, una guida al repertorio” di Ted Gioia, a cura del suo traduttore Francesco Martinelli (il 13).

Sempre al Plaza si terrà la prima delle due mostre fotografiche ospitate da Padova Jazz: NULL, con gli scatti di Lorenzo Scaldaferro (aperta dal 10 ottobre sino a tutta la durata del festival). “AM JAZZ - Three Generations Under The Lens. The Photograpy of Adriana Mateo” è invece l’esposizione ospitata dalle Scuderie Palazzo Moroni, anche questa visitabile dal 10 ottobre sino a tutta la durata della kermesse jazzistica. Un’altra personale sarà allestita presso il Ristorante Maxim di Padova: “Radici”, con le fotografie di Alessandra Freguja.

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Informazioni:

Associazione Culturale Miles
Via Montecchia 22 A, 35030 Selvazzano (PD) Tel.: 347 7580904
e-mail: festival@padovajazz.com
web: www.padovajazz.com

Direzione artistica: Gabriella Piccolo Casiraghi

Ufficio Stampa: Daniele Cecchini
cell. 348 2350217 e-mail: dancecchini@hotmail.com

cambio location

08/05/2015

La Messa Jazz di domenica 10 maggio 2015, delle ore 11:00, Coro e Orchestra di Vicenza, diretti dal M° Fracasso, è stata spostata al Tempio di Santa Corona.

al Jazz Café Trivellato Visual Art e Live set

21/04/2015

Per cinque sere consecutive dall’11 al 15 maggio, gli spettacoli al Jazz Cafè Trivellato – Teatro Astra saranno inaugurati dal live set YLYNE con Frank Martino e la visual art by Lska, in attesa del concerto delle ore 22.YLYNE [si pronuncia “uailàin”] è il nuovo progetto di musica elettronica del chitarrista e compositore Frank Martino, basato interamente su composizioni originali e improvvisazioni in versione live-set. Ampio spazio dunque all'utilizzo dal vivo di campionatori, launchpads e computer, dai quali scaturisce un mix di ambient, dubstep, trip-hop, trap, IDM, con un notevole utilizzo di suoni campionati dal mondo circostante oppure ottenuti da oggetti disparati come lastre di metallo, tazzine da caffè, cuscini o tostapane.Frank Martino (Messina, 1983), diplomato in chitarra jazz presso il Conservatorio “G. Frescobaldi” di Ferrara, ha fondato insieme ai compagni del Frescobaldi la band MOF, oltre a fare parte degli Ska-j.LSKA, musicista e videoartista, scrive e compone musica per il teatro, la danza e il video. Ha collaborato tra gli altri con Tam Teatromusica (Padova), AiEP (Milano), Centro Sperimentale di Cinematografia (Milano), Operaestate (Bassano del Grappa). Partendo dallo studio del jazz e dell’improvvisazione e unendolo alla passione per l’informatica, ha sviluppato il suo interesse per la sperimentazione basata sui sistemi interattivi, arrivando a creare installazioni e video generativi basati sull'interazione con la musica e il movimento. Per Vicenza Jazz proporrà un allestimento video con mapping 3D e installazioni interattive ispirate alle copertine e ai titoli di storici album jazz.

Aggiornamenti dal Vicenza Jazz

01/04/2015

A poche settimane dal suo avvio, che avverrà ufficialmente l'8 maggio (ma con un prologo musicale il 7), la ventesima edizione del festival New Conversations – Vicenza Jazz rivela finalmente il suo programma in forma integrale, con diverse novità in aggiunta ai concerti precedentemente annunciati.

Spicca innanzi tutto un nuovo nome nel cartellone dei concerti teatrali di prima serata: mercoledì 13 maggio al Teatro Comunale di Vicenza, oltre alla già annunciata presenza di Maria Schneider, che dirigerà le proprie composizioni avvalendosi della Trento-Vicenza Jazz Orchestra, si aggiunge un secondo set con il quartetto del trombettista Fabrizio Bosso (che sarà tra l'altro anche special guest nel set della Schneider).

Un altro nome di richiamo che si aggiunge al cast del festival è quello di Dave Weckl, uno dei massimi virtuosi della batteria, che si esibirà nel pomeriggio di sabato 16 con la sua Acoustic Band all'Auditorium Fonato di Thiene, nell'ambito di una collaborazione con Thiene Musica 2015.

Ma le novità più numerose arrivano dal fronte dei jazz club. È stata completata la programmazione del Jazz Club Trivellato, lo spazio ufficiale per i concerti after-hours di Vicenza Jazz, sostenuto dall'iniziativa del main sponsor Trivellato Mercedes Benz. Il JCT torna dopo alcuni anni negli ampi spazi del Teatro Astra, approfittando sia della sala teatrale al chiuso per i concerti dalla produzione più impegnativa, sia del giardino estivo per creare situazioni d'ascolto più informali e conviviali.

Nell'arco di nove giorni sfileranno gruppi la cui sequenza crea una specie di festival nel festival: da Lukas Ligeti (in trio, venerdì 8 maggio) a GeGè Telesforo col trio di Max Ionata (sabato 9) sino ai Funk Off assieme alla voce di Karima seguiti, nella stessa serata, dalla Lydian Sound Orchestra di Riccardo Brazzale e da una jam session che proseguirà sino all'alba per una esuberante conclusione del 20° Vicenza Jazz (sabato 16). Ma la data più sensazionale sarà quella di domenica 10, quando il concerto del JCT sarà addirittura l'evento principale dell'intera giornata festivaliera: non potrebbe essere altrimenti, vista la presenza dei Soft Machine Legacy, con in più l'aggiunta del pianista Keith Tippett.

Nel corso della settimana i giardini estivi del Teatro Astra saranno poi il luogo di altre interessanti proposte: i Jazzer 5 di Luca Mannutza e Michele Polga (lunedì 11), gli Ottavo Richter (martedì 12), Tommaso Cappellato con i suoi Astral Travel (mercoledì 13), Fabrizio Puglisi & Guantanamo (giovedì 14), Nico Menci & Mixtapers (venerdì 15).

Con l'approssimarsi del festival si intensificano inoltre le prevendite. A partire dal 1 aprile si potranno acquistare i biglietti dei concerti anche presso la biglietteria del Teatro Olimpico, che si aggiunge dunque a quella del Teatro Comunale, agli sportelli della Banca Popolare di Vicenza e alla vendita on line (su www.tcvi.it).Come da tradizione di Vicenza Jazz, le richieste per i concerti principali sono già significative e diversi appuntamenti tenderanno a riempirsi in prevendita. Su tutti spicca la serata finale del 16 maggio al Teatro Olimpico col trio "Mare Nostrum" (Paolo Fresu, Richard Galliano, Jan Lundgren), i cui biglietti sono andati esauriti in pochi giorni dall'apertura della vendita. A parte questo primo sold out, anche gli altri concerti teatrali stanno procedendo molto bene, in particolare quello con Jan Garbarek e Trilok Gurtu al Teatro Comunale (14 maggio). Dato questo rapido muoversi delle prevendite, si consiglia a chi fosse interessato ad assistere ai concerti di Vicenza Jazz 2015 di non aspettare l'ultimo momento per rivolgersi alla biglietteria.

Il festival New Conversations – Vicenza Jazz 2015 è organizzato dal Comune di Vicenza e dalla Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza, in coproduzione con Aim Vicenza e Trivellato Mercedes Benz, con il contributo del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e con il sostegno di alcuni sponsor privati.

Mare Nostrum è SOLD OUT

30/03/2015

Manca poco più di un mese all'inizio della XX edizione del New Conversations - Vicenza Jazz ed il festival registra già il suo primo sold out.

Mare Nostrum, con Paolo Fresu alla tromba, Richard Galliano alla fisarmonica e al pianoforte Jan Lundgren, in programma il 16 maggio al Teatro Olimpico fa il tutto venduto.

01 Aprile: apre la prevendita all'Olimpico

30/03/2015

Da mercoledì 01 Aprile, sarà possibile acquistare biglietti e abbonamenti per i concerti del New Conversations - Vicenza Jazz anche presso il botteghino del Teatro Olimpico dalle 11 alle 13.30 e dalle 14.00 alle 16 (ogni giorno tranne il lunedì).

Oltre a questo punto vendita è possibile acquistare i biglietti e gli abbonamenti presso:

  • biglietteria del Teatro Comunale aperta dal martedì al sabato dalle 15 alle 18.15. La biglietteria risponde al telefono negli stessi giorni di apertura dalle 16 alle 18. (tel 0444 324442 - fax 0444 236336 - email biglietteria@tcvi.it)
  • on line: www.tcvi.it
  • sportelli della Banca Popolare di Vicenza
  • giorno dello spettacolo, senza diritto di prevendita - alla biglietteria del teatro da un'ora prima dell'inizio del concerto

Settimane Musicali al Teatro Olimpico MEETS New Conversations-Vicenza Jazz

26/02/2015

Due festival di lunga tradizione, due appuntamenti con la grande musica - classica e  jazz - due eventi che attirano a Vicenza turisti italiani e internazionali,  appassionati e intenditori. Questo e molto altro hanno in comune le Settimane Musicali al Teatro Olimpico e New Conversations – Vicenza Jazz, in programma a Vicenza nel mese di maggio a pochi giorni di distanza l’uno dall’altro e uniti quest’anno per regalare alla città un concerto-evento al Teatro Olimpico: Memoria de la noche.


Ritornano dunque atmosfere e suggestioni notturne in un viaggio attraverso musica classica, jazz e poesia in nome della contaminazione fra generi musicali diversi , tema caro a Sonig Tchakerian, ideatrice dell’evento insieme a Riccardo Brazzale e responsabile del progetto artistico musica da camera per le Settimane Musicali. Sul palco molti artisti amici dei due festival: Pietro Tonolo, Giancarlo Bianchetti, Paolo Birro, Roberto Rossi e la stessa Sonig Tchakerian, oltre al poeta argentino Juan Carlos Mestre.

A Vicenza il Jazz fa Vent'anni

26/02/2015

Vent’anni vissuti avventurosamente, alla maniera della musica improvvisata. Il festival New Conversations - Vicenza Jazz, con la sua nuova programmazione dall’8 al 16 maggio, approda alla ventesima edizione. Un momento atteso già da tempo per ripercorrere tutti d’un fiato i numerosi temi affrontati dal festival nel corso degli anni, dai suoi albori alla progressiva ascesa nel panorama degli eventi musicali di maggior rilievo sulla scena internazionale, sempre sotto la guida del suo fondatore e direttore artistico Riccardo Brazzale. “Vent’anni di suoni, ritmi, visioni”, appunto, per ricordare i quali sono stati invitati a prendere parte all’edizione 2015 vari grandi artisti che già in passato sono stati ospiti di Vicenza Jazz, e che in questa occasione si ricombineranno tra loro. È il caso di Jan Garbarek con Trilok Gurtu, Paolo Fresu con Richard Galliano, Anthony Braxton con Mary Halvorson, Maria Schneider con Fabrizio Bosso, Arturo Sandoval… Ma un festival da sempre propositivo come quello vicentino non può esistere senza l’apporto di sostanziose novità. Ed ecco quindi Gregory Porter e soprattutto i Soft Machine Legacy con Keith Tippett, che sono in unica data italiana (come anche il progetto "Mare Nostrum" e Braxton).


Come sempre, appunto, il cartellone di Vicenza Jazz ospiterà numerose produzioni originali, che coinvolgeranno musicisti in inediti e stimolanti abbinamenti, anche con poeti ed artisti visivi. Alcune di queste creazioni del festival esploreranno il tema della notte, in un ideale rimando alla mostra “Tutankhamon Caravaggio Van Gogh. La sera e i notturni dagli Egizi al Novecento” che negli stessi giorni del festival sarà visitabile nella Basilica Palladiana. E proprio al fianco della Basilica, in Piazza dei Signori, si terrà il grande concerto gratuito “It’s Always Night” con Tony Allen, Daddy G. (dei Massive Attack) & Co: trip hop ed elettronica lungo i meandri della notte (ripercorrendo pure un celebre quanto enigmatico aforisma di Thelonious Monk: “It’s always night, or we wouldn’t need light”, “È sempre notte, o non avremmo così bisogno della luce”).


Il programma di Vicenza Jazz 2015 viene annunciato quasi al completo con i concerti principali di prima serata (al Teatro Comunale, in Piazza dei Signori e nella maestosa scenografia del Teatro Olimpico) e qualche significativo indizio di quella che sarà la programmazione nei jazz club, i palazzi storici, le chiese. Quest’anno il festival promette addirittura di ampliare ulteriormente la sua programmazione rispetto ai cartelloni delle recenti edizioni, che concentravano oltre 100 concerti nell’arco di 9 giorni. Prima sensibile novità, che darà un nuovo impulso alle notti festivaliere, sarà la moltiplicazione dei jazz club: da quello ufficiale del festival, il Jazz Cafè Trivellato che tornerà negli spazi del Teatro Astra, a una miriade di locali, a iniziare dal Bar Borsa sotto la Basilica Palladiana. La full immersion festivaliera offrirà inoltre innumerevoli occasioni di approfondimento e coinvolgimento: incontri con poeti, seminari e masterclass con musicisti, mostre, happening artistici, convegni, proiezioni, presentazioni di libri e tante altre manifestazioni di cultura, musica e spettacolo. Il festival New Conversations – Vicenza Jazz 2015 è organizzato dal Comune di Vicenza e dalla Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza, in coproduzione con Aim Vicenza e Trivellato Mercedes Benz, con il contributo del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e con il sostegno di alcuni sponsor privati.



Dopo un prologo che si terrà giovedì 7 maggio allo Spazio Der Ruf con il trombonista Giancarlo Schiaffini, Vicenza Jazz 2015 prenderà ufficialmente il via venerdì 8 maggio al Teatro Olimpico con Memoria de la Noche, una serata in cui musica jazz, classica e poesia si troveranno strettamente intrecciate dai fili dell’improvvisazione. Ne saranno protagonisti Pietro Tonolo (sax), Sonig Tchakerian (violino), Paolo Birro (pianoforte), Roberto Rossi (trombone), Giancarlo Bianchetti (percussioni) e il poeta Juan Carlos Mestre (voce recitante, bandoneon), protagonista negli stessi giorni a Vicenza del festival letterario “Poetry Vicenza".


Sabato 9 il festival scende in Piazza dei Signori per il già citato concerto sospinto dai furori dell’elettronica che coinvolgerà artisti come Tony Allen e Daddy G. (cantante e tastierista dei Massive Attack), per una serata che coinvolgerà anche gli appassionati dei dj set.


Domenica 10 l’appuntamento serale principale sarà al Jazz Cafè Trivellato presso il Teatro Astra. Questo spazio a metà strada tra teatro e jazz club ospiterà i Soft Machine Legacy ai quali si aggiunge come ospite il pianista Keith Tippett: un’inarrestabile macchina da groove jazz rock che continua a girare a pieno ritmo a quasi cinquant’anni dalla sua nascita, con una rinnovata e ammodernata propulsione funky.


Lunedì 11 Vicenza Jazz 2015 approda per la prima volta al Teatro Comunale, dove si ascolterà il sestetto di Arturo Sandoval, la più vigorosa tromba del latin jazz. Sopra gli esuberanti ritmi afro-cubani si innalzeranno le volate di questo impareggiabile virtuoso dello strumento d’ottone.


Martedì 12 si rimane al Teatro Comunale, che accoglierà il quintetto di Gregory Porter, la più sensazionale voce maschile emersa nella black music degli ultimi anni. Cresciuto coltivando il mito di Nat King Cole, Porter ha poi fatto confluire blues e gospel nell'alveo delle strutture della jazz song: la sua voce vibrante ed espressiva ha fatto il resto, riassumendo in sé tutte le emozioni della vocalità afro.


Come già lo scorso anno, Vicenza Jazz unisce le forze con Itinerari Jazz di Trento e Rovereto, mettendo assieme una voluminosa compagine orchestrale, che sarà poi affidata alla sapiente e magica direzione di Maria Schneider per una produzione originale che coinvolgerà anche il trombettista Fabrizio Bosso come solista d’eccezione. Sui leggii ci saranno le composizioni della stessa Schneider, ormai da anni sul più alto podio tra le direttrici/compositrici/arrangiatrici jazz per grandi organici. Tutto ciò al Teatro Comunale, mercoledì 13.

Il sassofonista Jan Garbarek è il creatore di una personale visione lirica, ricca di 'sentimento' nordico, che si abbina in maniera singolare agli spunti world del percussionista indiano Trilok Gurtu, ospite d'onore della band del sassofonista norvegese giovedì 14, sempre al Teatro Comunale.


Venerdì 15, ancora una volta al Comunale, il festival si lascia avvolgere dalle più audaci sonorità dell’avanguardia statunitense, con il guru della Nuova Musica, il sassofonista Anthony Braxton. Tra improvvisazione completamente disancorata e scrittura quasi colta, difficile dire dove inizi una e termini l’altra nelle esecuzioni del suo quartetto, che comprende il cornettista Taylor Ho Bynum, oltre a due donne 'terribili' dei nuovi linguaggi musicali newyorkesi, la sassofonista Ingrid Laubrocke la chitarrista Mary Halvorson.

Per il finale del festival ci si sposterà al Teatro Olimpico. Qui, sabato 16, l’occasione sarà di quelle da non perdere, data l’importanza degli artisti coinvolti e la rarità della proposta. Il trio “Mare Nostrum” affianca infatti sullo stesso palco il trombettista Paolo Fresu, il fisarmonicista Richard Galliano e il pianista Jan Lundgren. Un accostamento di jazz e musiche folkloriche dei paesi d’origine dei tre musicisti, con in più il tocco della forte personalità di questi solisti.


Il programma di Vicenza Jazz 2015 include già diversi concerti pomeridiani e di seconda serata. Per questi ultimi il luogo d’elezione è il Teatro Astra, sede del Jazz Cafè Trivellato. Qui si ascolteranno il noise punk jazz dell’Hypercolor Trio di Lukas Ligeti, percussionista figlio del celebre György (venerdì 8); lo swing venato di istrionico funk dell’Hammond trio del sassofonista Max Ionata, al quale si aggiungerà la voce di GeGè Telesforo (sabato 9); una notte a stile libero e con molti ospiti affidata alle esuberanti coreografie sonore dei Funk Off, in compagnia tra gli altri della vocalist Karima (sabato 16). Torna anche l’affascinante formula del concerto di mezzanotte: venerdì 15 a Villa Guiccioli con Jan Lundgren e un percorso fotografico a cura di Pino Ninfa che, a un secolo di distanza, ricorderanno “La buia notte della Guerra”, lungo la strada della pace e della libertà.I pomeriggi di Vicenza Jazz prevedono, tra gli altri, un appuntamento col poeta e bandoneonista Juan Carlos Mestre (venerdì 8 a Palazzo Chiericati) e, nello stesso luogo, l’unione delle forze musicali della Pedrollo Orchestra e di Lukas Ligeti (sabato 9, in collaborazione col Conservatorio Pedrollo). Domenica 10 sono poi attesi una messa musicale (Chiesa di S. Stefano) e un concerto di improvvisazione organistica (Chiesa di S. Filippo Neri).

All'Olimpico ancora un pò di jazz

27/05/2014

Venerdì 14 giugno “Mozart e la Follia”

Nel programma delle Settimane Musicali al Teatro Olimpico un magnifico concerto affidato ad un trio che unisce tradizioni musicali differenti, formato dalla violinista
Sonig Tchakerian, dal sassofonista Pietro Tonolo e dal pianista Paolo Birro.

Per info e biglietti: www.olimpico.vicenza.it

Il festival chiude con un L.A. Flashback

18/05/2013

Rava e Dino Piana all’Olimpico, mentre al Jazz Cafè Trivellato c’è il Balanescu Quartet

L’ultima serata del festival New Conversations – Vicenza Jazz ci riserva uno degli appuntamenti più attesi di tutto il cartellone, chiudendo così in bellezza una edizione, la diciottesima, che ha fatto segnare un’ampia risposta di pubblico. Al teatro Olimpico potremo assistere al nuovo quintetto di Enrico Rava che, già dal titolo “L.A. Flashback”, mette in chiaro quali sono gli intenti programmatici del progetto. Si tratta infatti di un tuffo in quella dorata stagione musicale che – magari riduttivamente – viene denominata West Coast Jazz. Enrico Rava, partito da posizioni filoavanguardistiche ad inizio carriera, ha soprattutto negli ultimi anni recuperato il gusto di un jazz disteso, memore della lezione di Davis, ma anche e soprattutto dell’amato Chet Baker. In questa occasione avremo poi sul palco oltre a Rava (tromba), Julian Oliver Mazzariello (pianoforte), Dario Deidda (contrabbasso) e Amedeo Ariano (batteria) anche il veterano Dino Piana al trombone che contribuirà non poco a mantenere le escursioni del quintetto nell’alveo della tradizione più swingante. Sulla carta il concerto è Sold Out ma, complice anche la situazione meteorologica, si può sperare in qualche rinuncia.

Anche il Jazz Cafè Trivellato – Bar Borsa continua a proporci concerti interessanti e per di più gratuiti sotto la Basilica Palladiana. Questa sera ci tenta con il Balanescu Quartet. Fondato nel 1987 dal violinista rumeno Alexandre Balanescu, il quartetto ha nel suo DNA la spregiudicatezza con cui i suoi componenti – ovvero Alexander Balanescu (violino), James Shenton (violino), Kathryn Wilkinson (viola), Nicholas Holland (violoncello) - espandono il repertorio cameristico affrontando indifferentemente la classica contemporanea e l’improvvisazione, accanto magari alla musica popolare o agli arrangiamenti di brani Pop e Rock (dai Depeche Mode ai Kraftwerk passando magari per Ryuichi Sakamoto). Non a caso sono stati chiamati a collaborare da personaggi eterogenei quali con David Byrne, Philip Glass, Gavin Bryars, Michael Nyman, John Lurie, Carla Bley, Rabih Abou Khalil e persino i Pet Shop Boys.

Ma vediamo in dettaglio la programmazione dell’intera giornata, davvero intensa.

Due i convegni: a Palazzo Bonin Longare, alle 9, il Centro Studi Musicoterapia Alto Vicentino dibatte su “Musicoterapia: Arte della Relazione” mentre da ViArt, alle ore 15, si traccia un “Bilancio sociale del jazz in Italia” a cura dell’associazione I-Jazz. Per il ciclo “Il Jazz al Conservatorio A. Pedrollo”, Ernst Reijseger tiene alle 15 una Masterclass per violoncellisti che avrà anche un esito live a Palazzo Chiericati, alle 18, con il Celling Stones Ensemble, in collaborazione con l’Officina dei Talenti e diretto da Annalisa Petrella. Alle 16 poi ai Giardini Salvi in occasione del restauro della fontana alata del giardino Valmarana Salvi (con il sostegno dello storico marchio veneto di acqua minerale Recoaro) suona il Perry’s Quartet, che sarà poi anche al Cortile delle Gallerie di Palazzo Leoni Montanari (alle 22,30) per la “Notte dei Musei”. Sempre alle Gallerie di Palazzo Leoni Montanari per la rassegna “Dire poesia” Elisa Sartor introduce il poeta José Maria Mico coadiuvata da Massimo Barbiero (batteria, percussioni), Marcella Carboni (arpa, loop) e Maurizio Brunod (chitarra, loop). Infine prosegue la “Festa Del Jazz” (a cura della Confcommercio di Vicenza) con il concerto, in Piazza San Lorenzo, della GBO Orchestra diretta da Gastone Bortoloso (alle 16).

Chiudiamo con uno sguardo alla scaletta dei locali. Si inizia alle 19 con il Carlo Atti Trio al Bar Astra. Alla Meneghina, alle 19.30, suonano Les Manouches Bohémiens, mentre alle 20,30, al Ristorante Al Pestello c’è il “Kairòs Ensemble”. Ancora alle 21 il Mavala propone Le Trio Portmanteau ed il New Russian Pub alle 22 l’hapening di Jazz & Cabaret “Improvizescion is not a craim’”. Infine al Bar Sartea, ore 22, troviamo i Rat Race.

Manifestazioni di chiusura del Festival Jazz.

17/05/2013

Sono tutte confermate le manifestazioni in programma per i due giorni finali del festival jazz.

Al Comunale l’energia di Mike Stern e Bill Evans

17/05/2013

Gli Apolide con Adam Nussbaum sotto la Basilica e, a mezzanotte, la suggestiva performance di Reijseger con il coro sardo dei Concordu e Tenore di Orosei al Cimitero Maggiore

Tre gli appuntamenti che, in questa che è la penultima serata della diciottesima edizione del Festival New Conversations – Vicenza Jazz, si snodano in altrettante "stazioni" dalle 21 fin ben oltre la mezzanotte. Si inizia al Teatro Comunale con la All Star Band di Mike Stern (chitarra) e Bill Evans (sax), con Tom Kennedy (basso elettrico) e Dave Weckl (batteria). Stern torna al Festival dopo cinque anni e questa volta lo fa con un progetto che è anche una reunion ed insieme un tuffo nel passato luminoso che segnò l'inizio della sua carriera, avventura che condivise proprio con Evans: la militanza nel gruppo elettrico di Miles Davis. Nei primi anni '80 sono infatti entrambi in quella storica band, con cui registrano "The Man With The Horn" e "Star People". Poi le loro strade si dividono Stern (Boston, 1953) passa al gruppo di Jaco Pastorious e poco dopo inizia una fortunata carriera da solista. Evans (Claredon Hills, Illinois, 1958) rimarrà ancora un paio d'anni con Davis, poi passa a collaborare  con John McLaughlin e la Mahavishnu Orchestra, Herbie Hancock, Lee Ritenour dividendo le sue performance tra progetti propri e collaborazioni di  lusso (dagli Steps Ahead a Mick Jagger). Come c'era da aspettarsi il concerto è già Sold Out, ma  si può sempre sperare in qualche rinuncia.

Il secondo appuntamento in cartellone (alle 22) è come di consueto al Jazz Cafè Trivellato – Bar Borsa, sotto la Basilica, dove si esibirà l'Apolide Quartet con la staordinaria partecipazione di Adam Nussbaum. Apolide nasce come trio alcuni anni orsono ad opera del sassofonista Gigi Sella, che coinvolge da subito il bassista Paolo Scalzotto. Ben presto si fa sentire l'esigenza di ampliare l'organico. Ecco che fa così il suo ingresso nel gruppo il trombonista Beppe Calamosca. Per questa occasione poi potranno avvalersi del sontuoso apporto ritmico di un batterista come Nussbaum, che ricordiamo in decine di registrazioni con personaggi quali John Scofield, Gil Evans, John Abercronbie, Toots Thielemans e Michael Breker - ma solo qualche sera fa era all'Olimpico con Dave Liebman e Steve Swallow. Ricordiamo che il concerto è gratuito.

Inconsueto invece il terzo ed ultimo degli eventi previsti per oggi: a mezzanotte al Cimitero Maggiore si terrà un suggestivo happening musicale in cui Ernst Reijseger con il coro sardo dei Concordu e Tenore di Orosei ci propongono il loro "The Face Of God". Un carnet che riunisce al canto tradizionale sardo alcune musiche tratte dalle colonne sonore di The White Diamond (Il diamante bianco, 2004) e The Wild Blue Yonder (L'ignoto spazio profondo, 2005): due film diretti da Werner Herzog e musicati appunto dal violoncellista olandese. Il virtuosismo imprevedibile e visionario di Reijseger e la arcaica vocalità sarda in un ambiente crepuscolare ed evocativo sono certo uno degli appuntamenti più originali di questa edizone del Festival.

Ma un ricco corollario di evento prende il via già in tarda mattinata: alle 11 presso il Conservatorio A. Pedrollo Maurizio Franco tiene un Seminario dal titolo "Shelly Manne, L'anima Profonda del Jazz della West Coast"; al Galla Forum, alle 18, c'è la presentazione del volume "Canto un mondo libero: poesia-canzone per la libertà" (Ets, Pisa, 2012) tenuta dal curatore Marco Fazzini con Silvia Calamati e la partecipazione di Pierantonio Tanzola (chitarra). Infine Cantiere Barche 14, dalle ore 18 alle 20, in cartellone una performance di danza e video della compagnia Human Game, con il Videoartist  Mariano Leotta.

Vediamo anche gli eventi nei locali: alle 19 al Bar Castello c'è il Jazz 4tet Musica Ignuda, al Bar Astra il trio Pianoless Experiment, al Caffè Garibaldi il Jazzart 4tet ed all'Osteria i Monelli i Rat Race. Alle 19,30 in Piazzetta Palladio suona il trio di Francesca Bertazzo (A cura di Sorarù, Bar 25, Ristorante Angolo Palladio), mentre ad ora di cena il Ristorante Al Pestello ospita il Martin - Calgaro Duo e La Vinoteca i Marrakesh Express. Il Mavala (ore 21) mette invece in programma il Perry's Trio ed il Bar Sartea (alle 22) il Ganesh Quartet.

Ma gli appuntamenti iniziano già la mattina: alle 11 presso il Conservatirio A. Pedrollo Maurizio Franco tiene un Seminario dal titolo "Shelly Manne, L'anima Profonda del Jazz della West Coast"; al Galla Forum, alle 18 c'è la presentazione del volume "Canto un mondo libero: poesia-canzone per la libertà" (Ets, Pisa, 2012) tenuta dal curatore Marco Fazzini con Silvia Calamati e la partecipazione di Pierantonio Tanzola (chitarra). Infine Cantiere Barche 14, dalle ore 18 alle 20, in cartellone una performance di danza e video della compagnia Human Game, con il Videoartist  Mariano Leotta. 

Confermato il concerto di questa sera al Teatro Comunale

16/05/2013

Nonostante il perdurare del maltempo, viene confermato il concerto del festival New Conversations – Vicenza Jazz programmato per questa sera, giovedì 16 maggio, nella sala grande del Teatro Comunale (alle ore 21) con il duo che unisce, per la prima volta, la mitica chitarra di Al Di Meola e il tocco pianistico incantato di Gonzalo Rubalcaba. Non si registrano infatti problemi particolari a raggiungere e a parcheggiare davanti al Teatro Comunale “Città di Vicenza”. 
Per consentire comunque al pubblico arrivare a teatro agevolmente, l’organizzazione si riserva di far iniziare il concerto con un quarto d’ora di ritardo rispetto all’orario consueto.

Al Di Meola e Gonzalo Rubalcaba dialogano al Comunale

16/05/2013

Virtuosismo e raffinatezza nel concerto delle 21.

Molti gli appuntamento nei locali non solo in centro storico.

 

Il cartellone del New Conversations – Vicenza Jazz è per questa sera insolitamente sguarnito. Abituati come siamo a tre  anche quattro appuntamenti tra Teatri e Bar Borsa ci fa un po’ strano trovare un solo concerto nella fascia serale. Lo stop del Jazz Cafè Trivellato - Bar Borsa è però reso necessario dal passaggio, in Piazza dei Signori, della prima tappa della Mille Miglia, previsto dagli organizzatori tra le ventidue e l’una di notte. Ma il concerto delle 21 al Teatro Comunale è già da solo un evento imperdibile per la caratura artistica e di fama internazionale dei due musicisti coinvolti. Perdipiù una coppia, quella formata da Al Di Meola (chitarra) e Gonzalo  Rubalcaba (pianoforte), al nostro pubblico inedita e quindi ancor più intrigante. L’idea di questo duo è nata durante la registrazione del penultimo album del chitarrista statunitense, Pursuit of Radical Rhapsody (2011), al quale il pianista cubano ha partecipato come ospite; la positiva alchimia musicale che fin da subito si è creata tra i due ha fatto intravvedere questa possibilità che si è poi concretizzata in alcuni appuntamenti live tra cui questa esclusiva data vicentina.

Al Di Meola è da sempre considerato un virtuoso della chitarra, che peraltro ha affrontato in tutte le sue varianti, dalla classica all’acustica all’elettrica. Del resto il suo nome e la sua ascesa sono indissolubilmente legati allo storico gruppo “Return To Forever” di Chick Corea che è stata una delle formazioni simbolo dell’elettrificazione del Jazz e della sua commistione con il Rock ed i ritmi latini; e dire che all’epoca era appena diciannovenne. Ma l’elemento latino è quello che più di ogni altro è rimasto appiccicato al chitarrista di origini italo americane (è nato nel New Jersey nel 1954). Basti pensare al fortunatissimo trio acustico con Paco De Lucia e John Mc Laughlin. L’etichetta di virtuoso è qui da intendere in modo lato, vista la sofisticata e convincente vena melodica di cui fa sfoggio in un repertorio che affronta i ritmi del Tango e del Flamenco e che, nelle mani di Rubalcaba, si tingono anche di suggestioni cubane.

Gonzalo Rubalcaba (nato a l’Avana nel 1963) ha anch’esso fama di virtuoso, ed i suoi esordi in territorio jazzistico, al fianco di Dizzy Gillespie, Charlie Haden, Ron Carter sono lì a testimoniarlo. Ma da alcuni anni – e ce lo ricordiamo ad esempio all’Olimpico in una serata in piano solo di tre edizioni fa – la tecnica brillante ed il piglio aggressivo ha lasciato il posto ad una vena più meditata e narrativa, che rivela un tocco raffinato e controllatissimo. Da segnalare nel pomeriggio, alle 18, il concerto della Pigafetta Swing Band al Cantiere Barche 14 (dove dalle 23 c’è anche una Jam Session).

Ricco poi il cartellone dei locali con ben nove eventi in altrettanti luoghi della città. Alle 19 si può scegliere tra il tributo a Chet del quartetto Chettin’ al Barco, le suggestioni africane dei Cafè Touba al Bar Astra e la rivisitazione in chave jazz del repertorio di Bob Marley ad opera dei Rat Race al Moplen. Alle 19,30 all’Osteria I Monelli c’è un Dj Set con  Handi Pinto. Il Ristorante Al Pestello propone alle 20,30 il duo Zattera – Moretti, mentre La Vinoteca il Baanga Acoustic Trio. Alle 21 al Mavala suonano Ross E Gli Sfocati, mentre all’Opera Food&Drinks c’è il Jazz Art Quartet con un tributo ad Horace Silver. Infina alla Ca’ Del Diavolo di Monticello C. Otto, alle 22, suona il Mauro Baldassarre 4tet.

 

All’Olimpico i Jazzisti incontrano la Classica

15/05/2013

L’OTO ospita Enrico Pieranunzi e Javier Gonzales

Sotto la Basilica lo swing di Mahogany ed il Jazz di confine di Jim Black

 

Questa sera il concerto principale del Festival New Conversations – Vicenza Jazz torna a calcare la scena dell’Olimpico per un appuntamento che apre il cartellone  all’incontro con la musica classica. Un incontro che il festival ha promosso più volte e che vede anche oggi protagonista l’Orchestra del Teatro Olimpico, diretta da Giuseppe Acquaviva, al fianco di due solisti d’eccezione: Enrico Pieranunzi e Pedro Javier Gonzales. Quattro saranno i momenti in cui si snoderà il programma di questa sera, dapprima l’Oto con Pieranunzi al piano eseguiranno alcune pagine di Galuppi e Bach. Poi il pianista romano resterà solo sul palco per una sezione intitolata “Pieranunzi Plays Scarlatti” in cui troverà posto anche un più corposo, ma sempre coerente, aspetto improvvisativo. A quasto succederà un omologo “Gonzales Plays Flamenco” che introdurrà il chitarrista spagnolo. Sarà quindi nuovamente sul palco l’Oto con Gonzales per il celeberrimo Concierto de Aranjuez di Joaquin Rodrigo.

Pieranunzi (Roma, 1949), è un musicista che non ha mai disconosciuto le proprie radici classiche nonostante una carriera jazzistica che dura da oltre quarant’anni e lo ha imposto sulla scena mondiale come una delle voci più originali sul proprio strumento. Nel suo curriculum collaborazioni prestigiose come quelle con Chet Baker, Chet Baker, Art Farmer, Curtis Fuller, Jim Hall, Lee Konitz, Charlie Haden, Billy Higgins, Paul Motian, Chris Potter. Ma anche un lungo impegno come insegnante di conservatorio che ne esemplifica la feconda ambivalenza.

Pedro Javier Gonzales, chitarrista originario di Barcellona dove è nato nel 1962, divide la sua carriera tra il flamenco, la classica ed il Jazz. Gonzales è già stato all’Olimpico nel 2006 in una serata che è peraltro testimoniata anche da un DVD. Chitarrista eclettico ma mai sopra le righe, Gonzales nella sua produzione discografica ha affrontato anche i classici del repertorio pop-rock (dagli Eagles ai Beatles passando per Eric Clapton) senza perdere peraltro la bussola di una musica fortemente legata ai ritmi ed ai colori della propria terra.  Non è nuovo alle pagine del Concierto de Aranjuez, che ha eseguito ad esempio con l’Orchestra Filarmonica di Mosca. Un’opera – certo la più famosa del compositore spagnolo Joaquìn Rodrigo che la compose nel 1932 a Parigi -  che ha peraltro un forte legame con la storia del Jazz per essere stata  interpretata anche da Miles Davis (con gli stupendi arrangiamenti di Gil Evans) e, seppur in modo più estemporaneo, da Jim Hall.

Anche al dopo festival del Jazz Cafè Trivellato – Bar Borsa un doppio appuntamento. In apertura, dalle 22, si ripropone il vocalist Kevin Mahogay accompagnato dal trio di Massimo Faraò (pianoforte) con Aldo Zunino (contrabbasso) e Byron Landham (batteria), che già ieri sera aveva fatto gran sfoggio di swing. Di tutt’altra pasta la musica del gruppo che segue: gli AlasNoAxis del batterista Jim Black, con Chris Speed (sax tenore, clarinetto), Hilmar Jensson (chitarra) e Skuli Sverrisson (basso elettrico). Un gruppo che propone sonorità aggressive e fortemente intrise del rock d’avanguardia tipicamente newyorkese. Del resto Black è uno specialista del Jazz di confine come testimoniano le sue collaborazioni con Tim Berne e Dave Douglas o lo stesso Uri Caine con cui lo abbiamo già visto al Festival nelle passate edizioni.

I locali completano il cartellone con sei eventi live che segnaliamo qui in calce: al Bar Astra in programma l’Andy Haze Trio, alle 19, ai Monelli mezz’ora più tardi troviamo un set del Dj Paolo Berto ed alle 20,30 si può scegliere tra i 2 a.m. al Ristorante il Pestello ed i Guitaricious alla Vinoteca. Al Mavalà il trio Chettin’ suona alle 21 ed ancora al Sartea, alle 22, c’è il Mecequartet.

Sanders, Petrella e Guidi: oggi il punto sull'Avanguardia

14/05/2013

Sul palcoscenico del Teatro Comunale,questa sera, due generazionilontane per anagrafema in fondo affini per sensibilitàsi confronteranno sul territoriodell'avanguardiajazzistica,testimoniando quel che fu,che è e che sarà la ricerca musicaleafroamericana.Un nome storico, quello diPharoah Sanders, sarà ovviamentel'ospite d'onore di questoconcerto. Con il suo quartettocompletato da WilliamHenderson (pianoforte), OliverHayhurst (contrabbasso) eGene Calderazzo (batteria), cipresenterà tra l'altro il suo celeberrimo—ne Creator Has AMaster Plan", forse la sua composizionepiù fortunata uscitanell'album Karma (1969) e piùvolte ripresa anche da altri artistiper la forza evocativa deltema.Nella prima parte, a partiredalle ore 21, si esibiranno inveceGianluca Petrella (trombone)e Giovanni Guidi (pianoforte)con il loro "Soupstar",un sodalizio artistico che legadue giovani ma già affermatipaladini del Jazz italiano chedel resto il pubblico del Festivalha già potuto apprezzare,insieme e singolarmente, nelleultime edizioni.Sanders (al secolo FarrellSanders, il soprannome Pharoahgli venne affibbiato da SunRa) si mise in luce al fianco diJohn Coltrane in album epocaliquali Ascension e Meditations.Dopo questafondamentaleesperienza, e dopo la mortedi Coltrane, continuò a collaborarecon Alice Coltrane,Don Cherry, la Jazz Composer'sOrchestra iniziando parallelamenteuna carriera daleader testimoniata in numerosialbum che costituisconouno degli esempi più solidi delfree jazz storico. La sua vocepotente graffiante è ancora intattaecon il tempo ha fatto pacecon la tradizione tanto chenon è infrequente sentirlo affrontareil repertorio deglistandards. Gianluca Petrella eGiovanni Guidi sono due astrioramai solidamente incastonatinel firmamento del jazzitaliano. Nato a Bari il primo,nel 1975, e già da vent'anni inattività (cominciò con Rober-Pharoah Sandersto sull'Avanguardiato Ottaviano e Greg Osby) hafatto incetta di premi e riconoscimentianche internazionali.Di dieci anni più giovane ilsecondo, originario di Foligno,si è imposto perlaversatilitàe la costante progettualitàdei suoi lavori. Entrambi coinvoltiin diverse occasioni daEnrico Rava, attualmente collaboranoal suo quintetto Tribe.

Questa sera al comunale Pierannunzi, Liebman, Swallow e Nussbaun

13/05/2013

Al jazz Cafè Trivellato – Bar Borsa il London Project di Luca Boscagin

 

Con la serata di oggi la programmazione del New Conversations – Vicenza Jazz si sposta al Teatro Comunale. E lo fa con due concerti, a partire dalle ore 21, di altissima caratura che ci presentano due facce diverse ma altrettanto rappresentative dello stato dell’arte del trio. Ad iniziare uno dei pianisti italiani più apprezzati all’estero ed in particolar modo negli Stati Uniti, Enrico Pierannunzi, che sarà coadiuvato sul palco da Luca Bulgarelli al contrabbasso e Mauro Beggio alla batteria. A questa, che è la più classica delle formazioni, il piano trio, seguirà l’antitetico trio pianoless We Three: Dave Liebman (sax), Steve Swallow (basso elettrico) e Adam Nussbaum (batteria) che dall’alto del loro indiscusso magistero strumentale si muovono con disinvoltura tra avanguardia e tradizione.

Nato a Roma nel 1949 Enrico pierannunzi ha nel suo curriculum collaborazioni importanti, dapprima con Chet Baker e Art Farmer, poi via via Curtis Fuller, Jim Hall, Lee Konitz, Charlie Haden, Chris Potter (ma l’elenco sarebbe ancora lungo). La sua ampia discografia spazia dal piano solo al duo su su fino alla jazz band con quartetto d’archi, sempre mantenendo una voce personale che mette in luce la tecnica limpidissima sullo strumento ed insieme l’innato lirismo. Lo potremo rivedere, a dimostrazione della grande versatilità e preparazione, anche mercoledì all’Olimpico affrontare un repertorio classico.

Dave Liebman è nato a New York nel 1946. Si impone sulla scena sul finire degli anni ’60 impegnato parallelamente in progetti che fanno capo al jazz d’avanguardia e alla nascente fusion. La fama internazionale gli viene dall’aver partecipato, tra il 70 ed il 74, al gruppo di Miles Davis. Nei suoi gruppi, dall’Open Sky Trio al più longevo Quest, ha sempre cercato il giusto balance tra le riscritture – soprattutto da Coltrane e Davis, ma anche Puccini – e la composizione originale con inflessioni che vanno dalla Word Music alla Fusion passando per il linguaggio avanguardistico. Steve Swallow (classe 1940) è il decano dei bassisti elettrici ambito jazzistico. Fondamentale il suo lungo sodalizio con Carla Bley, ma tra le sue numerosissime collaborazioni troviamo anche Art Farmer, Jimmy Giuffrè, Gary Burton e John Scofield. Con quest’ultimo lo si è visto spesso anche al fianco di Adam Nussbaum (nato nel 1955 a Norwalk, in Connecticut). Batterista richiestissimo per la versatilità ed il drive, nel suo curriculum nomi come Sonny Rollins, Gil Evans, John Abercronbie, Toots Thielemans e Michael Breker.

Per la seconda serata (ore 22) l’appuntamento è sotto la Basilica Palladiana, al Jazz Cafè Trivellato Bar Borsa, dove potremo ascoltare il London Project del chitarrista italiano Luca Boscagin. Trasferitosi a Londra da alcuni anni, Boscagin ha trovato lì terreno fertile e giuste collaborazioni per far convivere le due anime - jazz e rock - che da sempre muovono i suoi progetti musicali. Al suo fianco stasera Rick Leon James (basso elettrico), Tomasz Bura (pianoforte, tastiere) e Gareth Brown (batteria).

Prosegue anche la programmazione dei locali con alcuni concerti che segnaliamo con piacere: al Bar Astra, ore 19, il sestetto Mandela; alla Vinoteca, ore 20.30, il duo 2 a.m.; infine al Mavalà, ore 21, il Doin’ The Thing Trio.

Gary Burton con Julian Lage porta il Mainstream all’Olimpico

12/05/2013

In seconda serata un trio innovativo al Jazz Cafè Trivellato – Bar Borsa: i Rusconi

 

Dopo il momento ludico che la serata di ieri ha rappresentato con il funky della Earth Wind & Fire Experience, oggi si torna al Jazz più limpido e dinamico, con il New Quartet di Gary Burton all’Olimpico. A partire dalle 21 potremo infatti ascoltare una delle formazioni mainstream più quotate a livello internazionale che il vibrafonista di porta in giro ininterrottamente da quasi tre anni, forte della collaborazione di musicisti come Julian Lage (chitarra), Scott Colley (contrabbasso) ed Antonio Sanchez (batteria).

Gary Burton è nato ad Anderson (Indiana) nel 1943 ed ha iniziato giovanissimo, da autodidatta, a suonare vibrafono e marimba. Studia anche pianoforte e ciò gli suggerisce di passare dalla tecnica classica delle due bacchette alle quattro, ciò che gli permette di imitare lo stile pianistico sul vibrafono. Per questo è considerato un innovatore in ambito jazzistico, tanto che già nel 1968 è nominato dalla rivista Down Beat miglior jazzista dell’anno (ancor oggi è quello che ha ricevuto questo riconoscimento in più giovane età). Del resto aveva già fatto tour mondiali, negli anni precedenti, con George Shearing e Stan Getz, prima di dedicarsi a progetti personali. Progetti che da sempre hanno principalmente due filoni di interesse: il quartetto ed il duo. Nel primo caso lo si è visto al fianco di chitarristi importanti quali Larry Coryell, Pat Metheny, John Scofield, Kurt Rosenwinkle ed ora Julian Lage, a testimoniare la predilezione per l’impasto sonoro che questa soluzione rappresenta. Nel secondo caso sono storici i sodalizi con Chick Corea e Steve Swallow, ma lo ha sperimentato anche con Keith Jarrett, Ralph Towner e Makoto Ozone.

Il primo appuntamento della giornata è però per le 10 con la “Misa Criolla” (musiche di Ariel Ramírez), al Tempio di S. Corona, con il Coro ed ensemble strumentale di Vicenza diretti dal maestro Giuliano Fracasso. Ma molti gli eventi anche nel pomeriggio, caratterizzato ancora una volta dalle marching bands e dai concerti per le vie della città. Si inizia da Piazza Castello alle ore 16 con i Funk Off. Poco dopo (16,30) a Palazzo Chiericati si esibisce la Wind Band del Conservatorio “A. Pedrollo” ed ancora alle 17 in Piazzale De Gasperi (Porta Castello) gli Ska-J. Nel cortile di Palazzo Trissino, alle 17,30, troviamo il “Lester Brass Project” di Gianluca Carollo mentre in Piazza delle Erbe (Corte dei Bissari), alle 19, suonano i Café Touba.

Nel cartellone del Jazz Cafè Trivellato, alle 22 sotto il loggiato della Basilica Palladiana, troviamo poi I Rusconi, trio svizzero che fa capo a Stefan Rusconi (pianoforte) con Fabian Gisler (contrabbasso) e Claudio Strueby (batteria). Un gruppo che tratta il piano trio in modo anticonvenzionale e per il largo uso dell’effettistica e per la scelta del repertorio. Tutto ciò sta facendo della band una formazione osannata dalla critica non solo d’oltralpe, ennesima evoluzione della più classica delle formazioni jazz.

Anche i locali fanno la loro parte con sei appuntamenti live. Si inizia al Caffè Garibaldi, ore 18, con il Jazzart 4tet, al Bar Astra, ore 19 il trio Friends. Stessa ora al Moplen con il duo Santagiliana- Dal Monte. Alle 20,30 suonano alla Vinoteca i Vertical ed al Mavala i Sound Waves. Infine al Bar Sartea, ore 22, c’è il gruppo The Climax.

 

Il Groove degli Earth Wind & Fire Experience di Al McKay in Piazza

10/05/2013

Puntuale come ogni anno ecco che anche in questo primo sabato del New Conversations - Vicenza Jazz il Festival regala (il concerto è gratuito) un momento di svago collettivo con un grande concerto in Piazza dei Signori. Un concerto che ha il senso di coinvolgere quanti più spettatori sia possibile, divagando quindi anche da un percorso prettamente jazzistico ma offrendo un appuntamento di sicuro richiamo. Ed è certo questo il caso della band chiamata ad esibirsi oggi: gli  Earth Wind & Fire Experience che fanno capo al chitarrista Al McKay. Un esperienza sonora, quella che ci presenta lo storico chitarrista degli originali EW&F, che ripercorrerà i più grandi successi della band che, tra i primi anni Settanta e per buona parte degli Ottanta costituì la punta di diamante della black music. Al McKay contribuì non poco a  fissare il suono della storica band dandogli quel caratteristico groove che ne decretò il successo per quasi un decennio. Molti i successi discografici ottenuti in quel periodo (ben ventitré tra dischi d’oro e di platino!) da una band che sapeva fondere il Rhythm ‘n Blues con il Soul, il Funky e la Disco Music. Con lui sul palco, a partire dalle 21, una compagine di nomi di spicco del settore quali i vocalists Tim Owens, Claude Woods e Devere Duckett, i fiati di Michael Harris e Stephen Reid (tromba), Justin Kirk (trombone), Ed Wynne (sax), alle tastiere Dean Gant e Ben Dowling ed ancora Freddie Flewelen (basso elettrico), Aaron Haggerty (batteria), David Leach (percussioni).

A far da cornice all’evento principale saranno poi i due appuntamenti del Jazz Cafè Trivellato – Bar Borsa, sotto il loggiato della Basilica Palladiana. Il primo alle 18,30 con i Cafè Touba, interessante compagine a cavallo tra jazz ed Africa in cui le percussioni dialogano alla pari con i fiati. La formazione è composta da Ousmane Seydi (chitarra, voce, percussioni), Boto Sissokho (cora, voce, percussioni), Marco Catinaccio (batteria, percussioni), Giatamuta Giatà (percussioni), Andrea Tombesi (basso elettrico), Sergio Gonzo (tromba), Luca Moresco (trombone), Anna Palumbo (fisarmonica, piano elettrico, percussioni)

Poi alle 23 la Tommaso Cappelato Orchestra, diretta da Michele Corcella, che ha curato anche gli arrangiamenti delle composizioni del batterista e leader. Cappellato (nel suo curriculum anche una lunga attività in quel di New York) ha raccolto intorno a sé un organico dinamico ed affiatato: Alessia Obino (voce), Michele Polga (sax tenore), Nicola Fazzini (sax alto e soprano), Giovanni Masiero (sax baritono), Gianluca Carollo, Mirko Cisilino (tromba), Filippo Vignato, Federico Pierantoni (trombone), Matteo Alfonso (pianoforte), Pasquale Mirra (vibrafono), Marco Privato (contrabbasso), Marco Catinaccio (percussioni). Tommaso Cappellato può vantare nel suo curriculum collaborazioni con George Cables, Steve Grossman, Enrico Pieranunzi, Enrico Rava e Kurt Rosenwinkel.  DI recente ha varato il trio Blackground con Don Byron e Fabrizio Puglisi.

Ricordiamo anche nel pomeriggio la tavola rotonda “Jazz, download & creative commons” introdotta e coordinata da Luca Conti, direttore del mensile Musica Jazz (Palazzo Bonin Longare, ore 15), e le improvvisazioni trascendentali del pianista Ian Lawrence Mistrorigo (Cantiere Barche 14, ore 18). Ancora alle 19 presso il Tempio di S. Corona il Coro di Vicenza e jazz band dirette da Giuliano Fracasso ricordano  Dave Brubeck, leggendario pianista scomparso pochi mesi fa e già ospite del Festival, eseguendo "To Hope: A celebration".

Per i concerti nei locali segnaliamo il Jazzart 4tet al Pullman Bar (ore 18), il Daja Quartet al Mavalà, gli Stan Brothers al Bar Astra e l’Impossibile Banda degli Ottoni al Barco (ore 19). Infine alla Vinoteca (ore 20,30) il Name Urge 4tet.

Thredgill, Mintzer, Abercrombie e Vitous aprono il Festival

10/05/2013

La giornata inaugurale della diciottesima edizione del New Conversations – Vicenza Jazz è già da sola un cartellone ricchissimo, con cinque concerti principali e numerose altre performance che costituiscono un sostanzioso contorno.

L’evento clou è ovviamente il concerto al Teatro Olimpico, dove si esibiranno dapprima  - alle 21 - gli Zooid di Henry Threadgill (sax, flauti) con Jose Davila (trombone, tuba), Liberty Ellman (chitarra), Elliot Kavee (batteria), Christopher Hoffman (violoncello). A seguire il trio di all star formato da Bob Mintzer al Sax, John Abercrombie alla chitarra e Miroslav Vitous al contrabbasso. Il Jazz Cafè Trivellato Bar Borsa, sotto la loggia della Basilica Palladiana,  dal canto suo riempie la seconda serata (a partire dalle 22) con addirittura tre formazioni che ci presentano alcune delle più interessanti e premiate figure della nuova generazione di jazzisti italiani. Ecco dunque il trio di Enrico Zanisi (pianoforte) con Francesco Ponticelli (contrabbasso) e Alessandro Paternesi (batteria); poi il P.O.V. Quintet di quest’ultimo con Simone La Maida (sax), Francesco Diodati (chitarra elettrica), Gabriele Evangelista (contrabbasso) e lo stesso Zanisi. Infine il trio di Alessandro Lanzoni (pianoforte) con Matteo Bortone (contrabbasso) ed Enrico Morello (batteria).

Inoltre al Cantiere Barche 14, dalle 18 alle 20, ci sarà una performance di danza e video della compagnia Human Game e del  Videoartist Mariano Leotta. Poi, dalle ore 23, una Jam session conclusiva.

Nutrito anche il cartellone dei locali, alle 19 al bar Astra Bar Astra Elvin Alliance, al Bar Castello gli Ants In Your Pants, poco più tardi in Piazzetta Palladio gli A Bassa Voce Quartet (a cura di Sorarù, Bar 25, Ristorante Angolo Palladio). Alle 20 il Triodegradabile alla Meneghina ed alla Vinoteca (ore 20,30) Pina Bolla e Gli Altri 4; ancora al Bocciodromo la band Local 36100 n°5. Infine, al Bar Sartea, ore 22, Il Magnetofono.

Jazz e classica: Pieranunzi e jazz

09/05/2013

Più volte il Festival ha esplorato, attraverso la sua programmazione, il rapporto singolare che il Jazz intrattiene con la tradizione classica. Quest’anno lo fa soprattutto attraverso la emblematica figura di Enrico Pieranunzi, pianista che compare nel cartellone dell’Olimpico il 13 in trio – quindi completamente calato nell’universo afroamericano - ed il 15 con l’Orchestra del Teatro Olimpico per eseguire musiche - di repertorio questa volta eurocolto – di Bach e Galuppi, oltre ad alcuna sonate per piano solo di Scarlatti.

Del resto Pieranunzi ha ampiamente dimostrato la propria maestria in entrambi i campi in una lunga e prestigiosa carriera che dura oramai da quasi quarant’anni.

Nato a Roma nel 1949 ha collaborato quali Chet Baker e Art Farmer, poi via via Curtis Fuller, Jim Hall, Lee Konitz, Charlie Haden, Chris Potter (ma l’elenco sarebbe ancora lungo). La sua ampia discografia spazia dal piano solo al duo, dal trio (famoso quello con Marc Johnson e Joey Baron) al quartetto o quintetto, fino alla jazz band con quartetto d’archi, sempre mantenendo una voce personale che mette in luce lla tecnica limpidissima sullo strumento ed insieme l’innato lirismo.

La sera del 15 l’OTO sarà impegnata anche nell’esecuzione, con il chitarrista Pedro Javier Gonzales (il cui profilo è già stato tracciato in un articolo precedente), del Concierto de Aranjuez di Joaquin Rodrigo. Una composizione che ha un lungo rapporto con il jazz, fin dalla versione che ne fece Miles Davis con gli arrangiamenti del grande Gil Evans e che si può ascoltare nel disco “Sketches Of Spain” del 1960 e nel Live alla Carnegie Hall dell’anno successivo. Ma una versione storica è anche quella del 1975 di Jim Hall con Chet Baker nel disco “Concierto”, senza contare la manipolazione che ne fa Chick Corea nel suo celebre “Spain”.

La chitarra e il jazz: da Abercrombie a Stern, passando per Julian Lage e Al Di Meola

07/05/2013

Nel cartellone di questa diciottesima edizione del New Conversations campeggia a buon diritto il disegno di una chitarra. Questo perché nel programma la chitarra è effettivamente un elemento che spicca, quasi un fil rouge che attraversa tutto il calendario.

Nella serata inaugurale di Venerdì 10 avremo così, al Teatro Olimpico, lo storico chitarrista statunitense John Abercrombie, in trio con Bob Mintzer (sax) e Miroslav Vitous (contrabbasso).

Il cotè classico della chitarra è di scena poi il 15, con il chitarrista spagnolo Pedro Javier Gonzales e l’Orchestra del Teatro Olimpico che ci propongono il Concierto de Aranjuez di Joaquin Rodrigo. Ancora il 16 al comunale un noto virtuoso delo strumento: Al Di Meola in duo con il pianista cubano Gonzalo Rubalcaba. Infine il 17 tornerà al Comunale, dove era già stato nel 2008, il paladino della chitarra Jazz-Rock Mike Stern, con Bill Evans (sax), Tom Kennedy (basso) e Dave Weckl (batteria).

John Abercrombie nasce a New York nel 44. Si diploma al Berklee College di Boston e, ancora studente, inizia la carriera professionistica. In particolare con l’organista Johnny Hammond Smith e con i Breker Brothers. Più visibile la sua collaborazione con la band di Billy Cobham. Del 1970, per l’ECM, il primo disco a suo nome: Timeless. Da allora la collaborazione con la casa discografica non si è mai interrotta, avendo trovato lì il supporto necessario per poter spaziare liberamente in progetti sempre diversi, dal classico quartetto all’amato trio, dal sound più elettrico alla libera improvvisazione collettiva.

Pedro Javier Gonzales è un chitarrista di Barcellona, dove è nato nel 1962, che divide la sua carriera tra il flamenco, la classica ed il Jazz. Gonzales è già stato all’Olimpico nel 2006, serata che è peraltro testimoniata anche da un DVD. Ha già affrontato il Concierto de Aranjuez ad esempio con l’Orchestra Filarmonica di Mosca. Numerose le versioni del Concierto anche di tipo eterodosso – da Dalida a Santana passando per De Andrè e Tommy Emmanuel. In ambito Jazz si ricordano le versioni di Jim Hall ma soprattutto di Miles Davis con gli arrangiamenti di Gil Evans.

Al Di Meola, che è di origini italo americane ed è nato nel New Jersey nel 1954, ha fatto parte del supergruppo “Return To Forever” di Chick Corea appena diciannovenne. Peculiare in lui la fusione  del Jazz del Rock ma soprattutto del “colore” flamenco che ritroveremo anche nel fortunatissimo trio acustico con Paco De Lucia e John Mc Laughlin. Innumerevoli le collaborazioni di Di Meola; ci piace qui ricordare almeno quella con il compianto Luciano Pavarotti.

Di fusion si deve necessariamente parlare anche per Mike Stern (Boston, 1953) anche se in questo caso i linguaggi prevalenti sono soprattutto il Jazz ed il Rock. La collaborazione con il sassofonista Bill Evans risale peraltro ai fortunati esordi della loro carriera: nei primi anni ’80 sono infatti entrambi nella band di Miles Davis, con cui registrano “The Man With The Horn” e “Star People”.

Doveroso citare anche Julian Lage, nel New Gary Burton Quartet domenica 12 all’Olimpico. Giovane chitarrista californiano, Lage è stato un enfant prodige ed ora è un nome di spicco nel panorama chitarristico internazionale.

Sabato con gli Earth Wind & Fire in Piazza dei Signori

06/05/2013

Earth Wind & Fire Experience è uno show che fa capo al chitarrista Al McKay, che con i suoi All Stars ci fa rivivere le atmosfere soul funky degli anni settanta. Gli Earth Wind & Fire nascono nel 1969 a Chicago, attorno al cantante e polistrumentista di Memphis Maurice White. Ma è nel 1973 con l’album “Head To The Sky” che il gruppo si impone all’attenzione del grande pubblico.

Proprio in quel disco compare per la prima volta il chitarrista Al McKay che contribuì non poco a  fissare il suono della band dandogli quel caratteristico groove che ne decretò il successo per quasi un decennio. Molti i successi discografici ottenuti in quel periodo (ben ventitré tra dischi d’oro e di platino!) da una band che sapeva fondere il Rhythm ‘n Blues con il Soul, il Funky e la Disco Music. Il periodo d’oro degli EWF si interrompe nel 1983, ma già dopo alcuni anni iniziano le “reunions” ed i tour celebrativi che, pur con frequenti cambi d’organico, continuano fino ai primi anni novanta. Da quindici anni White ha dovuto abbandonare le scene a causa di una grave malattia, continuando però a seguire il “marchio”  Earth Wind & Fire in veste di produttore e compositore.

Ora Al McKay ha riunito una compagine di musicisti di prima grandezza nel panorama R&B, tra cui figurano anche ex membri degli EWF, con la quale porta in giro a buon titolo uno show che ha nella grande carica ritmica e nella curatissima esecuzione strumentale e coreografica i suoi punti di forza. Non a caso, pur non essendo una jazz band, questo show figura nei cartelloni di moltissimi jazz festival internazionali.

Ecco i Delorean: è partito il conto alla rovescia per la diciottesima edizione del festival

02/05/2013

È partito il conto alla rovescia per la diciottesima edizione del festival New Conversations - Vicenza Jazz, in programma in città dal 10 al 18 maggio. Ma prima dell'inizio vero e proprio della manifestazione che vedrà trasformare Vicenza a ritmo di jazz, questa sera è in programma al Bar Borsa, storico locale affacciato su piazza dei Signori, una serata-concerto che il gestore Luca Berton ha pensato in collaborazione con il festival proprio per raggiungimento della maggiore età della rassegna musicale vicentina, ma anche per festeggiare un anno dall'inaugurazione del locale. Per questo anomalo prologo Berton ha creduto di far iniziare a respirare l'aria dell'imminente Vicenza Jazz chiamando musicisti che vengono da terre lontane dal jazz, capaci di richiamare l'attenzione anche degli appassionati più generici. Dunque, la serata vedrà protagonisti i Delorean, band indie-rock spagnola forte di una presenza scenica a metà tra il palco e il dancefloor, formata da Ekhi Lopetegi (basso, voce), Igor Escudeo (batteria), Unai Lazcano (synth), Guillermo Astrain (chitarra). Un evento speciale, nato dalla collaborazione con Geat Beat, che vedrà i Delorean salire per la prima volta su un palcoscenico italiano e che, con inizio previsto alle 21.30, sarà ad ingresso gratuito.

Un'intera città a ritmo di jazz

24/04/2013

Il cartellone di Vicenza Jazz 2013 ha finalmente assunto la sua forma definitiva, confermando le grandiose dimensioni delle sue ultime stagioni, con ben oltre un centinaio di concerti distribuiti nell’arco di nove giorni dai ritmi musicali frenetici. Una vera kermesse dai ritmi intensi dunque, capace di proposte musicali che non si ascolteranno altrove in Italia: Vicenza Jazz porterà nomi di grande prestigio internazionale, artisti di nicchia ma già di culto, oltre a innumerevoli concerti capaci di raccontare la musica improvvisata dai più vari punti di vista, dalle grandi produzioni orchestrali agli incontri cameristici di grandi star.

Tutto ciò coinvolgendo nella sua interezza la città di Vicenza, dalle sedi teatrali ufficiali (l’ammaliante sala palladiana del Teatro Olimpico e il Teatro Comunale) ai palazzi storici, dalle chiese ai locali notturni, oltre a numerosi luoghi all’aperto del centro cittadino.

Numerosi sono poi i concerti al di fuori delle sedi teatrali ‘istituzionali’: dalle Messe jazz eseguite nel Tempio di S. Corona (l’11 e 12 maggio) ai concerti sparsi per le piazze e le vie del centro (il 12, tra gli altri con i Funk Off e gli Ska-J). Decine di live nei locali animeranno le notti vicentine, amplificando ulteriormente l’effetto festivaliero. Non mancheranno poi numerosi altri eventi: incontri con poeti, masterclass con artisti, convegni e seminari, presentazioni editoriali, esposizioni d’arte.

Lionel Loueke al Borsa giovedì 18 aprile: le nuove vie della chitarra

16/04/2013

È cominciato il conto alla rovescia per la prossima edizione di Vicenza Jazz e il Bar Borsa, nell’attesa di animare il piano terra della Basilica con i concerti del suo “festival nel festival”, presenta il prossimo giovedì 18 aprile il trio del chitarrista Lionel Loueke, musicista ormai molto noto, originario del Benin ma da tempo di casa negli Stati Uniti, dove il suo stile che coniuga in maniera assai personale fraseggi jazz e sonorità rock, ha sedotto i nomi più affermati del jazz planetario, da Hancock a Shorter.

Loueke salirà sul palco del Borsa - i cui concerti sono frutto di una collaborazione con l’assessorato alla cultura del Comune di Vicenza - accompagnato dal siciliano Daniele Camarda al basso elettrico e alla batteria da Ferenc Nemeth, musicista di origini ungheresi, anch'egli da qualche anno residente negli Usa.

La serata, che avrà inizio alle 21.30 sarà, come di consueto, a ingresso libero, e farà da prologo ideale anche alla prima edizione vicentina del “Guitar Festival”, la cui mostra-mercato sarà allestita proprio nel salone della Basilica Palladiana nel fine settimana (19-21 aprile, www.vicenzaguitarfestival.com). Ma il tema della “chitarra”, come dichiarato esplicitamente anche dal manifesto di Vicenza Jazz, sarà lo strumento protagonista della prossima edizione del festival jazz di maggio: fra tutti, spicca particolarmente l’incontro in duo tra la chitarra di Al Di Meola e il pianoforte di Gonzalo Rubalcaba (Teatro Comunale, Sala Maggiore, giovedì 16 maggio) ma, in realtà, è già quasi pieno il "Ridotto" per Mike Stern, mentre l'Olimpico attende John Abercrombie, Julian Lage e Pedro Javier Ganzales.

il Jazz Cafè Trivellato al Bar Borsa: ecco il programma

12/04/2013

L’edizione 2013 di Vicenza Jazz, ormai a poche settimane dal via, annuncia finalmente anche la programmazione della sua zona jazz club, il Jazz Cafè Trivellato Bar Borsa. Anche quest’anno sarà il loggiato della Basilica Palladiana in Piazza dei Signori il luogo di ritrovo per gli appassionati di jazz che vorranno ‘tirare tardi’, oltre l’orario dei live di prima serata che si terranno nei teatri. Le proposte messe in cartellone da Luca Berton, curatore artistico dello spazio del Jazz Cafè Trivellato Bar Borsa, sono, come ormai da anni ci ha abituati, tali da formare un vero festival nel festival. Nomi altisonanti e giovani sulla cresta della nouvelle vague jazzistica, artisti rappresentativi del jazz made in Italy e altri provenienti dalle più varie traiettorie geografiche: Stati Uniti, Inghilterra, Romania, Turchia, Svizzera… Jazz in mille declinazioni, mainstream o avant, speziato di sonorità esotiche o pulsante di ritmi rock. Tra i protagonisti delle serate al Jazz Cafè Trivellato Bar Borsa spiccano il Balanescu Quartet, Jim Black con gli AlasNoAxis, Istanbul Sessions con Ilhan Ersahin ed Erik Truffaz, David Binney.

Il Jazz Cafè Trivellato Bar Borsa suonerà tutte le sere dal 9 al 19 maggio (offrendo quindi anche una serata di prologo e una d’epilogo rispetto al programma principale di Vicenza Jazz che andrà dal 10 al 18 maggio). I concerti inizieranno alle ore 22, tranne sabato 11 (quando l’orario sarà posticipato alle 23 per lasciare spazio al concerto degli Earth Wind & Fire in Piazza dei Signori).Giovedì 16, in occasione del passaggio della Mille Miglia in Piazza dei Signori, il Jazz Cafè Trivellato Bar Borsa sarà invece aperto ma senza musica dal vivo. L’ingresso ai concerti costerà solo 5 euro dal 10 al 18 maggio (consumazioni non comprese), mentre il 9 e 19 maggio l’ingresso sarà gratuito.

A tutto ciò si aggiunge poi l’opening party del festival. Giovedì 2 maggio (ore 21:30 con ingresso gratuito) sarà una serata mondana per iniziare a respirare l’aria dell’imminente Vicenza Jazz, con l’esibizione della band spagnola Delorean: un cocktail di rock, dance ed elettronica molto alternativo; concerto organizzato dal Bar Borsa in collaborazione con Getbeat.

 

GIOVEDì 2 MAGGIO (opening party)
ore 21:30
Delorean
Ekhi Lopetegi (voce, basso), Guillermo Astrain (chitarra, samplers),
Unai Lazcano (samplers, tastiere), Igor Escuedo (batteria)

GIOVEDì 9 MAGGIO (prologo)
ore 22
Simone Graziano Quintet feat. David Binney
David Binney (sax, live electronics), Dan Kinzelman (sax, clarinetto),
Simone Graziano (pianoforte), Gabriele Evangelista (contrabbasso),
Stefano Tamborrino (batteria)

VENERDì 10 MAGGIO
ore 22
Enrico Zanisi Trio
Enrico Zanisi (pianoforte), Francesco Ponticelli (contrabbasso),
Alessandro Paternesi (batteria)

Alessandro Paternesi P.O.V. Quintet
Alessandro Paternesi (batteria), Simone La Maida (sax),
Francesco Diodati (chitarra elettrica), Enrico Zanisi (pianoforte),
Gabriele Evangelista (contrabbasso)

Alessandro Lanzoni Trio
Alessandro Lanzoni (pianoforte), Matteo Bortone (contrabbasso),
Enrico Morello (batteria)

SABATO 11 MAGGIO
ore 23
Tommaso Cappellato Orchestra
dir. Michele Corcella
Tommaso Cappellato (batteria), Alessia Obino (voce),
Michele Polga (sax tenore), Nicola Fazzini (sax alto e soprano),
Giovanni Masiero (sax baritono), Gianluca Carollo, Mirko Cisilino (tromba),
Filippo Vignato, Federico Pierantoni (trombone), Matteo Alfonso (pianoforte), Pasquale Mirra (vibrafono), Marco Privato (contrabbasso), Marco Catinaccio (percussioni)

DOMENICA 12 MAGGIO
ore 22
I Rusconi
Stefan Rusconi (pianoforte), Fabian Gisler (contrabbasso),
Claudio Strueby (batteria)

LUNEDì 13 MAGGIO
ore 22
Luca Boscagin London Project
Luca Boscagin (chitarra elettrica), Rick Leon James (basso elettrico),
Tomasz Bura (pianoforte, tastiere), Gareth Brown (batteria)

MARTEDì 14 MAGGIO
ore 22
Kevin Mahogany meets Massimo Faraò Trio
Kevin Mahogany (voce), Massimo Faraò (pianoforte),
Aldo Zunino (contrabbasso), Byron Landham (batteria)

Istanbul Sessions
Ilhan Ersahin (sax), Alp Ersonmez (basso),
Izzet Kizil (percussioni), Turgut Alp Bekoglu (batteria)

MERCOLEDì 15 MAGGIO
ore 22
Kevin Mahogany meets Massimo Faraò Trio
Kevin Mahogany (voce), Massimo Faraò (pianoforte),
Aldo Zunino (contrabbasso), Byron Landham (batteria)

Jim Black & AlasNoAxis
Chris Speed (sax tenore, clarinetto), Hilmar Jensson (chitarra),
Skuli Sverrisson (basso elettrico), Jim Black (batteria)

VENERDì 17 MAGGIO
ore 22
Apolide Quartet feat. Adam Nussbaum
Gigi Sella (sax), Beppe Calamosca (trombone),
Paolo Scalzotto (basso elettrico), Adam Nussbaum (batteria)

SABATO 18 MAGGIO
ore 22
Balanescu Quartet
Alexander Balanescu (violino), James Shenton (violino),
Kathryn Wilkinson (viola), Nicholas Holland (violoncello)

DOMENICA 19 MAGGIO (epilogo)
ore 22
M: modulazioni audiovisive
Sabrina Turri (voce), David Caliaro (controllers, live), Fabio Ferrando (visual), Massimiliano Tieppo, Alessia Turri, Matteo Zanatto (violino),
Simone Tieppo (violoncello)

* * *

Prezzi concerti Jazz Cafè Trivellato Bar Borsa:
dal 10 al 18 maggio: 5 euro (consumazioni non comprese)
2, 9 e 19 maggio: ingresso gratuito
non è prevista la prevendita

Roberto Gatto presenterà il suo “Electrio” giovedì 28 marzo al Bar Borsa

21/03/2013

Manca poco più di un mese alla prossima edizione di Vicenza Jazz, ma il Bar Borsa di Piazza dei Signori, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura, gioca d’anticipo e ospita il prossimo giovedì 28 marzo il nuovo progetto del batterista Roberto Gatto. Da lungo tempo il punto di riferimento della batteria jazz in Italia, Roberto Gatto presenterà il suo “Electrio” con Alfonso Santimone al piano, uno dei più intraprendenti e creativi musicisti in attività, e Pierpaolo Ranieri al basso elettrico, un giovane straordinario strumentista attento conoscitore delle nuove tendenze.
Per informazioni:
tel.0444.544583
info@barborsa.com
www.barborsa.com

Riprendono i martedì del jazz, lungo prologo al prossimo festival

14/03/2013

La rassegna di musica “le Jam del Martedì”, promossa dall’Assessorato alla Cultura in collaborazione con il Conservatorio “A. Pedrollo”, continua ad animare i martedì del Bar Borsa, il nuovo "locale del jazz" al piano terra della Basilica Palladiana.

Questi appuntamenti, promossi dal Comune e pensati per mettere in luce il talento dei giovani musicisti del territorio, faranno da preludio al cartellone del Jazz Café Trivellato che, con i suoi concerti in seconda serata, sarà allestito anche quest’anno sotto le logge della Basilica Palladiana.

Oltre a  tutto ciò il Borsa propone altri due concerti a ingresso gratuito con artisti di livello internazionale: giovedì 28 marzo torna a Vicenza il batterista Roberto Gatto con il suo “Electrio” (con Alfonso Santimone al piano e Pierpaolo Ranieri al basso elettrico); quindi il 18 aprile si ascolterà il Trio di Lionel Loueke (chitarra), accompagnato sul palco da Benoit Lugue al basso elettrico e Ferenc Nemeth alla batteria.

 

LE JAM DEL MARTEDI’
Bar Borsa – Basilica Palladiana (piazza dei Signori 26)


Programma

martedì 19 marzo
Giuseppe Malinconico, piano
Michele Lavarda, contrabbasso
Alex Brajkovic, batteria

Marco Birro, piano      
Federico Valdemarca, contrabbasso            
Massimo Cogo, batteria

martedì 26 marzo
Riccardo Pettinà, piano
Andrea Neresini, chitarra
Cosma Fraccaro, batteria

martedì 2 aprile
Stefano Cecchinato, chitarra
Alberto Lincetto, piano
Michele Lavarda, contrabbasso
Alex Brajkovic, batteria

martedì 9 aprile
Giuseppe Corazza, sax
Michele Zattera, chitarra
Federico Valdemarca , contrabbasso
Marco Soldà, batteria

martedì 16 aprile
Marco Papa, chitarra
Federico Pozzer, piano
Federico Valdemarca, contrabbasso
Massimo Cogo, batteria

martedì 23 aprile
Manuel Mocellin, chitarra
Samuele Duse, piano
Caio Ceravolo, contrabbasso
Riccardo Zorzi, batteria

 

Ingresso libero

 

Informazioni:
infocultura@comune.vicenza.it (0444 221541)       
info@barborsa.comwww.barborsa.com (0444 544583)


Sono attive le prevendite per la XVIII edizione di Vicenza Jazz

07/03/2013

Dal 5 marzo sono attive le prevendite per i concerti della XVIII Edizione del Festival New Conversations Vicenza Jazz, in programma dal 10 al 18 maggio 2013.


Sarà possibile acquistare i  biglietti in prevendita , oltre che on line sul sito www.tcvi.it, anche alla biglietteria del Teatro Comunale Città di Vicenza (viale Mazzini, 39 - 0444 324442 - biglietteria@tcvi.it
dal martedì al sabato dalle 15:30 alle 18:30, il martedì, mercoledì, giovedì anche dalle 10:30 alle 13:00), e agli sportelli della Banca Popolare di Vicenza.


Si ricorda che gli abbonamenti sono invece acquistabili solo alla biglietteria del Teatro Comunale Città di Vicenza.

Presentata oggi la XVIII edizione del festival in programma dal 10 al 18 maggio

28/02/2013

La diciottesima edizione del festival New Conversations – Vicenza Jazz, che si terrà dal 10 al 18 maggio, seguirà le rotte del jazz lungo la West Coast statunitense e da lì navigherà verso i Caraibi e poi l’America Latina, come suggerisce il suo sottotitolo, “Nel fuoco dei Mari dell’Ovest: West Coast and the Spanish Tinge”: dopo l’estremo oriente della passata edizione, la musica guarderà quindi ora verso l’estremo occidente.

Ma il programma di Vicenza Jazz 2013, predisposto dal direttore artistico Riccardo Brazzale, si preannuncia di tali dimensioni che, al fianco dei concerti strettamente in tema, molti altri forniranno una panoramica ad ampio raggio sul meglio della musica jazz internazionale. Percorsi tematici e libertà esplorativa dunque, per una navigazione a 360° nei mari del jazz odierno, non solo quelli dell’Ovest.

Tra i grandi artisti che si avvisteranno, pardon: ascolteranno, lungo le rotte di Vicenza Jazz: Earth Wind & Fire Experience feat. Al McKay, Al Di Meola, Gonzalo Rubalcaba, Gary Burton, Pharoah Sanders, Mike Stern, Enrico Rava, Enrico Pieranunzi e tanti altri.

Il festival New Conversations - Vicenza Jazz 2013 è organizzato dall’assessorato alla cultura del Comune di Vicenza, in coproduzione con Aim Vicenza e Trivellato Mercedes Benz, in convenzione con la Società Groove per il Bar Borsa, quindi con il contributo della Regione Veneto e del Ministero per i beni e le attività culturali, il sostegno di alcuni importanti sponsor fra cui Veneto Banca e l’attiva collaborazione di Confcommercio Vicenza, oltre che dell’Orchestra del Teatro Olimpico e del Conservatorio Pedrollo di Vicenza.

Dall’estremo oriente all’estremo occidente

28/02/2013

Dopo l’estremo oriente della passata edizione, la musica guarderà quindi ora verso l’estremo occidente, fornendo in parallelo una panoramica ad ampio raggio sul meglio della musica jazz internazionale.

Per ora definito solo nei suoi concerti di prima serata nei teatri e in piazza (tutti con inizio alle ore 21, a parte un evento speciale di mezzanotte), il cartellone di Vicenza Jazz 2013 si arricchirà di numerosi altri appuntamenti sino a raggiungere, in prospettiva, le grandiose dimensioni delle sue ultime stagioni, con ben oltre un centinaio di concerti distribuiti nell’arco di nove giorni dai ritmi musicali frenetici.

Una vera kermesse dai ritmi intensi dunque, capace di proposte musicali che non si ascolteranno altrove in Italia: Vicenza Jazz porterà nomi di grande prestigio internazionale, artisti di nicchia ma già di culto, oltre a innumerevoli concerti capaci di raccontare la musica improvvisata dai più vari punti di vista, dalle grandi produzioni orchestrali agli incontri cameristici di grandi star.

Tutto ciò coinvolgendo nella sua interezza la città di Vicenza, dalle sedi teatrali ufficiali (l’ammaliante sala palladiana del Teatro Olimpico e il Teatro Comunale) ai palazzi storici, dalle chiese ai locali notturni, oltre a numerosi luoghi all’aperto del centro cittadino. Piazza dei Signori sarà poi anche quest’anno la sede della zona jazz club del festival: il Jazz Café Trivellato Bar Borsa sarà infatti allestito nelle logge al piano terra della Basilica Palladiana. Luca Berton annuncerà prossimamente la programmazione da lui curata per questa importante sezione del festival, che ogni anno offre nomi capaci di suscitare meraviglia e curiosità.

Non mancheranno poi le attività alternative rispetto ai concerti: incontri con poeti, seminari e masterclass con artisti, mostre ed esposizioni fotografiche, anche in collaborazione con Viart negli spazi della rinata Basilica Palladiana.

Domani, giovedì 28 febbraio, la presentazione della XVIII edizione di Vicenza Jazz

27/02/2013

10-18 maggio 2013

Nel fuoco dei Mari dell’Ovest
West Coast and the Spanish Tinge

LE JAM DEL MARTEDì

17/01/2013

Tornano le “Jam del Martedì” al Bar Borsa in Piazza dei Signori. Dopo la significativa partecipazione degli scorsi mesi, l’Assessorato alla Cultura del Comune di Vicenza, in collaborazione con il Conservatorio di musica “A. Pedrollo” e lo storico locale al piano terra della Basilica Palladiana, ha messo in piedi un nuovo calendario di concerti che tutte le settimane vedrà alternarsi sul palco i ragazzi del Dipartimento Jazz del Conservatorio.

 

dal 15 gennaio al 26 febbraio 2013

LE JAM DEL MARTEDì
Bar Borsa, piazza dei Signori 26 - Vicenza

ore 21.30

ingresso libero

programma:

martedì 15 gennaio

Grazie Donadel (voce)
Alberto Bettin (piano)
Roberto Bordiga (contrabbasso)
Massimo Cogo (batteria)
+Jam session

martedì 29 gennaio

Chiara Santagiuliana (voce)
Michele Zattera (chitarra)
Federico Valdemarca (contrabbasso)
Massimo Cogo (batteria)
+Jam session

martedì 5 febbraio

Samuele Duse (piano)
Manuel Mocellin (chitarra)
Caio Ceravolo (basso)
Riccardo Zorzi (batteria)
+Jam session

martedì 12 febbraio
Stefano Cecchinato (chitarra)
Alberto Lincetto (piano)
Michele Lavarda (basso)
Alex Brajkovic (batteria)

Sofia Borgo  (voce)
Fabio Cappello (chitarra)
Michele Lavarda (basso)
Alessandro Battocchio (batteria)
+Jam session

martedì 26 febbraio
Diego Ferrarin (chitarra)
Federico Valdemarca (contrabbasso)
Marco Soldà (batteria)
+Jam session

In collaborazione con l’assessorato alla Cultura del Comune di Vicenza e il dipartimento Jazz del Conservatorio “A. Pedrollo”

Info:
infocultura@comune.vicenza.it
www.comune.vicenza.it / 0444 221541
info@barborsa.com
www.barborsa.com / 0444 544583

Giovedì 17 gennaio: Enrico Zanisi Trio al Bar Borsa

14/01/2013

 

Giovedì 17 gennaio, ore 21.30
Bar Borsa, piazza dei Signori - Vicenza
ENRICO ZANISI TRIO
Life Variations

Enrico Zanisi, pianoforte
Francesco Ponticelli, contrabbasso
Alessandro Paternesi, batteria

ingresso libero

 

Giovedì 17 gennaio sul palco del Bar Borsa, al piano della terra della Basilica Palladiana, suonerà il trio del giovane pianista romano Enrico Zanisi, nominato “miglior nuovo talento” dalla trentesima edizione del prestigioso Top Jazz, l'annuale referendum indetto dal mensile specializzato Musica Jazz.
Nell’ambito di una programmazione musicale che i gestori del locale hanno messo in piedi in stretta collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune, Enrico Zanisi, classe 1990, presenterà il suo nuovo disco di composizioni originali “Live Variations” accompagnato da Francesco Ponticelli al contrabbasso e Alessandro Paternesi alla batteria. Si tratta di musicisti del quale in Italia si è sentito parlare in maniera insistente e, non è un caso, che le stelle più affermate della penisola, come ad esempio Rava, Bosso, Rea e Petrella, hanno fatto negli ultimi anni ricorso a questi artisti per supportare i loro progetti.
Un’attenzione verso la frontiera emergente del jazz italiano che non è una novità per il Borsa e che riconferma lo spirito che caratterizza l’ormai tradizionale jazz club afterhours di Vicenza Jazz ospitato, anche per l’edizione 2013 (10-18 maggio), all’ombra della Basilica.

 

Info:
Bar Borsa, piazza dei Signori, 26 - Vicenza
info@barborsa.com, 0444 544583
www.barborsa.com

LE JAM DEL MARTEDI'

25/11/2012

dal 27 novembre al 18 dicembre 2012
Bar Borsa - piazza dei Signori 26


in collaborazione con
il Dipartimento Jazz
del Conservatorio di Musica “A. Pedrollo”

"Le Jam del martedì": inizia con una serie di concerti, in collaborazione con il Dipartimento Jazz del Conservatorio di Musica “Pedrollo”, la programmazione culturale programmata dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Vicenza e dal Bar Borsa e che vedrà ospitati, nei prossimi mesi, nel locale al piano terra della Basilica Palladiana, piccoli eventi di musica e di spettacolo, ma anche incontri, presentazioni di libri, reading, happening di vario genere e preview di rassegne espositive.

Protagonisti di questa prima iniziativa, a partire da martedì 27 novembre e per i tre martedì successivi, saranno gli studenti del Dipartimento Jazz del Conservatorio "A. Pedrollo" di Vicenza che seguono i corsi di musicisti noti nel panorama jazz nazionale come i docenti Mauro Beggio, Paolo Birro, Michele Calgaro, Salvatore Maiore e Pietro Tonolo.

 

programma

MARTEDì 27 NOVEMBRE, ore 21
Giuseppe Malinconico, pianoforte e tastiere
Michele Lavarda, basso elettrico
Alex Brajkovic, batteria

The Unknown:
Riccardo Pettinà, pianoforte
Andrea Neresini, chitarra
Cosma Fraccaro, batteria

Jam session

 

MARTEDì 4 DICEMBRE, ore 21
Giovanni Turri, pianoforte
Marco Palmieri, contrabbasso
Andrea Oboe, batteria

Jam session


MARTEDì 11 DICEMBRE, ore 21
Fabio Capello, chitarra
Romina Modolo, pianoforte
Steve Pozza, basso acustico

The Duke's:
Musikhin Danila, clarinetto
Fabio Zurlo, pianoforte
Marco Palmieri, contrabbasso
Martino Vittori, batteria

Jam session


MARTEDì 18 DICEMBRE, ore 21
PFS Trio:
Federico Pozzer, pianoforte
Alessandro Fongaro, contrabbasso
Marco Soldà, batteria

Jam session


ingresso libero
infocultura@comune.vicenza.itwww.comune.vicenza.it (0444 221541)
info@barborsa.comwww.barborsa.com (0444 544583)

Vicenza jazz 2012 traccia i consuntivi, ancora una volta con numeri importanti

21/05/2012

Ora si guarda già alla XVIII edizione, verso i mari dell’Oceano Pacifico.

Si è chiusa qualche giorno fa, con l’ultimo epilogo al Panic Borsa Trivellato sotto le logge della Basilica Palladiana, la XVII edizione di New Conversations - Vicenza Jazz che, sulla nave del jazz, ci ha fatto viaggiare sino all’Estremo Oriente per riportarci alla fine alla New York di Thelonious Monk dove il festival ci aveva lasciato un anno prima.

Ed è stato, ancora una volta, un incredibile successo di pubblico e di critica, con una risposta complessiva in grado di coinvolgere   la città e il territorio, in modo se possibile ancora maggiore rispetto alle precedenti edizioni.

Ecco in sintesi i numeri di questo festival .

Dall’apertura ufficiale di venerdì 4 maggio all’ultimo epilogo di martedì 15, si sino avuti innanzitutto otto concerti a pagamento, fra Teatro Olimpico e Teatro Comunale, con oltre tremila presenze per un incasso lordo di quasi cinquantaduemila euro, quindi lievemente maggiore rispetto al 2011: un dato davvero significativo se si considera la congiuntura largamente negativa che sta interessando il panorama nazionale della musica dal vivo, segno che le proposte artistiche del festival sono attese e apprezzate da un pubblico vasto.

Tuttavia, il grande coinvolgimento popolare ha avuto una notevole impennata grazie ad alcune scelte precise, prima fra le altre l’apertura del Panic Jazz Café Trivellato sotto le logge al pianoterra della Basilica Palladiana, per l’organizzazione di dodici concerti tutti a ingresso gratuito, e tutti anticipati da altrettante performance di giovani emergenti e chiusi da jam session finali. Una scelta, quella della gratuità che, specialmente all’inizio, ha portato a numeri di presenze così alti da mettere in crisi la gestione degli eventi musicali. Ora il Panic Borsa promette di essere attivo con la musica dal vivo per tutta l’estate.

Quest’anno, poi, il grande concerto gratuito in Piazza dei Signori (Elio e le Storie Tese, il 5 maggio), ha portato a un numero davvero esorbitante di presenze che hanno riempito la piazza sin oltre le colonne veneziane, con un indotto di presenze altissime su tutto il centro storico. In realtà tutta la città ha vissuto con appassionato coinvolgimento tutto il festival, soprattutto a partire da tutto il primo weekend, quando il centro storico - anche contro le non buone condizioni meteorologiche – è stato attraversato dalla musica di varie street band (più dello scorso anno) e di molti gruppi, che si sono esibiti sia all’esterno che all’interno di palazzi antichi e chiese.

In particolare, sono state molto seguite la messa ai Filippini, quindi le iniziative in collaborazione con “Dire Poesia” (pienissime le sale di ViArt, con varie mostre, e delle Gallerie di Palazzo Leoni Montanari) e tutto il calendario di concerti a Palazzo Cordellina, a cura dell’Associazione Thelonious che ha allestito anche l’esposizione dei quadri su Monk di Mariella Scandola. Ma molto frequetate sono state anche le presentazioni di libri (al Galla Forum), i seminari (al Conservatorio Pedrollo), i convegni (affollatissimo quello di musicoterapia ai Chiostri di S. Corona).

Tuttavia, come oramai avviene da anni, hanno fatto la differenza gli oltre sessanta concertini nei bar e nei locali della città, calcati da migliaia di persone, dal Barco all’Equobar, l’Enoteca Malvasia, l’Ex Bocciodromo, il Pullman Bar, il Pestello, il Sartea, il Moplen, il Julien, il Clinto, il Bar Astra, l’Opera, i Monelli e il Russian Pub, oltre a vari altri (compresi molti negozi, specialmente di Corso Palladio) che si sono aggiunti strada facendo con iniziative estemporanee.

Inutile dire che molti turisti hanno scoperto Vicenza e tanti vicentini hanno comunque riscoperto la loro città. Nel mese di maggio il sito web del festival è stato visitato da una media di circa milletrecento utenti giornalieri, oltre alle visite di facebook. Ma hanno scritto e detto di Vicenza Jazz (per citare in ordine sparso le principali testate) mensili come: Down Beat (USA), Jazz Hot (Francia), quindi Musica Jazz, Music Club, Il giornale della musica, Classic Voice, Gentleman, Itinerari e Luoghi, Diario di viaggio by Marco Polo, Caravan e Camper, Drumset Mag, Jam, XL (la Repubblica); settimanali come: Oggi, Famiglia Cristiana, Gioia, Vero, Film TV, Alias (il Manifesto), Left/Avvenimenti, Internazionale; quotidiani nazionali come: la Repubblica, il Manifesto, Il Foglio, oltre a tutti i più diffusi quotidiani veneti (e oltre a centinaia di pagine web, dal Sole 24Ore a Max, la Repubblica, il Manifesto, Rai News ma anche siti internazionali sia musicali che di informazione generalista); emittenti nazionali come: Rai Radio Uno e Rai Radio Tre (più volte in entrambi i casi), Rai Isoradio, Radio Popolare, oltre a moltissime radio locali e una cinquantina di radio extra Veneto.

«E’ sempre difficile migliorarsi – spiega l’assessore alla cultura Francesca Lazzari -, a volte oggettivamente impossibile. Eppure quest’anno, per certi versi le cose sono andate ancora meglio che negli anni scorsi, con risultati che sono certificati dalla raccolta di centinaia di questionari che abbiamo distribuito e raccolto durante i concerti. Dai quali emerge un dato quasi costante: sembra che la città, durante il festival, sia persino un’altra, una città di una vitalità e di una energia normalmente insospetabili, tanto che ci vien chiesto di organizzare altri eventi di questo tipo durante l’anno. Cosa certamente non semplice ma che potrà risultare possibile se riusciremo nell’intento di rendere il festival una entità stabile che lavora continuativamente: di questo stiamo ragionando con Riccardo Brazzale e con Loretta Simoni negli uffici dell’assessorato e con Luca Trivellato, Paolo Colla (presidente di Aim) e non meno con Luca Berton del Panic Jazz Club e ne discuteremo con tutta la rete di collaborazioni che a vario titolo sostengono Vicenza Jazz. Certo è che vi sono oramai in città delle attese che non si possono e che non vogliamo trascurare. La continuità del festival sarà insomma uno dei temi futuri».

Va anche oltre Luca Trivellato: «Come spesso dice Francesca, la qualità premia e la bontà delle scelte artistiche di Riccardo sono sotto gli occhi di tutti. Mi è solo dispiaciuto che la scelta della gratuità del jazzclub ci abbia dato, specie all’inizio, più di un problema. Ma un jazzclub in Piazza dei Signori non potrà che avere delle grandi prospettive e per noi non potrà che esser solo una spinta al miglioramento. E ricordiamoci che il prossimo anno il festival diventa maggiorenne: abbiamo quasi l’obbligo di farlo camminare con le sue gambe».

Ma dove andrà Vicenza Jazz con le sue gambe? Con tutto il collaudatissimo staff, coordinato da Marianna Fabrello, Il direttore artistico ha già in mente il tragitto: «Torniamo in America – rimarca Brazzale – ma nella West Coast della California che scende al Messico e, lungo il Pacifico, raggiunge la Colombia. Con tutti i suoi rimandi spagnoli e gli incontri col flamenco, magari rivisti da Miles o da Mingus, da Paquito o da… Ry Cooder. Se gli appassionati ci seguiranno, sono certo che ci divertiremo ancora a lungo».

L'omaggio a Monk con il sextet di Franco D'andrea e il "Monkish Trio" di Barron-Miller-Moroni

12/05/2012

Ultima giornata per la diciassettesima edizione di New Conversations – Vicenza Jazz (ma seguiranno poi ancora alcuni giorni coi concerti di ‘epilogo’ nello spazio jazz club del Panic Jazz Cafè Trivellato). Sabato 12 maggio il gran finale del festival è al Teatro Olimpico (ore 21), con due concerti che esploreranno l’inesauribile universo musicale di Thelonious Monk. Si inizia con il nuovo sestetto del pianista Franco D’Andrea, assieme al quale ci saranno Andrea ‘Ayace’ Ayassot (sax alto), Mauro Ottolini (trombone), Daniele D’Agaro (clarinetto), Aldo Mella (contrabbasso) e Zeno de Rossi (batteria). Poi arriveranno tre pianisti di statura planetaria: Kenny Barron, Mulgrew Miller e Dado Moroni, che condivideranno il palco, ognuno col proprio strumento, in un incontro di virtuosi della tastiera.

Al Panic Jazz Cafè Trivellato, in Basilica Palladiana, alle ore 22:30 si esibirà il trombettista Fabrizio Bosso, ospite del gruppo del sassofonista Michele Polga, con Luca Mannutza (pianoforte), Luca Bulgarelli (contrabbasso) e Tommaso Cappellato (batteria). Nell’attesa del concerto principale del jazz club, alle 21:30 suonerà il Zambon-Fongaro-Straforini Trio.

La giornata vicentina è ricca di numerosi altri appuntamenti. Ai Chiostri di S. Corona (dalle 9 alle 16) si terrà il convegno “Musicoterapia e Professione: identità, prospettive e riflessioni” a cura dell’Associazione Italiana dei professionisti della Musicoterapia e del Centro Studi Musicoterapia Alto Vicentino. Il Conservatorio “A. Pedrollo” ospiterà un seminario con Franco D’Andrea (ore 11) e un concerto dell’Ensemble di jazz (ore 17). Poi ancora musica in Piazza Matteotti (ore 17) con gli Ukulele Lovers e alle Gallerie di Palazzo Leoni Montanari (ore 18) con la poetessa Anna Maria Farabbi, che incontrerà Rossano Emili (sax baritono) e Angelo Lazzeri (chitarra).

Ricco anche il carnet dei locali, con l’Acid jazz D.J. Malaki Al Barco (ore 16), l’Onorati - Paoli - Senni trio al Bar Astra (ore 19), i Marrakesh Express all’Osteria ai Monelli (ore 20), i Vertical all’Enoteca Malvasia (ore 21), il Zambon-Fongaro-Straforini Trio al Panic (ore 21.30), il Lorenzo Conte 4et da Julien (ore 21.45), l’ABC trio di Carpentieri al Pullmann Bar (ore 22) ed infine i Magnetofono Deluxe al Sartea (ore 22, seguiti dal soul-funk del Dj D).

La tromba di Bosso e l’OTO suonano Nino Rota

11/05/2012

Venerdì 11 maggio è probabilmente la serata più sontuosa dell’edizione 2012 di Vicenza Jazz: alle ore 21 il Teatro Olimpico ospiterà infatti il concerto di uno dei trombettisti più amati e seguiti dal pubblico, Fabrizio Bosso, che si farà accompagnare dall’Orchestra del Teatro Olimpico (sotto la direzione di Stefano Fonzi) e contemporaneamente dal suo gruppo jazz (Claudio Filippini al pianoforte, Rosario Bonaccorso al contrabbasso e Lorenzo Tucci alla batteria) nell’esecuzione di “Enchantment”, un affascinante omaggio alle musiche di Nino Rota. Il concerto ha registrato il tutto esaurito in prevendita ma è possibile mettersi in lista per i biglietti che potrebbero tornare disponibili la sera dello spettacolo.

Di grande richiamo è anche la serata al Panic Jazz Cafè Trivellato, in Basilica Palladiana, con un protagonista di prestigio come il chitarrista Dominic Miller, del cui quartetto, che suonerà alle ore 22:30, fanno parte Mike Lindup (tastiere), Nicolas Fiszman (basso el.) e Rhani Krija (percussioni). Alle ore 21:30 la serata del Panic sarà invece inaugurata dal G.J. Quintet.

Gli altri appuntamenti della giornata vanno dal seminario con Maurizio Franco intitolato “Africa e Monk: un rapporto obliquo” (al Conservatorio “A. Pedrollo”, ore 11), all’esibizione della Mo’ Better Band lungo le vie del centro storico (dalle ore 17, in occasione della Festa del Jazz a cura della Confcommercio di Vicenza), sino a “Le canzoni di Monk” con Paolo Birro (pianoforte) e Franco Costantini (voce recitante) a Palazzo Cordellina (ore 19).

In calce, una scorsa ai concerti nei locali, che anche quest’anno hanno contribuito a fare del festival un evento diffuso: si comincia al Bar Astra, ore 19, con il Trio Tronic; al Moplen, ore 19, il Melos Project e all’Osteria ai Monelli, ore 20, Les Manouches Bohemien. Si prosegue al Pestello, ore 20.30 con il duo Ferrarin-Pilotto; all’Equobar con il Citizen Kane Quartet (ore 21) e al Panic Borsa, (ore 21.30) con il G.J. Quintet. Al Russian Pub, ore 21.30, c’è Dario Rodighiero; al Sartea, ore 22, Paride D'Agostini And The Medle ed infine da Julien, ore 21.45, il D.J. set.di Cillio.

Soupsongs: con le canzoni di Robert Wyatt il jazz festival incontra il rock

10/05/2012

La trombonista inglese Annie Whitehead è la protagonista di questa serata. Assieme a lei, al Teatro Comunale (ore 21), per dare vita a uno sfavillante omaggio alle musiche di Robert Wyatt dei Soft Machine ci saranno due vocalist d’eccezione: Sarah-Jane Morris e Cristina Donà. L’ampia formazione, un nonetto molto femminile, è completata da Jennifer Maidman (chitarra, voce), Janette Mason (pianoforte, tastiere), Brian Hopper (sax tenore), Mark Lockheart (sax tenore e soprano), Tim Harries (basso el.) e Liam Genockey (batteria). Il concerto ha registrato il tutto esaurito in prevendita ma è possibile mettersi in lista per eventuali biglietti non ritirati la sera dello spettacolo.

Negli spazi della Basilica Palladiana, il Panic Jazz Cafè Trivellato risponde con una proposta musicale di assoluto rilievo: alle 22:30 suonerà il quartetto del batterista Antonio Sanchez, con Dave Binney (sax), John Escreet (pianoforte) e Matt Brewer (contrabbasso); per riscaldare la scena, alle 21:30 si esibirà il Pagliaccia-Gallucci-Pozzer Trio.

Da segnalare anche, nel pomeriggio, il concerto a Palazzo Cordellina (ore 19) di Ettore Martin (sax) e Matteo Alfonso (piano), oltre ai davvero molti concerti nei locali: l’Enrico Dal Bosco Trio al Clinto Bistrot (18.30), i Miss Marple Music Investigations al Bar Astra (19), i NEROsuBIANCO all’Osteria ai Monelli (20), il Melos Project al Pestello (20.30), Pina Bolla e gli Altri Quattro, all’Enoteca Malvasia (21) il Pagliaccia-Gallucci-Pozzer Trio al Panic Jazz (21.30) il progetto We Insist! di Enzo Carpentieri Al Pullmann Bar (21.30), il Gitbox
4et da Julien (21.45) ed infine i The Climax al Sartea (22).

Ron Carter stasera al Teatro Comunale: un'immersione nella storia del jazz

09/05/2012

Immersione nella classicità della storia del jazz, stasera, mercoledì 9 maggio : il Golden Striker Trio dell’immenso contrabbassista Ron Carter (con Russell Malone alla chitarra e Donald Vega al pianoforte) è tra gli appuntamenti più attesi del festival. Il Trio di Carter suonerà al Teatro Comunale, preceduto dall’esibizione di un’altra formazione cameristica, il trio del pianista Stefano Battaglia (con Salvatore Maiore al contrabbasso e Roberto Dani alla batteria). L’inizio è per le ore 21. Il concerto ha raggiunto il tutto esaurito in prevendita; è comunque attiva una lista d’attesa per eventuali biglietti restituiti la sera del concerto.

Il programma del Panic Jazz Cafè Trivellato, in Basilica Palladiana, offre altri due trii: in apertura di serata (ore 21:30) il Tondo-Bueloni-Cogo Trio, mentre alle 22:30 arriverà una delle formazioni più ‘appetitose’ della scena nordica, il Tingvall Trio, con Martin Tingvall (pianoforte), Omar Rodriguez (contrabbasso) e Jurgen Spiegel (batteria).

L’appuntamento musicale del pomeriggio a Palazzo Cordellina, dov'è allestita una mostra dedicata a Thelonious Monk, è alle 19 proprio con il Thelonious Ensemble. Tanta altra musica sarà poi offerta dall'ora dell'aperitivo fino a tarda serata dai locali del jazz.

Con l’Orchestra del Teatro Olimpico Uri Caine ci suona le sue “Beethoven’s 33 Diabelli Variations”

08/05/2012

Si torna questa sera  al Teatro Olimpico, dove alle ore 21 il pianista statunitense Uri Caine assieme all’Orchestra del Teatro Olimpico diretta da Carlo Tenan eseguirà la sua personale riscrittura delle Beethoven’s 33 Diabelli Variations: un incontro in grande stile tra jazz e sinfonismo.

Nella sua sede all’interno della Basilica Palladiana, il Panic Jazz Cafè Trivellato propone invece (alle ore 22:30) il concerto dei Tarbaby, ovvero tre noti fenomeni del jazz afro-americano: Orrin Evans (pianoforte), Eric Revis (contrabbasso) e Nasheet Waits (batteria). Con loro, ospite speciale per l’occasione, ci sarà lo storico sassofonista Oliver Lake. L’apertura del Panic Jazz Cafè Trivellato (ore 21:30) sarà accompagnata dalle note del C.F.P. Trio.

Due gli appuntamenti pomeridiani. Al Conservatorio “A. Pedrollo” (ore 18) si esibirà il duo pianistico formato da Aleck Carratta e Fiore Favaro (musiche di Ravel e Gershwin). Alle 19, a Palazzo Cordellina, si potrà inoltre ascoltare la solo-performance di Pietro Tonolo “Corner Brilliance”, titolo che rimanda al suo ultimo lavoro discografico dedicato a Monk, inciso con EliotZigmund (batteria) e Aldo Zunino (basso).

Anche i locali fanno la loro parte, già a partire dalle 18 si potrà ascoltare il Cafè Trio al Barco di S. Pio x). Alle 19 c’è il Joe Clemente trio al Bar Astra, mentre alle 20,30 il duo Carta – Gregory è al Pestello. All’Equobar, ore 21, suona il Copiello - Nisci - Gorgoglione trio; il C.F.P. Trio è invece al Panic mezz’ora dopo. Alle 21,45 Julien propone il Carlo Dal Monte 4et ed il Sartea Morris & The Magicals alle 22.

Pochissimi i biglietti ancora disponibili

07/05/2012

Serate sold out anche quelle di mercoledì, giovedì e venerdì, rispettivamente con Stefano Battaglia e Ron Carter, Sarah Jane Morris e Cristina Donà, Fabrizio Bosso con l'Orchestra del Teatro Olimpico.
Ancora pochi i biglietti disponibili per domani, martedì 8 maggio al Teatro Olimpico con Uri Caine e l'Orchestra del Teatro Olimpico per le Diabelli Variations. Qualche posto rimane pure per la serata tributo a Monk di sabato 12 maggio, sempre all'Olimpico, con il Franco D'andrea Sextet e il trio di pianisti kenny Barron, Mulgrew Miller e Dado Moroni.
La Biglietteria del Teatro Comunale sarà aperta domani, ovvero martedì 8, con i seguenti orari: 15-30-18.30. Per chi non volesse aspettare oltre, può comprare i biglietti anche online al sito www.tcvi.it o agli Sportelli della Banca Popolare di Vicenza.

Sold out per il quintetto all star formato da Fresu-Rudd-Rea-Martux-Bianchi

07/05/2012

Sold out annunciato per il progetto "Microlezioni di jazz", in programma lunedì 7 maggio al Teatro Comunale: il concerto dell’inedito quintetto all star formato da Paolo Fresu (tromba, effetti), Roswell Rudd (trombone, voce), Danilo Rea (pianoforte), martux_m (elettronica) e Filippo Bianchi (voce narrante).

Con la tromba incantatrice di Fresu, il lirismo a fior di pelle di Rea, le ‘zampate’ di un’icona della musica libera come Rudd e i remix del guru dell’elettronica martux_m, le "101 Microstorie di jazz" verranno narrate, in una sovrappposizione di musica live, proiezioni e recitazione, proprio da Filippo Bianchi, autore dell'omonimo libro.

Continua poi la programmazione del Panic Jazz Cafè Trivellato in Basilica Palladiana, cuore pulsante di questo festival nel festival: lunedì sera l'agenda prevede l'atteso concerto dei franco-americani Moriarty (ore 22.30), carismatica band dalle multiformi influenze stilistiche. Nell’attesa del loro concerto si esibiranno Les Manouche Bohemiens (ore 21:30). Appuntamento anche a Palazzo Cordellina (ore 19) con Robert Bonisolo (sax) e Michele Calgaro (chitarra), nella speciale cornice di "Round about Monk", esposizione dei quadri di Mariella Scandola dedicati al genius del jazz moderno.

In questo inizio di settimana non mancheranno nemmeno i concertini dei locali del jazz: si suonerà alle 19 al Bar Astra con il Go-Up Trio e, un poì più tardi, alle 21.45 anche al Julien con Duophonic.

A Oriente del jazz con il sax di Mahanthappa e la chitarra di Nguyen Le

06/05/2012

La città di Vicenza in questa giornata risuonerà delle note del festival a tutte le ore. Si inizierà alla Chiesa di San Filippo Neri, alle ore 11, con la Messa Jazz con il Coro e Orchestra di Vicenza diretti da Giuliano Fracasso, mantenendo un appuntamento ormai istituzionale di Vicenza Jazz.

Il Forum Center alle 15:30 ospiterà il convegno “Bilancio sociale del jazz in Italia”. Poi un pomeriggio ricco di musica in centro storico con la parata dell’indiana Jaipur Kawa Brass Band che partirà da Piazza Matteotti alle ore 16 e quelle dei Magicaboola, da Piazza Castello alle ore 16 e poi ancora da Piazza Matteotti alle ore 19. Altri concerti si terranno nel cortile di Palazzo Trissino (alle ore 17:30 con la Abbey Town Orchestra) e al Panic Jazz Cafè Trivellato in Basilica Palladiana (alle ore 17:30 con l’Eyot Jazz Quartet). A Viart per "Dire Poesia", alle 18, la poetessa Natalia Molebatsi incontrerà le fotografie di Pino Ninfa, con l’accompagnamento di Simone Serafini (basso).

"Ad Oriente del Jazz", il concerto clou di questa domenica festivaliera si terrà al Teatro Comunale. Con inizio alle 21, verrà espresso in modo lampante il tema che Vicenza Jazz si è dato quest’anno, ovveroe l’incontro tra la musica afroamericana e la cultura orientale. Vedremo esibirsi due formazioni in cui jazz ed esotismo si troveranno a stretto contatto: il Saiyuki Trio del chitarrista vietnamita Nguyên Lê, affiancato da Mieko Miyazaki (koto, shamisen, voce) e Prabhu Edouard (tabla, percussioni, voce) e, a seguire, il visionario sassofonista indiano che sta ridefinendo i canoni del jazz statunitense, Rudresh Mahanthappa col suo gruppo “Samdhi”: Nguyên Lê (chitarra), Rich Brown (basso el.) e Gene Lake (batteria).

Non meno rilevante sarà il concerto del sestetto dello storico trombonista Curtis Fuller (alle ore 22:30 al Panic Jazz Cafè Trivellato in Basilica Palladiana), con Jim Rotondi (tromba), Piero Odorici (sax tenore), Rob Bargard (pianoforte), Milan Nicolic (contrabbasso) e Joris Dudli (batteria). L’esibizione di Fuller sarà preceduta dal Campagnolo-Todescato-Straforini Trio (ore 21:30).

Molti anche i concertini nei locali: si inizia alle 16 all’Opera Food&Drinks con I Take Two (con la voce di Anna Cavedon) per proseguire alle 19 con i Tree-O al Moplen ed il Carlo Atti Trio al Bar Astra. Alle 20 troviamo i Magnetofono all’Osteria ai Monelli,  ed alle 21 il Cherry Jazz Quintet all’Enoteca Malvasia. Quindi alle 21.30 il Campagnolo-Todescato-Straforini Trio al Panic Jazz Cafè Trivellato ed all’Equobar l’Incredibile Banda degli Ottoni. Al Sartea infine, alle 22, il Jazz in Chet Quintet.

Un ultimo appunto: il concerto di lunedì 7 al Teatro Comunale con Fresu e Rea è tutto esaurito e così pure quelli di Ron Carter (mercoledì) e Sarah Jane Morris e Cristina Donà (giovedì); ma anche per tutti gli altri sono ancora pochi i posti disponibili.

Elio e le Storie Tese e tanto altro ancora per la seconda giornata del festival

04/05/2012

Molto atteso il concerto in Piazza dei Signori di Elio e le Storie Tese (ingresso gratuito): sabato 5 maggio oltre ad ascoltare o pezzi inediti, si potrà infatti rispolverare gli immancabili classici del loro repertorio. Qui, dalle ore 21, si esibiranno per la prima tappa all’aperto del tour Enlarge Your Penis.

Al Panic Jazz Cafè Trivellato, in Basilica Palladiana, alle ore 19:30 suonerà il Clemente-Fongaro-Bonucci Trio, mentre alle 23 toccherà agli scatenati serbi dell’Eyot Jazz Quartet: Dejan Ilijic (pianoforte), Sladjan Milenovic (chitarra), Marko Stojiljkovic (basso el.) e Milos Vojvodic (batteria).

La giornata festivaliera sarà inoltre arricchita da innumerevoli eventi che coinvolgeranno l’intera città. Numerose iniziative avranno inizio alle ore 17: la musica dell’estremo oriente attraverserà le strade del centro storico, con la parata dell’indiana Jaipur Kawa Brass Band; Stefano Zenni presenterà il suo libro “Storia del Jazz. Una prospettiva globale” al Galla Cafè; due concerti (uno in omaggio a Thelonious Monk, l’altro dedicato ad Astor Piazzolla) si terranno al Conservatorio “A. Pedrollo”.

Alle 18 inizieranno i concerti nel Cortile di Palazzo Trissino (con Modoko e la Jelly Rolls Band) e al Centro Diurno “Proti”, con il Logos Piano Quartet diretto da Annalisa Petrella.

Alle ore 19 si terrà il primo dei concerti a Palazzo Cordellina, che proseguiranno poi la settimana prossima: la Thelorchestra diretta da Ettore Martin accompagnerà l’inaugurazione di Round About Monk, mostra-ritratto dedicata a Thelonious Monk con i quadri di Mariella Scandola (a cura dell’Associazione Thelonious di Vicenza).
Ma poi ci saranno anche tutti gli immancabili concerti dei locali del jazz in ogni angolo del centro sorico.

Qui i programma completo di sabato 5 maggio.

Tutto pronto per l’esordio della “Fiera dell’Est” con Gurtu e Reijseger al Teatro Olimpico

03/05/2012

La diciassettesima edizione del festival New Conversations - Vicenza Jazz prende il via venerdì 4 maggio con un poker di concerti: due eventi principali al Teatro Olimpico e altri due negli spazi della Basilica Palladiana dove quest’anno è allestito il Panic Jazz Cafè Trivellato, la zona jazz club del festival.

Al Teatro Olimpico, prestigiosa cornice ormai caratteristica del festival, si esibiranno il trio formato da Ernst Reijseger (violoncello), Mola Sylla (voce, xalam, kalimba) e Harmen Fraanje (pianoforte) e quindi, a seguire, l’attesa band di uno dei più celebri percussionisti a livello mondiale, l’indiano Trilok Gurtu. Con Gurtu, che ci trasporterà direttamente nel cuore di uno dei temi caratterizzanti del festival, la musica improvvisata dell’estremo oriente, suoneranno Roland Cabezas (chitarra), Carlo Cantini (violino, melodica tastiera), Andy Suzuki (sax, flauto, tastiera), Johann Berby (basso el.) e Mukti Shri (kathak, danza, voce).

Al Panic, il Gallucci-Tondo-Fongaro-Cogo Quartet farà da apertura della serata (ore 21:30), in attesa delle esibizioni principali. A partire dalle ore 22:30 sul palco nella Basilica Palladiana saliranno infatti il trio ‘elettronico’ del trombettista Marco Tamburini (col pianista Stefano Onorati e il batterista Stefano Paolini) e i Jazz Travellers, ovvero Pietro Tonolo (sax), Paolo Birro (pianoforte), Lorenzo Conte (contrabbasso) ed Emanuele Maniscalco (batteria).

Ma si suona anche in molti locali del centro già a partire dall’aperitivo, con i T42 al Clinto Bistrot, (ore 18.30) e la Traditional Psy Orchestra al Bar Astra (ore 19). Alle 20 l’ Osteria ai Monelli propone i Duophonic mentre alle 21 all’Enoteca Malvasia suonano i Marrakesh Express. All’Ex Bocciodromo (ore 21.30)  ci sarà la Thelorchestra diretta da Ettore Martin e infine al Sartea, alle ore 22, il Michele Calgaro 4et, in cui figura anche Robert Bonisolo.

Per Vicenza Jazz a Viart le fotografie di Pino Ninfa “In Sudafrica: Round About Township”

28/04/2012

Dal 27 aprile al 13 maggio, al piano nobile di ViArt, in contra’ del Monte, Pino Ninfa presenta una sintesi fotografica molto efficace del suo lungo rapportarsi con il mondo del jazz ma soprattutto di quello che lui stesso definisce come il progetto di “raccontare la musica”.

 

La fotografia e la pittura hanno un diverso rapporto con l’ambiente che ci circonda: la prima può riprodurlo esattamente, la seconda lo imita o addirittura sceglie altri territori, quelli dell’immaginario, della trasformazione del reale in simbolico, della pura astrazione dalle forme, della semantica del colore. Ma cosa succede quando il fotografo sceglie di seguire, almeno in parte, il pensiero pittorico? La risposta ci arriva da  queste immagini di Pino Ninfa, nelle quali emergono in filigrana diverse suggestioni provenienti dal mondo della pittura, che indirizzano la sua ricerca verso una concezione dell’immagine assolutamente singolare e poetica. Proprio l’ultimo aspetto, lo porta a trasformare lo scatto in azione artistica, in poesia visiva, persino quando la fotografia è pensata come un prezioso documento di costume. In sostanza, dagli scatti riceviamo un racconto generale coniugato alla storia personale dell’autore, alla sua sensibilità, che diventano la guida interiore di un intreccio narrativo in cui le storie degli altri passano attraverso il filtro di una visone esterna, di una soggettività di pensiero che, appunto, è particolarmente legata al mondo della pittura. Non stupisce così di incontrare la memoria di Caravaggio nell’uso della luce, che rende nobili e maestose povere case e miseri sobborghi, o il gusto per le scene di vita quotidiana così vicino al realismo ottocentesco. E colpisce anche l’astrazione di alcuni scatti chiaramente legati all’idea cromatica della pittura di Rothko, nel quale il reale svanisce pur essendo minuziosamente evidenziato. Fotografia e pittura, racconto e poesia, oggettivo e soggettivo trovano dunque un loro incontro nel lavoro di Pino Ninfa, ricordandoci che la fotografia è un’autentica arte visiva.

Maurizio Franco

Ogni viaggio è un tentativo di approdo, un salire e scendere da qualche parte, un volgere lo sguardo e a volte trovare una storia che ti viene incontro per essere catturata o si allontana perché non hai energie giuste per affrontarla.
Incontri tra i quali preferisco quelli silenziosi dove uno sguardo incontra un altro senza bisogno di parole, dove si sente il passare del tempo furtivo lungo il tramonto delle township, dove al calar della sera le ombre sono le compagne preferite delle luci delle case.
E allora il suono del vento di insidia attraverso le baracche, interrotto qui e là da musiche assordanti e da televisori squillanti. Le persone si aggirano fra le case avvolte da un nero che le rende silouette contro un cielo dal blu infinito, dove il giorno lascia il posto alla notte.
Storie all’insegna di note misteriose che viaggiano con i ritmi del cuore.
Insieme alle township la città segue il suo ritmo, pare essere avvolta da una mantra (Capetown) o da una frenesia simile al free jazz (Johannesburg).
Io attraverso passando da un estremo all’altro e raccolgo le storie che incontro.

Pino Ninfa

 

Orari di apertura:
Martedì, giovedì, sabato e domenica: 10:00-12:30; 15:00-19:00
Mercoledì, venerdì: 15:00-19:00
ingresso libero


Domenica 6 maggio
ViArt, ore 18
Dire poesia: la poetessa Natalia Molebatsi (Sudafrica)
incontra la fotografia di Pino Ninfa. Con Simone Serafini (basso)

“La voce della musica", esposizione del Museo Tibaldo di Trissino (VI) a ViArt

27/04/2012

In occasione del festival, un viaggio all'interno della storia dei mezzi della comunicazione audio, video e musicale

Fino al 13 maggio a ViArt

Da una grande passione per il collezionismo nasce il Museo Tibaldo. Una passione coltivata da Giancarlo Tibaldo, che in oltre quarant'anni ha messo insieme un tesoro fatto di oltre 10.000 pezzi perfettamente funzionanti, della storia dei mezzi della comunicazione audio - video - musicale, della scienza e della tecnica.
In tutti questi anni ha raccolto e custodito con cura un patrimonio di portata internazionale, che spiega l'evoluzione della comunicazione in oltre 200 anni di storia. L'industria per la costruzione dei piani a cilindro nasce nel Novarese e si espande via via in molte altre parti del paese.
Fra i primi nomi di particolare evidenza furono: i Fratelli Ottina Pellandi di Novara; De Vecchi di San Michele (VR); Martelletti di Casale Monferrato, ecc.
Agli inizi furono costruiti i piani a sedia con caratteristiche simili ai piani a coda, pesavano circa 45 Kg ed erano trasportati a tracolla dai suonatori ambulanti assieme ad un cavalletto sul quale venivano appoggiati. Questi strumenti a seconda delle varie regioni prendevano definizioni diverse: ad esempio a Napoli erano chiamati "pianini", in Lombardia e Francia "organetti da barberia", nel Veneto "verticali", in altri luoghi semplicemente "organi" o "pianole".

Si passò presto alla costruzione dei piani a cilindro verticali, dotati di leva a mano e successivamente di motore a manovella.
Per il cambio dei brani musicali in un primo momento si ricorreva ad un perno che nel 1970 circa venne sostituito da una leva che comandava una camme a volte chiamata lumaca. Il nuovo sistema consentiva di poter scegliere con una certa rapidità, attraverso l'indicazione di un numero, il brano musicale che si desiderava ascoltare.

Contemporaneamente in Germania ed in Austria si cercavano soluzioni alternative in direzione di organi a cilindro o ad armadio funzionanti con sistema a pesi o a molla. Nei primi anni del 1900 i cilindri vennero completati con l'aggiunta del suono delle campane, della batteria, delle nacchere e dei mandolini. Strumenti così complessi venivano noleggiati o venduti ai gestori di locali pubblici.

Questo genere di industria continuò a svilupparsi fino ai primi anni '20 ma a partire dal 1877 con l'invenzione del fonografo e successivamente del grammofono, il destino di uno dei più romantici degli strumenti musicali, attorno al quale oltre un secolo di vita sociale era trascorsa, era praticamente segnato.

 

Orari di apertura:
Martedì, giovedì, sabato e domenica: 10:00-12:30; 15:00-19:00
Mercoledì, venerdì: 15:00-19:00
ingresso libero

Lunedì 30 aprile per la prima "Giornata Internazionale del Jazz" proclamata dall'Unesco

23/04/2012

Vicenza Jazz in collaborazione con Theama Teatro presenta:
"NEI SILENZI DI MONK, IL DIALOGO DEL JAZZ"
lezione - spettacolo sul jazz e la sua storia
incontro con Riccardo Brazzale
con Marco Ghiotto e  Piergiorgio Piccoli

Lunedì 30 Aprile, in occasione della giornata internazionale Unesco del Jazz, si terrà allo spazio Bixio una serata di divulgazione e informazione musicale con una lezione/spettacolo sul jazz, la sua storia, gli stili e le estetiche che hanno contrassegnato la sua evoluzione.

E' davvero significativa la motivazione inserita  nella «Risoluzione 39» nella quale la Conferenza generale dell’Unesco ricorda che «il jazz è uno strumento di sviluppo e crescita del dialogo interculturale volto alla tolleranza e alla comprensione reciproca…» e «proclama il 30 aprile Giornata Internazionale del Jazz (...) e fa appello ai Paesi Membri dell’Unesco a partecipare attivamente alla celebrazione della G.i.d.J. a livello locale, nazionale e regionale».

A questo appello risponde certamente anche Vicenza che dal 4 maggio inaugura la XVII edizione di "New Conversations Vicenza Jazz" e che, per la giornata di lunedì 30 aprile, propone di ricordare l'International Jazz Day in collaborazione con Theama Teatro organizzando una serata dal titolo: "Nei silenzi di Monk, il dialogo del jazz".

Coordinata da Marco Ghiotto, la serata si avvarrà della presenza di Riccardo Brazzale, direttore artistico del festival "New Conversations Vicenza Jazz", oltre che musicista e didatta ben noto in questo campo e della partecipazione del regista e attore Piergiorgio Piccoli. In linea con quanto espresso dalla Risoluzione 39 dell'Unesco, Brazzale parlerà degli aspetti sociali, storici, culturali e civili di una musica come il jazz, certamente di estrazione afroamericana ma da tempo diffusasi in tutto il mondo. Quindi si soffermerà in particolare sulla figura di Thelonious Monk, il pianista-compositore di cui si ricorda quest'anno il trentesimo della morte: personaggio totale, la cui genialità travalica i confini del jazz, ha influito in maniera indelebile su tutta la vicenda del jazz moderno a partire dal 1940. La serata si colorerà ovviamente di ascolti da cd e visione di dvd, oltre che dalle letture di alcuni passi della biografia del grande musicista.

 

INGRESSO UNICO EURO 5
CONSIGLIATA LA PRENOTAZIONE

Teatro Spazio Bixio – Via Mameli 4 (angolo Via Nino Bixio) – VICENZA

INFO E PRENOTAZIONI:
UFFICIO THEAMA TEATRO
Via Nino Bixio, 4 - 36100 Vicenza
Tel. +39 0444 322525 (dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 18)
Mob. +39 345/7342025 (tutti i giorni dalle 10 alle 18)

info@theama.it (entro le ore 13 del venerdì)

www.spaziobixio.com

www.theama.it

I locali di Vicenza rispondono con entusiasmo alla chiamata del Jazz

20/04/2012

Molti gli appuntamenti che anche quest’anno i locali vicentini accorpano ad un programma già ricco.
Nei nove giorni del Festival sono oltre sessanta i concertini che si svolgono nei quattordici locali che hanno aderito all’iniziativa, in un cartellone parallelo che offre musica dall’ora dell’aperitivo fino a tarda sera. Ce n’è per tutti i gusti – musicali ed enogastronomici, vista l’ubicazione degli eventi – ed i locali stessi hanno optato quest’anno per una programmazione variegata che a tratti esce anche dai confini peraltro sempre più labili della musica jazz. Del resto la contaminazione è oramai il trend più frequente nel cartellone del festival in generale e di questa annata in particolare.

All’ora dell’aperitivo si suona Al Barco di san Pio X, al Clinto Bistrot in Viale Trento, al Moplen di Piazza Biade, all’Opera Food&Drinks di Piazza Matteotti, ed all’Astra di Contrà Barche (quest’ultimo tutti i giorni). Per la cena si può scegliere tra l’Osteria ai Monelli di Ponte S. Paolo, il Pestello di Contrà S. Stefano e l’Enoteca Malvasia di Contrà delle Morette. Per la seconda serata poi troviamo appuntamenti da Julien in via Ca’ Bianca, al Pullmanbar in viale Giuriolo, al Sartea di Corso SS. Felice e Fortunato, all’Equobar in via Medici, all’Ex Bocciodromo di via Rossi ed al Russian Pub di viale Mazzini.

Qui il programma completo

Raccontare la Musica: "Aspettando Monk a Vicenza Jazz" - Martedì 17 aprile al Teatro Comunale

12/04/2012

"Ho fatto gli errori sbagliati"
Ritratto di genio con cappello

con
Riccardo Brazzale, direttore artistico di Vicenza Jazz
Pietro Tonolo, sassofonista

 

"Raccontare la musica", rassegna curata da le "Settimane Musicali al Teatro Olimpico" nell’ambito della stagione della Fondazione Teatro Comunale di Vicenza, devia per una volta dai percorsi più usuali per incontrare il jazz, proprio a meno di due settimane da quel 30 aprile che l'Unesco ha dichiarato "Giornata mondiale del jazz" e a tre settimane dall'inizio della XVII edizione di "New Conversations Vicenza Jazz".          
Protagonista dell'appuntamento è proprio il direttore artistico di "Vicenza Jazz", Riccardo Brazzale, ben noto nel campo di questa musica anche come musicista: la sua Lydian Sound Orchestra sta conoscendo in questo 2012 attenzioni e riconoscimenti di grande significato (basti pensare ai plurimi inviti ricevuti da Umbria Jazz per Orvieto e Perugia).

Brazzale racconterà il jazz dalla parte di Thelonious Monk, «the genius in modern music» che è quest'anno tra i fili conduttori del festival di Vicenza, a trent'anni dalla morte avvenuta nel 1982 a New York, a casa della baronessa Pannonica, cui lui aveva dedicato in passato una bella ballad (come peraltro ne aveva dedicato un paio di almeno altrettanto belle alla devota moglie Nellie e alla sorella Ruby).

Personaggio unico nel mondo del jazz e della musica e della cultura americana del XX secolo, Monk è sempre stato riconoscibile non solo per la sua musica (ha scritto una ottantina di temi, la maggior parte dei quali indimenticabili e da tempo nel repertorio di ogni attento musicista di jazz) ma non meno per la sua personalità a dir poco eccentrica. Uomo di poche parole, spesso ai confini con un mutismo quasi autistico, i suoi folgoranti aforismi ne hanno fotografato in modo perfetto la posizione a sua modo a parte. Fra i tanti, resta celeberrimo «I made the wrong mistakes» (Ho fatto gli errori sbagliati), divenuto per molti una specie di motto-guida.

Con Brazzale, che da una vita si occupa di Monk e al quale da una ventina d'anni dedica concerti e cd, ci sarà Pietro Tonolo, sassofonista tra i più apprezzati in campo italiano ed europeo, capace come pochi di apprendere continuamente dalla tradizione del jazz moderno, e in particolare da Monk, i più proficui insegnamenti per il rinnovarsi di una musica che da sempre guarda avanti, verso un linguaggio nuovo e aperto ai segni della contemporaneità. Con l'occasione Tonolo presenterà anche il suo ultimo cd dedicato proprio a Monk, "Corner Brilliance", inciso con Eliot Zigmund (batteria) e Aldo Zunino (basso).      
Nella serata al Comunale, si parlerà, si suonerà e si ascolterà e, come d'abitudine, si converserà. Ovviamente di musica, ma non solo.

 

 

Informazioni:

Settimane Musicali al Teatro Olimpico
Piazzale Giusti, 23 – 36100 Vicenza
lunedì - venerdì dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.00

www.olimpico.vicenza.it - info@olimpico.vicenza.it
0444/302425 – 347 4925005 – 331 3471860

Info & Biglietti per Raccontare la Musica
Biglietteria del Teatro Comunale Città di Vicenza
Viale Mazzini, 39 - Vicenza
tel. 0444.324442 - fax: 0444.236336
e-mail: biglietteria@tcvi.it

Biglietto Intero € 10,00
Biglietto Ridotto € 8,00

Riduzioni Soci Amici dell'Olimpico e Così fans tutti Club

Così fan s tutti club
CHERUBINO € 20,00 (riservato a studenti fino a 25 anni)
FIDELIO € 40,00
APPASSIONATA € 100,00
Le tessere sono acquistabili esclusivamente presso la sede dell'Associazione

“Alla Fiera dell’Est: sulle rotte di Marco Polo e Thelonious Monk”

24/03/2012

Presentata oggi la XVII edizione del festival in programma in città dal 4 al 12 maggio

Sarà dedicata soprattutto all’estremo oriente la diciassettesima edizione del festival New Conversations – Vicenza Jazz, che si terrà dal 4 al 12 maggio. Saranno quindi musicisti provenienti dall’India, dal Giappone e dal sud est asiatico a rendere unico il programma ideato dal direttore artistico Riccardo Brazzale e intitolato “Alla Fiera dell’Est: sulle rotte di Marco Polo e Thelonious Monk”: un omaggio alle perlustrazioni sia geografiche sia musicali attraverso le figure di due grandi esploratori.

Festival tra i più rinomati a livello internazionale, Vicenza Jazz 2012 sarà un contenitore per molteplici ascolti jazzistici: dalle esoteriche proposte estremo orientali alle grandi firme del jazz afro-americano, dalle piccole formazioni cameristiche alle magniloquenti produzioni orchestrali di grande respiro, dagli artisti per “intenditori” ai gruppi dal vasto seguito popolare. Tutto raccolto in nove giorni ad altissima concertazione musicale: il programma, di cui per ora sono annunciati gli eventi principali mentre ancora in via di definizione sono i numerosi appuntamenti di contorno, offrirà un centinaio di spettacoli. L’intera città di Vicenza sarà invasa dalle improvvisazioni afro-orientali: dai teatri (con l’immancabile e monumentale cornice del palladiano Teatro Olimpico, oltre al Teatro Comunale) ai palazzi storici, dalle chiese alle piazze e le vie del centro, dai numerosi locali notturni al Conservatorio “Pedrollo”.

Il festival New Conversations - Vicenza Jazz 2012 è organizzato dall’assessorato alla cultura del Comune di Vicenza, in collaborazione con Aim Vicenza e Trivellato Mercedes Benz, con la partecipazione dell’associazione Panic Jazz Club, il contributo della Regione Veneto e del Ministero per i beni e le attività culturali, oltre che con il sostegno di Confcommercio Vicenza e molti altri sponsor fra cui Aquila Corde.

scopri il programma

Estremo oriente andata-ritorno: tra tradizione e progetti originali

24/03/2012

Il primo fine settimana del festival offrirà un raro concentrato di ascolti dall’estremo oriente, con proposte di grande prestigio oltre che di notevole sforzo produttivo: in teatro si potranno seguire i concerti dell’indiano Trilok Gurtu e del trio multietnico di Ernst Reijseger (il 4 maggio), il “Saiyuki Trio” del vietnamita Nguyên Lê e la band dell’indo-americano Rudresh Mahanthappa (il 6). Ad alto impatto spettacolare si preannunciano le parate in costume della Jaipur Kawa Brass Band proveniente dal Rajasthan (il 5 e il 6).

In un festival dalla lunga tradizione come Vicenza Jazz non possono mancare proposte di spessore storico, oltre a sfide di grande impegno e originalità produttiva. Tra gli appuntamenti principali del cartellone figurano due progetti con l'orchestra che ruotano attorno a solisti di grande fama: il pianista statunitense Uri Caine eseguirà la sua personale ed esuberante riscrittura delle pianistiche 33 Diabelli Variations di Beethoven assieme all’Orchestra del Teatro Olimpico diretta da Carlo Tenan (l’8 maggio), mentre il trombettista Fabrizio Bosso unirà il proprio quartetto jazz all’ampio organico classico dell’Orchestra del Teatro Olimpico diretta da Stefano Fonzi nel progetto più ambizioso della sua brillante carriera: un omaggio jazz sinfonico alle musiche di Nino Rota (l’11), già testato addirittura con la London Symphony Orchestra.

La bandiera della grande storia del jazz afro-americano sarà portata innanzitutto dal contrabbassista per eccellenza: Ron Carter (in trio il 9 con il chitarrista Russell Malone e il pianista Donald Vega); Carter, sulla scena del jazz da mezzo secolo (basti solo il suo sodalizio con lo storico quintetto di Miles Davis negli anni ’60), torna in città dopo tredici anni, quando venne al festival dedicato a Ellington.

Ma questo sarà anche il festival di un altro ritorno: quello di tre pianisti che suoneranno insieme sullo stesso palco e su tre pianoforti, ovvero Kenny Barron e Mulgrew Miller e Dado Moroni in un trittico unico a omaggio a Thelonious Monk (sabato 12, in una serata che vedrà sul palco anche il sestetto del pianista Franco D’Andrea, anch’esso per un progetto speciale per il Genius del jazz moderno).

Tra i big del festival figurano anche Paolo Fresu, Roswell Rudd, Danilo Rea, martux_m e il noto giornalista e organizzatore musicale Filippo Bianchi, riuniti in un insolito quintetto multimediale (il 7). Le voci di Sarah-Jane Morris e Cristina Donà daranno invece un notevole appeal al concerto della trombonista Annie Whitehead, un tributo alle musiche del rocker Robert Wyatt (il 10).

Di tutt’altro approccio l’appuntamento con Elio e le Storie Tese, protagonisti del grande evento a ingresso gratuito che come ogni anno si terrà in Piazza dei Signori: il 5 maggio per accontentare tutti, anche chi guarda il jazz un po’ meno da vicino.

 

scopri i profili dei protagonisti

Il Panic Jazz Café Trivellato all’ombra della Basilica Palladiana

24/03/2012

Il cartellone di Vicenza Jazz 2012 si arricchirà di numerosi altri nomi di spicco grazie ai concerti ospitati tutte le sere nella Basilica Palladiana all’interno del Panic Jazz Café Trivellato, curato da Luca Berton del Panic Jazz Club di Marostica, che quest’anno sbarca in Piazza dei Signori negli spazi sotto le logge, inaugurando il bar la cui nuova gestione è stata acquisita proprio dal Panic. I nomi annunciati non lasciano dubbi sulla forza jazzistica (e non solo) di queste notti vicentine: Antonio Sanchez, Dominic Miller, Curtis Fuller, Oliver Lake & Orrin Evans, Tingvall Trio, i Moriarty, Marco Tamburini, Giovanni Guidi e molti altri musicisti italiani e non, oltre a tanti giovani, promettenti allievi dei corsi di jazz del Conservatorio Pedrollo che animeranno le jam session sia in “orario spritz” che nel “dopofestival”.

New Conversations - Vicenza Jazz

06/02/2012

la XVII edizione > 4 - 12 maggio

 

Alla fiera dell'est: da Marco Polo a Thelonious Monk


Novità in arrivo. Stay tuned!

STEFANO BOLLANI MEETS BUSTER KEATON continuano le prevendite

28/11/2011

SABATO 10 dicembre 2011
Teatro Comunale di Vicenza, ore 20.45
STEFANO BOLLANI MEETS BUSTER KEATON
The General. Come vinsi la guerra
Proiezione del film muto di Buster Keaton con l'esecuzione delle musiche dal vivo

 

L'appuntamento invernale con "Vicenza Jazz" porta quest'anno a un piccolo evento: un recital pianistico di Stefano Bollani che, sabato 10 dicembre, al Teatro Comunale di Vicenza, eseguirà dal vivo la colonna sonora di "Come vinsi la guerra", muto di Buster Keaton. L'organizzazione è dell'assessorato alla cultura del Comune di Vicenza, in collaborazione con l'associazione Ida Onlus alla quale - grazie alla sensibilità dell'artista - tutto l'incasso sarà devoluto, in particolare a favore del “Progetto Cambogia”, a sostegno di una scuola-laboratorio e di una casa famiglia per ragazzi e bambini di strada.

Per questo concerto - sostenuto anche da Unicredit oltre che, come Vicenza Jazz, da Trivellato e Aim - da martedì 15 novembre si potranno acquistare i biglietti in prevendita al costo di 25 euro + d.p. (intero), 20 euro + d.p. (ridotto, under 25 e over 65), mentre l’ingresso è gratuito per i bambini fino ai 12 anni. La prevendita è attiva alla biglietteria del Teatro Comunale di Vicenza (0444 324442,  biglietteria@tcvi.it) con i seguenti orari: dal martedì al sabato dalle 15.30 alle 18.30; martedì e giovedì anche dalle 10.30 alle 13; on line al sito www.tcvi.it e agli Sportelli della Banca Popolare di Vicenza.

Fra i molteplici elementi che connotano la personalità musicale di Stefano Bollani, c’è una particolare predilezione per la rivisitazione - in modo ovviamente personale, oltre che attuale - di epoche e atmosfere del passato. Con Stefano Bollani meets Buster Keaton si ha la possibilità di godere di un suggestivo tuffo nel passato: riprendendo la consuetudine d’inizio del secolo di accompagnare in sala la proiezione dei film muti, la musica del pianoforte di Stefano Bollani sarà la colonna sonora dal vivo delle immagini di Come vinsi la guerra (The General ) di Buster Keaton, raro caso di film comico che si rivela anche un trascinante racconto d’avventura, in cui la commedia convive con il sentimento.

In Come vinsi la guerra si capisce subito che due sono le cose importanti nella vita di Johnny Gray (interpretato dallo stesso Buster Keaton): la locomotiva ( The General ) e la fidanzata ( Annabelle ). I guai cominciano con l'arrivo della guerra di Secessione, sia perché Johnny non riesce ad arruolarsi nel suo esercito (quello sudista), provocando così lo sdegno della famiglia di Annabelle, sia perché l'esercito nordista decide di rubare "Il Generale", ovvero la sua locomotiva (fra l'altro con Annabelle a bordo), per sferrare l'attacco decisivo. A Johnny non resta altro che cercare di sottrarla dalle mani nemiche, anche a costo di lottare da solo...     




INFO E PREVENDITE



Prezzi dei biglietti

intero: 25 euro + 3 euro d.p.

ridotto: 20 euro + 2 euro d.p. (valido per under 25, over 65)

gratis bambini fino ai 12 anni



Prevendite

- Biglietteria del Teatro Comunale di Vicenza (viale Mazzini 39, 0444 324442) dal martedì al sabato dalle 15.30 alle 18.30; martedì e giovedì anche dalle 10.30 alle 13
- online al sito www.tcvi.it
- filiali della Banca Popolare di Vicenza

Informazioni

Ufficio Festival Jazz
Assessorato alla Cultura - Comune di Vicenza
0444 221541, infocultura@comune.vicenza.it
www.comune.vicenza.it


Associazione Ida Onlus
info@idaonlus.org
www.idaonlus.org

Domenica 27 novembre a mezzanotte. Radio Tre trasmette Paul Motian da Vicenza Jazz 2002

26/11/2011

In ricordo di Paul Motian, il grande batterista di Philadelphia di origini armene, scomparso pochi giorni fa, Radio Tre Rai ritrasmette buona parte del concerto registrato e diffuso in diretta il 24 maggio 2002 dall'Auditorium Canneti, penultima serata della settima edizione di "Vicenza Jazz", quell'anno dedicata Monk nel ventennale della morte. Avviene domenica 27 novembre, a partire dalla mezzanotte, per il programma "Battiti" condotto dallo stesso Pino Saulo che conduceva la diretta nove anni fa. Per l'occasione, l'Electric BaBop Band di Motian era diventata "Electric Bebop Orchestra", allargata ai fiati della Lydian Sound Orchestra e condotta da Riccardo Brazzale, direttore del festival ma anche della Lydian. L'organico, oltre a Motian alla batteria, comprendeva dunque Chris Cheek e Pietro Tonolo ai sax, Rossano Emili al sax baritono e al clarinetto basso, J Kyle Gregory alla tromba, Roberto Rossi al trombone, Dario Duso al tuba, quindi i due chitarristi Steve Cardenas e Jacob Bro, il bassista Anders Christensen; oltre che la conduction, Brazzale firmava tutti gli arrangiamenti. Il programma prevedeva infatti la riproposizione del repertorio che Monk aveva presentato nello storico concerto alla Town Hall del 1959 ma con i nuovi arrangiamenti di Brazzale: Friday the 13th, Monk's Mood, Off Minor, Crepuscule with Nellie e Little Rootie Tootie, la canzone del treno dedicata al figlio Rootie Tootie: fu un successo documentato da tutta la critica nazionale ben presente al festival.

Paul Motian se n’è andato il giorno di S. Cecilia: con lui se ne va un pezzo di Vicenza Jazz

23/11/2011

UNA SEMPLICE QUESTIONE DI INTERPLAY

di Riccardo Brazzale

 

Il 24 maggio 2002 il Giornale di Vicenza titolava “Monk at Canneti Hall”. Era il concerto - trasmesso in diretta da Radio Tre Rai - con cui l’Electric BeBop Band di Paul Motian (corroborata dai fiati della Lydian Sound Orchestra) tornava ad eseguire lo storico programma “Monk at Town Hall”, a oltre quarant’anni dalla “prima” e a vent’anni dalla morte di Thelonious Monk. Era un’edizione davvero speciale di “Vicenza Jazz”, piena di artisti grandissimi, ma fra essi Paul Motian era un personaggio particolare, un amico prima ancora che un grande musicista e al nostro festival era oramai legato da un rapporto di affetto. Era il quarto anno consecutivo che Motian partecipava al festival e, alla fine del concerto al Canneti, l’allora assessore alla cultura Mario Bagnara consegnava a Motian una targa che conferiva al batterista americano il titolo di artist in residence.

Lo avevamo invitato per la prima volta nel ’99 per a un progetto speciale dedicato a Ellington, propostoci da Pietro Tonolo. Quel concerto all’Olimpico si rivelò fra l’altro una fortuna per Tonolo che Motian apprezzò talmente da chiamarlo poi a far parte della sua band per i successivi sei anni, fino a quando, per motivi di salute, Motian cessò totalmente di viaggiare in aereo e quindi di venire in Europa.

Nel 2000 tornò per prendere parte ad un altro progetto speciale (col bassista Gary Peacock), dedicato quella volta a Bill Evans, del quale era stato lo storico batterista oltre quarant’anni prima. Quindi nel 2001 ci convinse a dargli spazio con un anomalo duo chitarra-batteria (salvo poi ricevere come ospite il sax di Lee Konitz, per una “Round Midnight” fuoriprogramma, passata ben presto agli annali).

Tutti i grandi pianisti della storia di questa musica lo avevano voluto nei loro gruppi, da Lennie Tristano a Bill Evans (con cui ha totalmente cambiato il modo di intendere il “piano jazz trio”), da Paul Bley a Keith Jarrett (col quale, negli anni ’70, ha dato vita all’indimenticabile american quartet). Fino a quando ha deciso di mettersi in proprio e lasciare la sua impronta come forse nessun altro nel jazz degli ultimi trent’anni, con quel trio “senza basso”, assieme alla chitarra di Frisell e al sax tenore di Lovano, per dar vita a un interplay unico, a quell’impareggiabile comunione di intenti musicali che si esplicita nell’atto dell’improvvisare.

Non viaggiava in aereo più da anni, dopo l’operazione al cuore e gli effetti delle sindromi mielodisplasiche, sommate ai timori dovuti al post-11 settembre. Ma ha sempre suonato. Per lui la musica era una questione di magico interplay, quello che si sente sin dall’impareggiabile “Autumn Leaves” del Vanguard Trio di Bill Evans.

Noi lo ricordiamo anche con la macchinetta fotografica e la borsa della spesa, qua e là per il centro storico. Io ne rammento il sorriso di approvazione cui si lasciò andare dopo le prima note di “Thelonious”, durante la sessione di prove nella bottega di Jacolino: fu molto più che una pacca sulla spalla per spronarmi a continuare.

 

STEFANO BOLLANI MEETS BUSTER KEATON prevendite da martedì 15 novembre

11/11/2011

SABATO 10 dicembre 2011
Teatro Comunale di Vicenza, ore 20.45
STEFANO BOLLANI MEETS BUSTER KEATON

The General.
Come vinsi la guerra
Proiezione del film muto di Buster Keaton con l'esecuzione delle musiche dal vivo

 

L'appuntamento invernale con "Vicenza Jazz" porta quest'anno a un piccolo evento: un recital pianistico di Stefano Bollani che, sabato 10 dicembre, al Teatro Comunale di Vicenza, eseguirà dal vivo la colonna sonora di "Come vinsi la guerra", muto di Buster Keaton. L'organizzazione è dell'assessorato alla cultura del Comune di Vicenza, in collaborazione con l'associazione Ida Onlus alla quale - grazie alla sensibilità dell'artista - tutto l'incasso sarà devoluto, in particolare a favore del “Progetto Cambogia”, a sostegno di una scuola-laboratorio e di una casa famiglia per ragazzi e bambini di strada.

Per questo concerto - sostenuto anche da Unicredit oltre che, come Vicenza Jazz, da Trivellato e Aim - da martedì 15 novembre si potranno acquistare i biglietti in prevendita al costo di 25 euro + d.p. (intero), 20 euro + d.p. (ridotto, under 25 e over 65), mentre l’ingresso è gratuito per i bambini fino ai 12 anni. La prevendita è attiva alla biglietteria del Teatro Comunale di Vicenza (0444 324442,  biglietteria@tcvi.it) con i seguenti orari: dal martedì al sabato dalle 15.30 alle 18.30; martedì e giovedì anche dalle 10.30 alle 13; on line al sito www.tcvi.it e agli Sportelli della Banca Popolare di Vicenza.

Fra i molteplici elementi che connotano la personalità musicale di Stefano Bollani, c’è una particolare predilezione per la rivisitazione - in modo ovviamente personale, oltre che attuale - di epoche e atmosfere del passato. Con Stefano Bollani meets Buster Keaton si ha la possibilità di godere di un suggestivo tuffo nel passato: riprendendo la consuetudine d’inizio del secolo di accompagnare in sala la proiezione dei film muti, la musica del pianoforte di Stefano Bollani sarà la colonna sonora dal vivo delle immagini di Come vinsi la guerra (The General ) di Buster Keaton, raro caso di film comico che si rivela anche un trascinante racconto d’avventura, in cui la commedia convive con il sentimento.

In Come vinsi la guerra si capisce subito che due sono le cose importanti nella vita di Johnny Gray (interpretato dallo stesso Buster Keaton): la locomotiva ( The General ) e la fidanzata ( Annabelle ). I guai cominciano con l'arrivo della guerra di Secessione, sia perché Johnny non riesce ad arruolarsi nel suo esercito (quello sudista), provocando così lo sdegno della famiglia di Annabelle, sia perché l'esercito nordista decide di rubare "Il Generale", ovvero la sua locomotiva (fra l'altro con Annabelle a bordo), per sferrare l'attacco decisivo. A Johnny non resta altro che cercare di sottrarla dalle mani nemiche, anche a costo di lottare da solo...   

INFO E PREVENDITE

 

Prezzi dei biglietti

intero: 25 euro + 3 euro d.p.

ridotto: 20 euro + 2 euro d.p. (valido per under 25, over 65)

gratis bambini fino ai 12 anni

 

Prevendite

- Biglietteria del Teatro Comunale di Vicenza (viale Mazzini 39, 0444 324442) dal martedì al sabato dalle 15.30 alle 18.30; martedì e giovedì anche dalle 10.30 alle 13
- online al sito www.tcvi.it
- filiali della Banca Popolare di Vicenza

Informazioni

Ufficio Festival Jazz
Assessorato alla Cultura - Comune di Vicenza
0444 221541, infocultura@comune.vicenza.it
www.comune.vicenza.it

 

Associazione Ida Onlus
info@idaonlus.org

www.idaonlus.org

VICENZA JAZZ 2011 TIRA LE SOMME.

23/05/2011

BILANCI E NUMERI DI UN FESTIVAL IMPORTANTE. ORA SI PENSA GIA' ALLA FIERA DELL'EST.

Chiusosi con il concerto-epilogo di Joshua Redman ai Chiostri di S. Corona, dopo qualche giorno di decantazione e prima di esser posto in archivio, “New Conversations - Vicenza Jazz 2011” tira i primi bilanci per poter guardare avanti e proiettarsi al 2012.
E non vi è dubbio che la XVI edizione del festival vicentino, nata fra le difficoltà economiche della congiuntura finanziaria nazionale ma risoltasi organizzativamente in una sorta di coproduzione fra assessorato alla cultura del Comune di Vicenza, Gruppo Aim e Trivellato Mercedes Benz in collaborazione con il Panic JazzClub, è ora da ricordarsi come una fra le più riuscite dell’oramai lunga storia del jazz a Vicenza.
Numeri alti davvero hanno infatti segnato l’andamento della manifestazione, in un periodo che, in ambito nazionale, lo spettacolo dal vivo è al contrario spesso caratterizzato dalle lamentele degli organizzatori, abbandonati dal pubblico oltre che dalle sovvenzioni pubbliche e private.
Ripartendo dai primi di maggio, dopo il concerto-prologo di Capossela (con sostanziale pienone al Comunale), si sono avuti: 8 concerti a pagamento, fra Teatro Olimpico e Teatro Comunale, con oltre 3.000 presenze per un incasso lordo di oltre 50.000 euro; 10 concerti a pagamento al Panic Jazz Café Trivellato, ai Chiostri di S. Corona, con circa 4.000 presenze, per un incasso di oltre 20.000 euro; un concerto gratuito in Piazza dei Signori (Roy Paci, il 7 maggio), per circa 5.000 presenze; una domenica (8 maggio) piena di eventi in centro storico, seguiti da migliaia di persone; 7 eventi a ingresso gratuito in varie sedi storiche della città fra chiese e palazzi (con pienoni alla Chiesa di S. Giuliano e in tutti i pomeriggi alle Gallerie di Palazzo Leoni Montanari); 60 concertini nei bar e nei locali della città, tutti affollati da migliaia di persone.
Nella prima metà di maggio, la città ha ospitato moltissimi turisti, il sito del festival è stato visitato da circa 1.200 utenti giornalieri e di Vicenza e Vicenza Jazz hanno detto e scritto moltissime testate. Fra le tante: mensili come Musica Jazz, Jazzit, Il Giornale della Musica, XL (La Repubblica), Buscadero, Classic Voice, In Sound, Playboy, Campus, Gentleman, Bell’Italia, Caravan e Camper, Jam, Music Club; settimanali nazionali come Il Venerdì di Repubblica, Io Donna (Corriere Della Sera), Alias (Il Manifesto), Il Sole 24 Ore – Nordest, L’Espresso, Panorama, Oggi, Famiglia Cristiana, Intimità, Left/Avvenimenti, Vero, Vip; tutti i quotidiani veneti e molti quotidiani nazionali; tutte le testate di Radio Rai (1, 2 e 3), molte radio regionali e nazionali e più volte il TG 3 sia regionale che nazionale.
Non può che esser dunque felice l’assessore Francesca Lazzari: «Certo, felicissima, specie se considero le infinite difficoltà che sembravano rincorrerci fino a qualche mese fa, a causa delle quali siamo anche partiti un po’ in ritardo. Ma subito mi sono resa conto che c’era una bella aria, fin dalle risposte di tutti coloro che volevano lavorare a questo festival, vicino al pool costituito dal Comune, Aim e Trivellato Mercedes con il Panic. Abbiamo raccolto non solo sponsor di varia e nuova provenienza, ma anche collaborazioni importantissime: da Confindustria a Confcommercio, dalle Gallerie di Palazzo Leoni Montanari al Conservatorio Pedrollo, Viart, la Fondazione Teatro Comunale di Vicenza, l’Orchestra del Teatro Olimpico e le mille altre presenze (dai gestori dei locali agli infiniti appassionati) che a vario titolo hanno reso davvero di tutti questo festival, perché il festival fosse quel che io stessa e tutta l’amministrazione comunale volevamo: un patrimonio della città».
Musica di qualità e senza confini, suonata, ascoltata, vista, letta, vissuta che, nello spirito del jazz, è uscita dai luoghi deputati per incontrare la gente ovunque. Ne è stato un esempio concreto il Jazz Café Trivellato creato con il Panic JazzClub ai Chiostri del Museo di Santa Corona. «L’idea del jazz café a S. Corona – dice Luca Trivellato – è stata nuova e vincente e l’abbiamo costruita con Anna e Luca Berton del Panic che ci hanno creduto dall’inizio. E, ora lo possiamo dire, ci hanno creduto centinaia e centinaia di appassionati, non solo di jazz. Ma il successo di questa edizione è dovuto ancora una volta e prima di tutto alle idee di Riccardo Brazzale che, di nuovo, è riuscito a tirar fuori dal cilindro una programmazione che, più di altre stagioni, ha veramente avuto solo consensi. E più di altre volte, alla fine del festival, con Francesca Lazzari abbiamo di nuovo entusiasmo e voglia di migliorare, di far meglio».
Anche se, quando un’edizione va così bene, migliorare è davvero difficile. Quest’anno il festival ci ha portato principalmente a New York, motivo conduttore di tanti incontri musicali e di contaminazioni care allo spirito del jazz. Ma già Vicenza Jazz guarda alla XVII edizione quando, nel maggio 2012, partiremo alla volta della Fiera dell’Est. «Sì, il titolo è “Alla Fiera dell’Est” ma - spiega il direttore artistico Riccardo Brazzale - il sottotitolo dice anche “Sulle rotte di Marco Polo e Thelonious Monk”, due personaggi che sono stati entrambi dei viaggiatori impareggiabili, viaggiatori del mondo ma anche della mente. Se i vicentini avranno voglia di viaggiare, continueremo a toglierci insieme delle belle soddisfazioni. Ma non dimentichiamo che questo è stato un anno bellissimo perché potevamo viaggiare su una macchina organizzativa che non teme le difficoltà: se, come insegna Luca Trivellato, facciamo i tagliandi regolarmente e le diamo del buon carburante, potremo andare lontano. E io ho già in mente il 2013».

Joshua Redman con i "James Farm": epilogo d'alto livello al Panic Jazz Cafè Trivellato

16/05/2011

Mercoledì 18 maggio ai chiostri di Santa Corona, a cura del Panic Jazz Cafè Trivellato, va in scena l’atto conclusivo della fortunata sedicesima edizione del New Conversations – Vicenza Jazz, un’edizione segnata da riscontri più che positivi e che offre con questo epilogo un ulteriore evento di alta caratura, insistendo peraltro ancora una volta sul tema del Jazz newyorkese. A partire dalle 21.30 potremo infatti assistere all’esibizione del quartetto “James Farm”, che comprende l’astro del sassofono Joshua Redman.

James Farm è una formazione che raccoglie alcuni dei nomi più prestigiosi del jazz contemporaneo: oltre lo stesso Redman al sax tenore troviamo infatti Aaron Parks al piano, Matt Penman al contrabbasso ed Eric Harland alla batteria. Le strade dei quattro musicisti si erano già incrociate più volte nel recente passato: Redman, Harland e Penman suonano già insieme nel San Francisco Jazz Collective, Aaron Parks ha poi voluto la stessa ritmica per il suo CD “Invisible Cinema”. Ecco che dal 2009 cominciano ad esibirsi con questa formazione in occasione di alcuni festival internazionali; questo collettivo ha però solo da poco inciso il primo cd, che si intitola per l’appunto “James Farm” e che sta ora promuovendo con un tour mondiale.

In questa formazione certo il nome più noto è quello di Joshua Redman (Berkley, 1969), che fin dagli anni ottanta si è imposto per un fraseggio moderno ma sempre logico e di spiccato senso melodico, arrivando a collaborare con artisti come Ray Brown, Dave Brubeck, Chick Corea, Jack DeJohnette, Bill Frisell, Charlie Haden, Herbie Hancock, Milt Jackson, Elvin Jones, Quincy Jones, (ma non alieno anche a connubi con artisti classici e rock, un nome per tutti: i Rolling Stones). Molti i dischi a suo nome in cui troviamo sideman di lusso come Pat Metheny e Brad Mehldau. Matt Penman ed Eric Harland sono poi due nomi che si sono imposti grazie a collaborazioni prestigiose. Originario di Auckland (Nuova Zelanda) il primo, arriva negli Stati Uniti nel 1994 (grazie ad una borsa di studio per la Berklee). Presto si trasferisce a New York dove comincia la carriera da professionista. Ha suonato con Kurt Rosenwinkel, Kenny Werner, Brad Mehldau, Chris Cheek, Brian Blade, Seamus Blake, Mark Turner. Il secondo è invece di Houston (Texas). Si fa notare già durante i corsi alla Manhattan School of Music ed ha così cominciato a registrare (sono già una cinquantina i CD in cui compare il suo nome) con Terence Blanchard, McCoy Tyner, Charles Lloyd, Dave Holland, Ravi Coltrane, Greg Osby. Ha inoltre suonato nelle bands di Betty Carter, Joe Henderson, Wynton Marsalis, Michael Brecker e John Patitucci. Il più giovane del gruppo è poi il pianista Aaron Parks, nato a Seattle nel 1983 ha frequentato anch’egli la Manhattan School. Qui lo nota Terence Blanchard, che lo vuole nella sua band e con cui ha registrato diversi album. Durante un tour con Kurt Rosenwinkel si trova a suonare in compagnia proprio di Harland e Penman, che compariranno poi nel già citato “Invisible Cinema”, primo disco a suo nome uscito nel 2008 per la Blue Note.

Il prezzo del biglietto è di 15 euro.

Mediterraneo e Africa nell’ultima giornata del Festival

13/05/2011

Fresu all’olimpico e Tonolo al Panic Jazz Cafè Trivellato chiudono la sedicesima edizione del New Conversations. Ed ancora Intra, Ninfa, gli Odwalla e la Notte dei Musei

L’ultima giornata del New Conversations – Vicenza Jazz ci offre ancora molti appuntamenti. Il cartellone di questa sedicesima edizione è stato, in effetti, davvero ricco di eventi, e conforta notare che la risposta del pubblico è stata positiva, con numeri davvero consistenti. A conferma di ciò il tutto esaurito anche di questa sera all’Olimpico per il concerto del trombettista Paolo Fresu che, con Daniele Di Bonaventura al bandoneon ed il coro “A Filetta”, firma il progetto “Mistico Mediterraneo”. Un concerto atteso che fonde la cultura popolare e liturgica della Corsica, di cui il coro guidato da Jean-Claude Acquaviva è autorevole portavoce, con la libera l’improvvisazione di matrice jazzistica - che qui ovviamente trascende i limiti di genere per intessere un dialogo lirico e totale.

Paolo Fresu non ha certo bisogno di presentazioni, Nato nel 1961 a Berchidda, in Sardegna, ha da sempre una spiccata propensione ad incrociare la propria cultura jazzistica con i suoni della tradizione mediterranea. Tra i musicisti italiani che godono di più ampio seguito a livello internazionale, ha inciso oltre trecentocinquanta dischi e suonato in ogni continente con molti nomi di primo piano italiani e stranieri, da Franco D'Andrea ad Enrico Rava e ancora Aldo Romano, Kenny Wheeler, Gerry Mulligan, Dave Liebman, Dave Holland, Richard Galliano, Trilok Gurtu, Carla Bley.

Anche il Panic Jazz Cafè Trivellato chiude in bellezza la sua programmazione ai Chiostri di Santa Corona (ore 22), ospitando il progetto capitanato dal sassofonista Pietro Tonolo “Dajaloo”, formazione nella quale insieme a Giampaolo Casati (tromba, cornetta), Roberto Rossi (trombone, conchiglie), Giancarlo Bianchetti (chitarra) dialoga con un gruppo di percussionisti giovani ma già affermati percussionisti senegalesi: Dudu Kouate, Naby Camara, Alex Bottoni, Moulaye Niang. Un progetto che rivela il profondo interesse di Tonolo per la cultura africana, che è anche una ricerca sulle origini del Jazz, non a caso definita musica “afroamericana”. Tonolo è tra i jazzisti italiani più attivi negli Stati Uniti, dove ha collaborato con Lee Konitz, Steve Lacy, Joe Lovano, Joe Chambers, Gil Goldstein, Steve Swallow, Paul Motian.

Gli altri eventi della giornata, poi, sono il concerto del gruppo di percussionisti e danzatori Odwalla, al Teatro Astra (ore 17), una performance multimediale per opera di Enrico Intra (pianoforte), Gulio Visibelli (sax) e Pino Ninfa (fotografie) alle Gallerie di Palazzo Leoni Montanari (ore 18) ed i concerti del Jazz Ensemble del Conservatorio (ore 17 al Conservatorio “A. Pedrollo”) e del Tin Pan Alley Trio (ore 23, Loggetta del Giardino del Teatro Olimpico).

Ricordiamo inoltre che per oggi è istituita la Notte dei Musei, con un’apertura straordinaria dei musei cittadini dalle ore 21 alle 24: si potranno dunque visitare oltre il consueto orario la Pinacoteca di Palazzo Chiericati, il Museo Naturalistico di S. Corona, il Museo del Risorgimento e della Resistenza, Gallerie di Palazzo Leoni Montanari ed il Museo Diocesano.

I locali propongono poi diversi concertini all’ora dell’aperitivo ed in serata. Nel primo caso troviamo l’Annecy Young Jazz Ensemble all’Opera Food&Drinks (ore 17), il Trio di Francesca Bertazzo al Moplen, il Trio “On The Rhodes” di Michele Polga al Bar Astra e il duo A Bassa Voce ai Monelli (tutti alle 19 tranne l’ultimo, 19.30). In serata Sabrina Turri & Regno di Schiena al Borsa, gli X-Lab all’Enoteca Malvasia il Rodighiero-Gonzaga duo al Russian Pub, Morris and the Magicals da Julien e il gruppo Areazione al Sartea. Gli appuntamenti nei locali proseguono ancora domani con il Pietro Valente Trio al Bulldog’s di Altavilla, il Mece Quartet al Sartea ed una jam session al Bar Astra.

 

 

Al Festival doppio omaggio a Miles Davis ed ai Weather Report

13/05/2011

Martux_M e Miroslav Vitous al Comunale; Wadada Leo Smith & Günter “Baby” Sommer plus Antonello Salis al Panic JazzCafè Trivellato

Due percorsi trasversali e quasi antitetici sono quelli che ci propone questa sera (venerdì 13), al Teatro Comunale dalle 21, la penultima serata del Festival New Conversations – Vicenza Jazz. Due progetti che hanno in comune un medesimo orizzonte di riferimento, che è quel particolare momento in cui, sul finire degli anni sessanta, il Jazz stava sperimentando i primi approcci con la musica rock e l’elettrificazione. Affatto diversa è però la rilettura che ne danno il progetto “About A Silent Way”, del guru italiano dell’elettronica Martux_M, che aprirà la serata, e il successivo “Remembering Weather Report” del grande contrabbassista cecoslovacco Miroslav Vitous.

Nel primo caso si tratta di una libera rilettura delle registrazioni di “In A Silent Way”, session del 1968 in cui Miles Davis si consacrò definitivamente al Jazz elettrico: Martux_M (ovvero Maurizio Martuscello) esalta il senso di rarefazione che era nell’originale, fornendone una versione raffinata, a tratti lounge. Potremo dunque ascoltare, oltre a Martux_m alla consolle dell’elettronica, il chitarrista scandinavo Eivind Aarset (già ospite del Festival nel 2009 con i suoi Sonic Codex), Francesco Bearzatti al sax e Aldo Vigorito al basso. La responsabilità di imbracciare la tromba – che in un progetto dedicato a Davis è tutt’altro che leggera – è affidata a uno dei trombettisti più originali della scena europea: Markus Stockhausen.

Nella seconda parte il richiamo ai Weather Report, gruppo di culto negli anni settanta e band di cui Miroslav Vitous (nato a Praga nel 1947) fu membro nei due primi esaltanti albums (“Weather Report” e “I Sing The Body Electric”), è più un tributo allo spirito di sperimentazione e ricerca musicale che caratterizzava il sodalizio con Wayne Shorter e Joe Zawinul che una riproposizione del loro repertorio. Vitous con Franco Ambrosetti (tromba), Robert Bonisolo (sax), Aydin Esen (tastiere) e Roberto Gatto (batteria) cercheranno dunque quell’interplay e quell’abbattimento dei ruoli prestabiliti all’interno della band che da sempre costituiscono l’interesse primario dei progetti del contrabbassista.

Ai chiostri di Santa Corona in seconda serata troviamo poi un trio focoso e sperimentale qual è quello che nasce dall’incontro del trombettista Wadada Leo Smith e dal batterista e percussionista Günter “Baby” Sommer – da lungo tempo sodali - con un nome di primo piano sulla scena jazzistica italiana: il fisarmonicista e pianista sardo Antonello Salis. Wadada Leo Smith (Leland, Mississippi, 1941) è stato fin dal 1967 in stretto rapporto con l’AACM di Chicago. Musicista onnivoro ha incorporato nel suo stile elementi di blues, jazz, musica africana e orientale ma anche reggae e funky. Elemento storico della musica d’avanguardia europea, Günter “Baby” Sommer (Dresda, 1943) affronta le percussioni con la più assoluta libertà espressiva e creativa. Altrettanto spregiudicato è l’approccio di Salis (Villamar, Cagliari, 1950) che, ancor più al piano che alla fisarmonica, rivela un’indole energica e percussiva.

Nel cartellone odierno del Festival anche una Master Class con la cantante Maria Pia De Vito (all’Istituto Musicale Veneto “Città di Thiene”, ore 15-19, info: 0445 364102, info@istitutomusicaleveneto.it); un incontro multimediale con Veniero Rizzardi ed Enrico Merlin, autori del saggio "Bitches Brew. Genesi del capolavoro di Miles Davis" (Teatro Comunale - Foyer del Ridotto, ore 19.30); uno spettacolo multimediale ispirato al romanzo di Marguerite Yourcenar “L’opera al nero”, con Anna Zago (voce recitante), Nicola Fazzini (sax alto), Alessandro Fedrigo (basso), Carlo Alberto Canevali (batteria), Claudio Sichel (video), presso L’Officina Arte Contemporanea (ore 19).

I locali contribuiscono con diversi appuntamenti: al Bar Astra il duo Ferrauto-Expert suona alle 19, poco dopo ai Monelli attacca la vocalist Camilla Fascina con il suo “Back in Blues”. Alle 21 troviamo l’Annecy Young Jazz Ensemble all’Opera, i Marrakech Express all’Enoteca Malvasia ed il duo Pascali-Zemolin al Pestello. Da Julien alle 21.30 c’è il Dj Wood ed al Sartea (ore 22) Morris and the Magicals. Al Golf Club Colli Berici di Brendola, infine, suona il quartetto di Ettore Martin “Senza Parole”.

Autoritratto in Musica di Maria Pia De Vito

11/05/2011

Anche Guinga nella serata al Comunale. Ai Chiostri di Santa Corona Julian Lage presenta il nuovo CD

Maria Pia De Vito ha ricevuto, per il concerto di giovedì 12 al Teatro Comunale, “Carte Blanche” da Riccardo Brazzale, direttore artistico di New Conversations – Vicenza Jazz. La cantante napoletana ha deciso di sfruttare appieno la delega in bianco offertagli per organizzare uno spettacolo in cui, attraverso tre distinti e progressivi momenti, cercherà di rendere conto di un percorso artistico variegato e profondo qual è il suo. Un percorso che affonda le radici nella tradizione partenopea, ma che ha trovato poi nel Jazz anche d’avanguardia la sua cifra stilistica predominante. Tra i suoi progetti, quelli legati al repertorio napoletano (Nauplia, Fore Paese, Triboh) si affiancano a quelli dal sapore più europeo, come il trio con John Taylor e Ralph Towner. Da citare anche il fortunato progetto “So Right”, cui la celebre rivista “Down Beat” dedicò un’intera pagina di recensione entusiasta, dove rileggeva le canzoni di Joni Mitchell. Ma interessanti anche i lavori “Phonè” o “Body at Work” dove si indagavano le relazioni tra linguaggio e corpo. Tra le sue collaborazioni più recenti vanno segnalate quelle con Joe Zawinul, Michael Brecker, Miroslav Vitous, Uri Caine, Kenny Wheeler, Art Ensemble of Chicago, Dave Liebman, Billy Hart.

Ecco dunque che nella prima parte della serata, con inizio alle 21, si esibirà da sola così da poter sfoggiare appieno le sue eccezionali doti vocali che le hanno prmesso, tra l’altro, di vincere il popolare referendum della rivista Musica Jazz quale miglior cantante nel 2008. La raggiungerà poi sul palco il celebre cantautore e chitarrista brasiliano Guinga, autentica star nel proprio paese dove è considerato al pari dei grandi autori del passato e che ha saputo rinnovare con discrezione la tradizione carioca mantenendone l’innata poesia. È questo un duo già ben rodato che non mancherà di regalarci momenti di alta classe musicale. Nella terza parte la vocalist ci presenterà il suo ultimo lavoro discografico “Mind The Gap”, con il suo quintetto di cui fanno parte Claudio Flippini (pianoforte), Roberto Cecchetto (chitarra), Luca Bulgarelli (contrabbasso) e Walter Paoli (batteria).

Il consueto appuntamento delle 22 al Panic Jazz Cafè Trivellato presso i Chiostri di Santa Corona ci presenta quindi il quintetto del chitarrista Julian Lage, affiancato da Ben Roseth (sax), Aristides Rivas (violoncello), Jorge Roeder (contrabbasso) e Tupac Mantilla (percussioni). Nato a Santa Rosa, in California, nel 1987 il giovane chitarrista è entrato stabilmente nel novero dei talenti da tenere d’occhio fin da quando il grande vibrafonista e instancabile scopritore di talenti Gary Burton lo ha voluto nei suoi progetti Generations (2004) e Next Generations (2005). Il successo di “Sounding Point” (2009), primo Cd come leader, lo ha portato ad esibirsi nei maggiori jazz festival. A Vicenza, Lage porta il suo secondo lavoro discografico, intitolato “Gladwell”.

Nel calendario odierno del festival troviamo però anche altri appuntamenti: alle 10.30 il Conservatorio “A. Pedrollo” ospiterà un seminario con Maurizio Franco dal titolo “New York anni ’20”. Sempre al Pedrollo, la sera, si esibisce il Jazz Ensemble del Conservatorio (ore 21). Ai Chiostri di Santa Corona dalle 16.00 si terrà il convegno internazionale “L'improvvisazione musicale e la musicoterapia”, a cura del Centro Studi Musicoterapia Alto Vicentino, e alla Biblioteca Internazionale “La Vigna” (ore 18) con il concerto del quartetto del trombettista Massimo Donà (con Michele Polga al sax, Bebo Baldan alle tastiere e basso, Davide Ragazzoni alle percussioni).

Sempre molti i concerti nei locali. All’ora dell’aperitivo troviamo il trio di Matteo Alfonso al Bar Astra ed i Modale (con alcuni ospiti) ai Monelli. In serata il quartetto di Giovanni Ferro Milone all’ex Bocciodromo, la Sidol Brass Band all’Enoteca Malvasia, il De Rossi – Sabadini duo al Pestello ed il Rolessio Mosenato (Rock in Jazz) da Julien. La Jelly Roll Band suona poi, dalle 22, al Sartea. Fuori città troviamo il quartetto di Gigi Sella al Poli di Creazzo e il trio Tondo-Copiello-Barbon al Bulldog’s Holland Pub di Altavilla.

Mercoledì 11: sold out per l’Omaggio a Gershwin di Hiromi Uehara e l’OTO

10/05/2011

Il groove di Christian McBride ai Chiostri di Santa Corona. Molti gli appuntamenti nei locali.

Pianista poliedrica e virtuosa, ma anche personaggio istrionico, Hiromi Uehara sta velocemente imponendosi all’attenzione del pubblico internazionale, grazie anche al “patrocinio” di Chick Corea che la scoprì alla fine degli anni novanta e che con lei ha registrato alcuni anni fa il Cd “Duet”. Averla al New Conversations – Vicenza Jazz significava dunque offrire al pubblico un artista di sicuro richiamo e, infatti, il concerto è già da alcuni giorni esaurito. Cogliamo anzi qui l’occasione per fare il punto sulla situazione delle prevendite, che vedono esaurito anche il concerto di sabato di Fresu, mentre ancora c’è qualche disponibilità il giovedì per Maria Pia De Vito e venerdì per Martux_M e Miroslav Vitous. Tornando però al concerto dell'11 all’Olimpico eccone in dettaglio il programma: si tratta di un omaggio a George Gershwin suddiviso in tre momenti. La prima entrata la farà l’Orchestra del Teatro Olimpico, diretta dal Maestro Giancarlo De Lorenzo, per eseguire una versione dei “3 preludes” di Gershwin. Composti in origine per piano solo, ne avremo qui una versione arrangiata per orchestra da Roberto Spadoni. Una versione realizzata peraltro appositamente per il Festival e che vede eccezionalmente la presenza dello stesso Spadoni, in organico, alla chitarra. Hiromi Uehara raggiungerà quindi l’Oto sul palco per eseguire la versione del 1924 della celeberrima “Rhapsody in Blue”. Nella terza parte la pianista giapponese resterà sola per eseguire le “I Got Rhythm Variations”, di cui ha già dato una versione estremamente brillante nel suo fortunatissimo lavoro discografico “Beyond Standard”, dove si prodiga in funamboliche trovate improvvisative che vanno dal free allo stride piano. Nata a Shizouka nel 1979, Hiromi Uehara ha esordito nel 2003 con il Cd “Another Mind”. Nei lavori successivi, soprattutto con il suo gruppo Sonicbloom, si è spostata sempre più verso sonorità elettriche. Dopo il già citato e fortunato “Duet” con Chick Corea ha pubblicato un disco di piano solo: “A Place To Be”.

Anche al Panic Jazz Cafè Trivellato (nei Chiostri di Santa Corona, inizio ore 22) troviamo un nome prestigioso: quello del contrabbassista statuninense Christian McBride (Philadelphia nel 1972). Con il suo rodatissimo quintetto Inside Straight (Jaleel Shaw al sax, Warren Wolf al vibrafono, Peter Martin al pianoforte e Ulysses Owens alla batteria), un’autentica macchina da groove, McBride saprà sicuramente infiammare la serata. Bassista richiestissimo per la sua versatilità ha suonato e registrato con Freddie Hubbard, Joe Henderson, McCoy Tyner, Herbie Hancock, Diana Krall, Roy Haynes, Wynton Marsalis, Hank Jones, Pat Metheny, ma è stato attivo anche in ambito che pop (ad esempio con Sting, Carly Simon e James Brown).

La programmazione dei locali è oggi particolarmente ricca, con ben dieci proposte. Alle 19 possiamo scegliere tra i Cozmik Lovers di Max Ferrauto che ospitano Joachim Expert al Barco, il Quartetto di Gabriele Bolcato al Moplen ed il trio di Carlo Atti al Bar Astra. Il Dj Paolo Berto è invece ai Monelli alle 19.30. Alle 20.30 al Borsa troviamo Morris and The Magicals ed al Pestello il Latin Jazz dei Maleçon alle 21. Alle 21.30 il Dj Prof è da Julien mentre alle 22 il M.O.F. quintet è al Sartea. Spostandosi dal centro storico troviamo l’Art Bop Triangle all’Equobar, sulla Marosticana, alle 20.30; al Bulldog’s Holland Pub di Altavilla, infine, il Trio Ferrarin – Dal Bo – Malaman (dalle 21).

Imparare il Jazz

10/05/2011

Giovedì 12 Maggio alle 10.30 si terrà al Conservatorio "A Pedrollo"il seminario a cura di Maurizio Franco intitolato “I mille suoni della Grande Mela: la polifonia della New York degli anni ’20”.

Alle 16.30 poi, ai Chiostri di Santa Corona, sarà poi la volta del Centro studi Musicoterapia Alto Vicentino con il Convegno Internazionale “L’improvvisazione Musicale e la Musicoterapia”. L’ingresso ad entrambi gli eventi è libero.

Infine segnaliamo la Master Class con la cantante Maria Pia De Vito di Venerdì (dalle 15 alle 19) presso l’Istituto Musicale “Città di Thiene”. Per chi fosse interessato a quest’ultimo i recapiti sono lo 0445 364102 o l’indirizzo e-mail info@istitutomusicaleveneto.it.

Echi cubani al New Conversations con Sandoval e Freeman

09/05/2011

Le giovani promesse del Jazz italiano al Panic Jazz Cafè Trivellato

Com’era nelle previsioni, l’atteso concerto che vedrà martedì sera esibirsi il più illustre trombettista cubano Arturo Sandoval con i Guataca di Chico Freeman registra il tutto esaurito. Non resta, per coloro che non intendono comunque desistere, che sperare in biglietti restituiti o non ritirati al botteghino. Il gruppo che si esibisce al Comunale dalle 21, I Guataca per l’appunto, sono nati per dar voce ad una passione per la musica afrocubana che da sempre accompagna il sassofonista Chico Freeman. Nato a Chicago nel 1949, Chico Freeman è figlio d’arte – il padre era l’ottimo tenorista Von Freeman, figura centrale nella scena Chicagoana degli anni sessanta e settanta. Chico risente della lezione del padre, ma riesce ad affrancarsi dal modello – soprattutto dopo essersi trasferito a New York nei primi anni settanta dove si inserisce in una scena musicale in pieno fermento - trovando una voce personale. Così come personale è la sua proposta odierna, che fonde ai ritmi afrocubani elementi derivati dalle sue molteplici esperienze musicali che vanno dal jazz al rhythm & blues, ma qua e là fa capolino anche l’uso di sonorità mediorientali e persino flamenche. L’apporto di un ospite della caratura di Arturo Sandoval poi, che della musica cubana e della sua fusione con il Jazz è da sempre il portavoce più autorevole, non fa che potenziare esponenzialmente la carica che il gruppo sa esprimere. Sandoval è nato a Cuba – anch’egli peraltro nel 1949 – ed ha trovato il primo trampolino nel gruppo Irakere, di cui fu cofondatore nei primi anni settanta. Sponsorizzato da Dizzy Gillespie è presto entrato nell’olimpo dei solisti di Jazz per le innegabili doti tecniche ed una verve sempre brillante, ma ha portato avanti parallelamente una costante carriera di concertista classico ed anche una non sporadica opera di compositore per il cinema.

La serata al Panic Jazz Cafè Trivellato allestito nei Chiostri di Santa Corona propone comunque un altro evento interessante, per chi fosse rimasto a bocca asciutta. Qui si esibisce infatti, a partire dalle 22, il quartetto guidato da Alessandro Lanzoni (piano) e Francesco Diodati (chitarra), con Gabriele Evangelista (contrabbasso) ed Enrico Morello (batteria). Pur giovanissimi i due godono già di una rilevante notorietà.

A soli 19 anni Alessandro Lanzoni si è imposto all’attenzione del pubblico e della critica non solo in terra italiana vincendo il concorso internazionale Martial Solal nella categoria “Best Young Soloist” e classificandosi secondo, tra i pianisti, nel referendum 2010 della rivista Musica Jazz. Dal canto suo Francesco Diodati si è fatto notare per la naturale affinità con i campioni della scena newyorkese dell’ultimo decennio: Kurt Rosenwinkel, Mark Turner, David Binney, Adam Rogers sono i suoi riferimenti stilistici, che pure non soffocano una musicalità personale.

Uno sguardo doveroso anche alla programmazione dei locali, che propongono nel pomeriggio un Dj Set di Paolo Berto all’Opera Food & Drinks (ore 18) ed il Lorenzo Conte Trio al Bar Astra (ore 19). Al Julien suona il Lucio Paggiaro Jazz Quartet dalle 21 e, dalle 22, il quintetto di Michele Calgaro presenta il suo nuovo cd “Progressions” al Sartea. Ad Altavilla infine, presso l’Allegra Trattoria Società Dei Freschi, suona il trio di Federico Valdemarca.

 

Lunedì 9 al Comunale Steve Coleman ed il trio Locke-Giuliani-Moroni

08/05/2011

L’energico Swing di Martin Wind e di Joe La Barbera ai Chiostri di Santa Corona

Nella quarta serata il Festival mette in campo tre formazioni di grande interesse e richiamo. Si comincia alle 21 al Teatro Comunale con un doppio appuntamento in cui si avvicenderanno i Five Elements dell’altoista Steve Coleman ed il Trio all star formato da Joe Locke (vibrafono), Rosario Giuliani (sax) e Dado Moroni (pianoforte). Il nuovo progetto di Coleman, intitolato “Astronomical/Astrological music project”, ci mostra una veste completamente nuova dei suoi Five Elements, in cui spicca l’assenza di basso e batteria. Per un musicista che aveva fatto della sezione ritmica il vero cuore di tutto il suo lavoro precedente, in cui la sovrapposizione di metri differenti costituiva quasi un intreccio polifonico, non è poca cosa! Impostosi all’attenzione fin dai primi anni ottanta con il collettivo M-Base, di cui fu co-fondatore, Coleman (Chicago 1956) è un musicista rigoroso e geniale, che sta da anni portando avanti una ricerca singolare e personalissima sulle origini ancestrali e rituali del fare musica; da qui il titolo scelto per questo nuovo progetto che vede al suo fianco Jonathan Finlayson (tromba), Jen Shyu (voce), Miles Okazaki (chitarra) e David Virelles (pianoforte e tastiere).

Decisamente più mainstream il trio che segue. Un trio che ha nella capacità di interplay e nell’elegante e mai “manieristico” swing le sue armi migliori. Joe Locke è a buon diritto considerato uno dei migliori vibrafonisti contemporanei. Nato a Palo alto in California già durante gli anni di studio aveva avuto occasione di suonare con Dizzy Gillespie e Pepper Adams. Tra le sue collaborazioni successive ricordiamo Grover Washington Jr., Kenny Barron, Dianne Reeves, Bob Berg, Ron Carter e la Mingus Big Band. Non gli è da meno, quanto a curriculum, Edgardo “Dado” Moroni, che è certo il pianista italiano più apprezzato all’estero ed a New York in particolare (dove ha anche risieduto per diversi anni). Nel suo carnet troviamo una mole davvero impressionante di collaborazioni, tra cui citiamo perlomeno Chet Baker, Wynton Marsalis, Clark Terry, Freddie Hubbard, Joe Henderson, Ron Carter, Ray Brown e Tom Harrell, con cui si è esibito anche a Vicenza in occasione del New Conversations nel 2009. Il sassofonista Rosario Giuliani (Terracina, 1967), è oramai una certezza del jazz italiano. Partito da una naturale propensione per il Bebop connaturata alla sua ricca vitalità, ha ampliato via via i suoi orizzonti raggiungendo piena maturazione ed uno stile personale, stile per cui è giustamente apprezzato anche all’estero (ha collaborato ad esempio con Charlie Haden, Gonzalo Rubalcaba, Cedar Walton, Phil Woods, Kenny Wheeler e poi Mark Turner, Bob Mintzer, Biréli Lagrène e Richard Galliano).

La serata del Panic Jazz Cafè Trivellato, nei Chiostri di Santa Corona (inizio ore 22), propone poi il quartetto del contrabbassista Martin Wind, in cui spicca la presenza del batterista Joe La Barbera, che ricordiamo nell’ultimo trio di Bill Evans. Il Jazz proposto da questa formazione – cui partecipano anche Scott Robinson (sassofoni) e Bill Cunliffe (pianoforte) – è energico e raffinato al tempo stesso. Wind (Flensburg, Germania, 1968) ha un ottimo curriculum di musicista classico, ma fin dal 1996, anno in cui si è trasferito a New York, ha potuto affiancarsi a stelle del calibro di Pat Metheny, Clark Terry, Mark Murphy, Slide Hampton, Toots Thielemans e Buddy DeFranco.

Segnaliamo anche gli appuntamenti dei locali, con il quartetto della vocalist Ursula May al Bar Astra (ore 19), i Dreams For sale (DjSet e Live music) al Borsa (20.30), da Julien alle 21.30  il duo A Bassa Voce ed al Sartea (ore 22) la Thelonious Cool Band diretta da Alex Sipiagin. Al Bulldog’s Holland Pub di Altavilla, poi, il trio di Massimo Roma (dalle 21).

 

 

La domenica del Festival tra Mahler, New Orleans e l’India

07/05/2011

Uri Caine al Comunale e Rudresh Mahanthappa ai Chiostri di S. Corona

Una domenica ricca di musica ci propone per oggi la sedicesima edizione del festival New Conversations – Vicenza Jazz. Il Teatro Comunale, alle 21, ospiterà l’evento clou della giornata: l’atteso concerto del pianista Uri Caine ed il suo “Mahler Re-visited”. Con una nuova formazione che comprende Chris Batchelor (tromba), Nicolas Geremus (violino), Chris Speed (sax), Danilo Gallo (contrabbasso) e Jim Black (batteria) tornerà ancora una volta su quel rapporto tra la musica di Gustav Mahler ed il Jazz – inteso qui in senso ampio e senza preclusioni di sorta – che era già nei suoi Primal Light (1998) e Mahler in Toblach (1999). Un progetto sempre vivo ed in continuo ripensamento che ha portato fortuna al pianista di Philadelphia, che si impose all’attenzione della critica e del pubblico internazionale proprio con quei lavori e che torna al nostro Festival a due anni dalla fortunata esibizione in duo con John Zorn.

Il Panic Jazz Cafè Trivellato ai Chiostri di Santa Corona (inizio ore 22), propone invece il quartetto del sassofonista Rudresh Mahanthappa, cui partecipa il bravo David Gilmore alla chitarra. Qui reminiscenze della cultura musicale indiana – cultura d’origine del leader – si fondono con l’attualità più vivace della scena newyorkese dove Mahanthappa vive ed opera. La sua cifra stilistica parte da una tecnica brillante che riesce ad essere però fortemente lirica. Mahanthappa ha un suono viscerale e a tratti greve, unito ad un fraseggio che evoca inflessioni orientali.

Il primo appuntamento musicale è però già la mattina nella Chiesa di S. Giuliano, dove alle ore 10 Coro e Orchestra di Vicenza diretti da Giuliano Fracasso eseguiranno la messa di Mary Lou Williams, pianista straordinaria e pervasa dal senso del Blues di cui ricorre quest’anno il trentennale dalla morte. Poi dalle 15,30 il conservatorio ospiterà una carrellata di esibizioni in cui quattro eccezionali pianisti dialogheranno con altrettanti solisti: ecco dunque avvicendarsi Andrea Bacchetti con Gabriella Costa (soprano), Paolo Birro con Matt Renzi (sax), Dado Moroni con Ned Otter (sax) ed infine Carlo Morena con Chris Speed (sax).

Ma la prima domenica del festival è dedicata anche, tradizionalmente, alle Marching Band che il Festival non manca mai di ospitare. Quest’anno si incaricano di riportare in vita la più arcaica tradizione jazzistica di New Orleans due band itineranti: la Magicaboola Brass Band e la Sauro’s Band, che tra le 16 e le 20 animeranno le strade e le piazze del Centro con il loro repertorio che affianca alla tradizione anche materiali più moderni come il Funky ed il Jazz. Nel Cortile di Palazzo Trissino terrà poi un concertino, alle 17,30, la GB Band, diretta dal trombettista Gastone Bortoloso.

La poetessa Anne Waldman con il figlio pianista Ambrose Bye terranno infine un recital dalle ore 18 alle Gallerie di Palazzo Leoni Montanari.

Uno sguardo anche al calendario dei locali, dove possiamo scegliere tra sette diversi appuntamenti a cominciare dalla Paltàn Blues Band, che inaugura i “Concerti sul tetto “ del Bar Smeraldo in Campo Marzio alle 17. Un’ora dopo il trio Sax On The Moon si esibirà nel Joy Barber Shop, mentre intorno alle 19 l’Antonio Gallucci Shortet è al Bar Astra ed i Modale sono ai Monelli. In serata tro0viamo i Regno di Schiena di Sabrina Turri all’Enoteca Malvasia ed i Magnetofono (che con Andrea Oleari presentano un progetto dedicato a Tenco) al Sartea. In fine al Bulldog’s di Altavilla suonano i Miss Marple Musical Investigations, della cantante Alice Testa, dalle 21.

 

Piazza dei Signori pronta a scatenarsi con Roy Paci e gli Aretuska

06/05/2011

Il trio di Rachel Z ai Chiostri di S. Corona.
Eventi anche al Conservatorio ed a Palazzo Leoni Montanari

L’edizione 2011 prevede come da tradizione un concerto gratuito nel suggestivo scenario dominato dalla Basilica. La band prescelta, per sabato 7 maggio, con inizio alle 21, è quella esplosiva e ammiccante degli Aretuska e del suo leader Roy Paci. Il trombettista e compositore siciliano (nato ad Augusta nel 1969) ha saputo fondere esperienze musicali diversissime in un linguaggio totlizzante e coinvolgente. Dal primo amore per il jazz ai viaggi oltreoceano (Argentina, Brasile) passando per le Canarie ed il Senegal, Paci ha raccolto elementi musicali che, una volta tornato in partria, lo hanno imposto sulla scena alternativa italiana. Nei suoi progetti convivono swing, rock, ska e ritmi caraibici, senza mai peraltro dimenticare la ricca tradizione siciliana. Ne sono una prova proprio gli Aretuska (termine che gioca con l’antico nome della Sicilia, “Aretusa” per l’appunto, ed il genere musicale di rierimento, lo “Ska”),  band con cui ha anche partecipato a diverse trasmissioni televisive, come lo show di Chiambretti e Zelig.

Con Roy Paci si esibiranno dunque i fedelissimi Moreno Turi (mc), Emanuele Pagliara (chitarra), Michele Minerva (basso), Alessandro Azzaro (batteria), Massimo Marcer (tromba), Giorgio Giovannini (trombone).

Il tema newyorkese, cui questa edizione del festival è dedicata, torna dalle 22 ai Chiostri di Santa Corona. Qui il Panic Jazz Caffè Trivellato ospita il trio di Rachel Z (pianoforte), con Omar Hakim (batteria) e Solomon Dorsey (contrabbasso). Rachel Z (al secolo Rachel Nicolazzo) unisce ad una solida preparazione classica l’amore per il Jazz ed anche per la Fusion. Ha collaborato con gli Steps Ahead, Larry Coryell, Al Di Meola, ma anche Peter Gabriel. Con Wayne Shorter ha collaborato alla registrazione dell’album High Life, che nel 1996 vinse anche un Grammy.

Nel trio spicca poi la presenza di Omar Hakim (batterista che si è esibito con i Weather Report, Sting, Miles Davis e David Bowie), un trio che propone arrangiamenti originali di standard e hit che spaziano da Duke Ellington ai Depeche Mode, da Wayne Shorter a Joni Mitchell, da Sting ai Coldplay, passando magari per Bjork.

Ma i primi appuntamenti musicali del cartellone si avranno già nel tardo pomeriggio. Alle Gallerie di Palazzo Leoni Montanari l’astro emergente del piano jazz italiano Giovanni Guidi darà una performance assieme al poeta Siles del Valle. Alle 17 poi al Conservatorio “A. Pedrollo” si esibirà il Jazz Ensemble del Conservatorio.

Ricco il calendario dei locali, con ben sei appuntamenti: alle 19 il Little Jew Quartet (curioso esperimento di gruppo a “rotazione” in cui otto elementi si alternano) al Nuovo Bar Astra; mentre alle 19.30 il Dj Paolo Berto animerà l’aperitivo con il suo “Djazz Set”.

Al Bar Poli di Creazzo, dalle 21, suoneranno la Thelorchestra e le Thelonious Cool Bands dirette rispettivamente da Ettore Martin e da Michele Calgaro. In serata a Vicenza potremo poi scegliere tra il quartetto di Massimo Chiarella al Julien (21.30) e la Honolulu Blues Band al Sartea (verso le 22).

Nella prima serata il Festival ricorda Nino Rota

06/05/2011

Il quintetto di Ambrose Akinmusire ai Chiostri di Santa Corona
Molti gliappuntamenti nei locali

Con il concerto di stasera delle 21 al Teatro Olimpico, prende ufficialmente il via la sedicesima edizione del festival New Conversations – Vicenza Jazz, che nel centenario della nascita di Nino Rota (1911-1979) gli dedica un doveroso omaggio. Un omaggio in due momenti che vuole ricordare il compositore milanese sia nelle vesti di autore classico che di autore per il cinema. Ad aprire sarà dunque l’Orchestra del Teatro Olimpico diretta dal Maestro Giancarlo De Lorenzo, che eseguirà “La Strada”, pagina sinfonica che Rota pubblicò nel 1966 e che era una riscrittura della famosa partitura scritta nel 1954 per il film – omonimo - di Federico Fellini.

Nella seconda parte l’I-Jazz Ensemble 2011 di Gianluca Petrella si incaricherà di rileggere le melodie note e meno note di Rota dimostrando quanto questo materiale sia congeniale ad una riproposizione in chiave moderna e jazzistica. Petrella (Bari 1975) è una delle giovani promesse del panorama jazzistico italiano, e certo il nostro trombonista più noto anche all’estero. Questo grazie soprattutto alle numerose collaborazioni con Enrico Rava, cui si affiancano quelle con Carla Bley, Steve Swallow, Joey Calderazzo, Greg Osby, Steve Coleman e, tra gli italiani, Paolo Fresu, Danilo Rea, Antonello Salis, Roberto Gatto, Franco D’Andrea. Con lui sul palco, per presentarci questo progetto - dal titolo “Il Bidone” - anche John De Leo (voce), Giovanni Guidi (pianoforte), Beppe Scardino (sax), Andrea Sartori (elettronica), Joe Rehmer (contrabbasso) e Cristiano Calcagnile (batteria).

Alle ore 22 prenderanno poi il via anche gli appuntamenti del Panic Jazz Cafè Trivellato, quest’anno ospitato nei Chiostri di Santa Corona. Primo dei tanti gruppi statunitensi che si avvicenderanno su questo palco sarà il quintetto del trombettista Ambrose Akinmusire. Con i compagni Walter Smith III (sax tenore), Sam Harris (pianoforte), Harish Raghavan (contrabbasso) e Justin Brown (batteria) ci presenterà il suo recentissimo lavoro discografico When The Heart Emerges Glistening, uscito per la Blue Note Records. Akinmusire (Oakland, California 1982) già a 19 anni era in giro per il mondo con i Five Elements di Steve Coleman. Alcuni premi prestigiosi assegnatigli – tra cui la Thelonious Monk International Jazz Competition del 2007 – hanno poi attirato l’attenzione dei critici (e dei discografici) che gli riconoscono un linguaggio attualissimo ma anche una forte comunicativa che lo avvicina al pubblico.

Anche i locali fanno la loro parte. All’ora dell’aperitivo si potrà scegliere tra il Marco Palmieri Trio del Moplen, il Michele Manzo Trio del Bar Astra ed i Marrakech Express dell’Osteria ai Monelli. In serata i Gheto Funk al Borsa, lo Cherry Jazz Quintet all’Enoteca Malvasia ed il trio di Pietro Valente da Julien. Infine i Guitaricious suoneranno in tarda serata al Sartea.

 

New York New York Fotografie di Robert Otter

03/05/2011

Alla vigilia dell'inizio ufficiale del festival, ovvero giovedì 5 maggio, è in programma l'apertura della mostra fotografica dedicata agli scatti del newyorkese Robert Otter (1926-86) che si potrà visitare a Viart fino al 15 maggio. “New York New York” l'eloquente titolo della mostra, nonchè tema portante del festival 2011, rappresenta con precisione il contenuto delle immagini impresse da Otter, cantore della metropoli statunitense nel corso degli anni Sessanta. In particolare, protagonista delle fotografie di Otter è il Greenwich Village, vero ‘occhio del ciclone’ della vita artistica cittadina di quel decennio.
Il 5 maggio, in occasione dell’inaugurazione della mostra (con inizio alle 18) al ViArt sarà presente anche Ned Otter, figlio di Robert nonché sassofonista jazz, che accompagnerà l’evento con le note del suo strumento assieme a Michele Calgaro (chitarra) e Lorenzo Conte (contrabbasso).

Orari e giorni di apertura:
da martedì a domenica 10-12.30, 15-19
sabato 7 e 14 maggio apertura prolungata fino alle 23


Ingresso libero

I locali di Vicenza rispondo con entusiasmo alla chiamata del Jazz

30/04/2011

Questa edizione, la sedicesima, del Festival New Conversations – Vicenza Jazz, che era nata sotto il segno dell’incertezza, aveva portato con sé inevitabili ritardi e la sensazione che, per la parte che riguarda i concerti nei locali, sarebbe stato un anno difficile. In realtà la risposta dei locali è stata anche quest’anno massiccia; semmai ancor più importante della scorsa edizione. Questa è anzi una tendenza che si conferma in tutte le ultime edizioni e che ha portato al ragguardevole numero, ad oggi, di sessantaquattro concerti ed una manciata di DJ set nell’arco di dieci giorni. E' doveroso segnalare chi, con il suo grande o piccolo sforzo – non valgono qui le classifiche – ha permesso di stilare questo programma. Ci sono ovviamente i locali storici, che fanno musica abitualmente e che hanno approntato un programma quotidiano; è il caso del Nuovo Bar Astra, del Sartea, del Julien e dell’Enoteca Malvasia. Consistenti anche gli appuntamenti all’Osteria I Monelli ed al Caffè Borsa. Altri optano per un programma più snello come il Pestello, il Moplen ed il Bar Opera. Danno il loro apporto anche il Bar Smeraldo, il Russian Pub, l’Ex Bocciodromo, il Barco e pure il Joy Barber Shop – location inusuale ma benvenuta.
Il Festival si è aperto quest’anno anche ad alcune realtà dell’immediata provincia. Partecipano al cartellone il Golf Club dei Colli Berici di Brendola, il Bar Poli di Creazzo, l’Equobar a Polegge e, ad Altavilla, il Bulldog’s Holland Pub e l’Allegra trattoria Società Dei Freschi.
Il turista occasionale e l’avventore avranno dunque anche quest’anno la possibilità di vivere una settimana di musica all’ora dell’aperitivo o alla sera, nel bar o nel ristorante, ciò che fa da giusto contorno ad un ricco cartellone “istituzionale” nei Teatri ed al Panic Caffè Trivellato, quest’anno spostato ai Chiostri di Santa Corona.

Nuovo allestimento per il Panic Jazz Cafè Trivellato ai Chiostri di S. Corona

15/04/2011

 

Tutto nuovo l’allestimento che il Panic Jazz Café Trivellato proporrà per questa sedicesima edizione del festival nella suggestiva cornice dei Chiostri di S. Corona.

La programmazione che Luca Berton del Panic Jazz Club di Marostica ha messo in piedi per quello che è l’indiscusso jazz club after hours del festival punta dritto su New York: a partire dal 6 maggio saliranno sul palco, tra gli altri, Christian McBride, Ambrose Akinmusire, Rudresh Mahanthappa, Julian Lage, Rachel Z, Omar Hakim, Martin Wind, Joe La Barbera, Alessandro Lanzoni, Francesco Diodati,  Wadada Leo Smith  con Gunther Baby Sommer e Antonello Salis, Pietro Tonolo.

Già molto atteso l’epilogo del 18 maggio, giorno in cui sarà protagonista Joshua Redman in “James Farm” insieme a Aaron Parks, Matt Penman, e Eric Harland.

Il biglietto per assistere agli spettacoli sarà di 5,00 euro compresa bibita; esclusi i concerti di Christian McBride Quintet (11 maggio) e Joshua Redman (18 maggio) che avranno rispettivamente il prezzo di 10 euro compresa bibita e 15 euro esclusa bibita. Non è attivo il servizio di prevendita.

scarica il programma dei concerti delle ore 21 e del Panic Jazz Cafè Trivellato

Aperte le prevendite anche per i concerti al Teatro Olimpico

06/04/2011

Si aprono oggi le prevendite per i tre concerti che il Teatro Olimpico ospiterà nel corso della sedicesima edizione del Festival New Conversations – Vicenza Jazz, in programma in città dal 6 al 14 maggio.

Il festival prenderà il via proprio al Teatro Olimpico con un doveroso omaggio a Nino Rota, di cui si ricorda quest’anno il centenario della nascita, amatissimo compositore, noto soprattutto per il lungo sodalizio artistico con Federico Fellini per cui musicò alcuni dei film più importanti. Un tributo in due tempi: dapprima ascolteremo il compositore nella sua versione più “colta”, con l’esecuzione di una affascinante pagina sinfonica come "La strada", da parte della Orchestra del Teatro Olimpico diretta da Giancarlo De Lorenzo, poi - nella seconda parte della serata - un omaggio più eterodosso da parte del collettivo I-Jazz Ensemble 2011 diretto da Gianluca Petrella, i l talentuoso trombonista pugliese (sia pur giovanissimo è già uno degli artisti italiani più apprezzati anche all’estero) che ha con pazienza e dedizione raccolto e vagliato una mole sterminata di materiale di Rota, recuperando anche pezzi rarissimi e ricostruendo un repertorio brillante e significativo, forte di un collettivo di interpreti malleabile e vigoroso.

Qualche giorno dopo (mercoledì 11 maggio) salirà su palco del teatro palladiano, uno degli ospiti più attesi: la pianista giapponese Hiromi Uehara, che eseguirà con l’OTO la “Rhapsody in Blue” di George Gershwin, nella sua prima versione, datata 1924. La vedremo poi, in un secondo momento, sola sul palco per eseguire le “I Got Rhythm Variations”, momento in cui potrà far sfoggio di tutta la maestria tecnica per cui è universalmente conosciuta, mentre l'orchestra da sola (sempre diretta da De Lorenzo) eseguirà un'originale orchestrazione dei tre preludipianistici di Gershwin.

L’ultimo appuntamento all’Olimpico coinciderà poi con la serata di chiusura del festival, sabato 14, con uno dei momenti più lirici dell’intero cartellone. Il progetto “Mistico Mediterraneo” è infatti l’incontro tra il jazz del sempre ispirato trombettista sardo Paolo Fresu e del bandoneonista Daniele Di Bonaventura con i canti tradizionali, sia profani che di ispirazione religiosa, del coro corso “A Filetta”.

Come si diceva, per questi concerti all'Olimpico, ora si potranno acquistare i biglietti in prevendita, al costo di 20 euro + d.p. (intero) e 15 euro + d.p. (ridotto) per il concerto in omaggio a Rota, con l’Orchestra del Teatro Olimpico e l’Ensemble di Gianluca Petrella in programma venerdì 6 maggio, mentre per i concerti di Hiromi Uehara (11 maggio) e Paolo Fresu (14 maggio) il costo è di 25 euro + d.p. (intero) e 20 euro + d.p. (ridotto).

La prevendita è attiva alla biglietteria del Teatro Comunale di Vicenza (0444 324442, biglietteria@tcvi.it , con i seguenti orari: martedì-sabato 15.30-18.30, martedì, giovedì e sabato anche 11-13.30), on line al sito www.tcvi.it e agli Sportelli della Banca Popolare di Vicenza.

Al via inoltre anche la prevendita degli abbonamenti, che quest’anno si fanno in tre: un abbonamento per tutti gli otto concerti delle ore 21 ( intero: 115 euro + d.p., ridotto: 90 euro + d.p.), un abbonamento per le tre serate al Teatro Olimpico ( intero: 50 euro + d.p., r idotto: 40 euro + d.p.), e infine un abbonamento specifico per i cinque spettacoli del Comunale ( intero: 70 euro + d.p., ridotto: 55 euro + d.p).

Va sottolineato come i prezzi dei biglietti siano rimasti invariati dalla scorsa edizione, mentre potranno usufruire delle riduzioni i giovani fino ai 30 anni, gli over 60, le associazioni culturali musicali, i soci del Touring Club Italiano, i dipendenti Comune di Vicenza e i dipendenti A.I.M. I diritti di prevendita, che si applicano sino al giorno precedente il concerto, sono di 2 euro sul biglietto fino ai 20 euro e di 3 euro sul biglietto da 25 euro.

Dal 6 al 14 maggio 20112 la XVI edizione di New Conversations Vicenza Jazz

22/03/2011

Il programma della nuova edizione del festival New Conversations – Vicenza Jazz, la sedicesima, che si terrà dal 6 al 14 maggio (con un prologo il 2 maggio), conferma l’originalità ideativa di uno dei festival più prestigiosi del panorama nazionale. Nel cartellone delle New Conversations vicentine nomi storici della musica afro-americana trovano spazio al fianco delle istanze più attuali della musica improvvisata, le proposte d’alto profilo culturale convivono con quelle di ampio richiamo popolare, in una kermesse che in una decina di giorni offrirà un numero sorprendentemente elevato di concerti (il programma completo è ancora in via di definizione, ma quello della scorsa edizione superò il centinaio di spettacoli). Un tale numero di eventi coinvolgerà la città nella sua interezza, dalle sedi teatrali ufficiali (lo splendido Teatro Olimpico del Palladio, il Teatro Comunale e il Teatro Astra) alle piazze e le vie del centro, i palazzi storici, le chiese, il Conservatorio “Pedrollo”, i locali notturni.

Il festival New Conversations – Vicenza Jazz 2011 è allestito dall’assessorato alla cultura del Comune di Vicenza, di concerto con Aim Vicenza, con Trivellato Mercedes Benz e con l’associazione Panic Jazz Club, con il contributo della Regione Veneto e del Ministero per i beni e le attività culturali, oltre che con il sostegno di Intesa Sanpaolo, Confcommercio Vicenza, Confindustria Vicenza e molti altri sponsor.

 

Ancora una volta le scelte di programma del direttore artistico Riccardo Brazzale si distinguono per la capacità di ideare produzioni originali di grande impatto (come l’incontro tra la stupefacente virtuosa del pianoforte Hiromi Uehara e l’Orchestra del Teatro Olimpico nel segno delle musiche di Gershwin: 11 maggio), di riportare in Italia artisti di spicco da tempo assenti dalle nostre scene (è il caso del sassofonista Steve Coleman: 9 maggio) o progetti che hanno segnato la storia del jazz moderno (il “Mahler Re-visited” proposto dall’Ensemble del pianista Uri Caine: 8 maggio). A dare splendore al programma contribuiranno numerosi altri nomi di punta della scena internazionale, come i trombettisti Arturo Sandoval (con Chico Freeman: 10 maggio) e Paolo Fresu (con Daniele di Bonaventura e il coro A Filetta: 14 maggio). Assai rilevante sarà poi la presenza di artisti trasversali, capaci di attrarre ampie fasce di pubblico non solo jazzistico: Roy Paci (7 maggio) e Vinicio Capossela (prologo del 2 maggio).

 

Numerose sono le traiettorie culturali e i percorsi musicali di Vicenza Jazz 2011, a partire dal tema principale che dà titolo a questa sedicesima edizione del festival: New York New York, ovvero lo stato delle cose del jazz statunitense. La rotta newyorkese del festival sarà ampiamente esplorata nel programma di concerti che il Panic Jazz Café Trivellato proporrà nello spazio del Teatro Astra; ma testimoni d’eccezione della newyorkesità jazzistica saranno Uri Caine e Steve Coleman, nonché la giapponese Hiromi Uehara impegnata in un omaggio a George Gershwin, il musicista di New York che più di ogni altro ha saldato in maniera intensa e duratura la musica colta e quella popolare, incluso l’allora nascente jazz, dal quale trasse ampia ispirazione e sul quale esercitò una indelebile influenza con la sua produzione di canzoni.

Oltre che nel concerto gershwiniano di Hiromi, il rapporto del jazz con la musica colta troverà due altre importanti realizzazioni concertistiche nell’ambito di Vicenza Jazz: nel già citato omaggio di Uri Caine a Gustav Mahler (del quale nel 2011 cade il centenario della morte) e negli Omaggi a Nino Rota (del quale invece nel 2011 ricorre il centenario della nascita) proposti dal trombonista Gianluca Petrella con l’I-Jazz Ensemble 2011 e dall’Orchestra del Teatro Olimpico diretta da Giancarlo De Lorenzo e con Roberto Rossi al trombone (6 maggio).

 

A fianco dell’ampia rappresentanza del jazz statunitense, Vicenza Jazz offrirà come sua abitudine un ampio e significativo spaccato del jazz italiano, con la presenza di artisti del livello del sassofonista Rosario Giuliani e il pianista Dado Moroni (con il vibrafono di Joe Locke: 9 maggio), la cantante Maria Pia De Vito (12 maggio), lo specialista dell’elettronica Martux_m con il progetto davisiano “About A Silent Way” (13 maggio), oltre ai già citati Paolo Fresu e Gianluca Petrella (con Giovanni Guidi).

Sarà come sempre altisonante anche la programmazione che Luca Berton del Panic Jazz Club di Marostica sta preparando per le serate al Teatro Astra, che si trasformerà in “Panic Jazz Café Trivellato”, il jazz club after hours del festival. I nomi sin qui annunciati (ma altri se ne aggiungeranno) sono tali da suscitare una grande attesa: Christian McBride, Ambrose Akinmusire, Rudresh Mahanthappa, Julian Lage, Rachel Z, Omar HakimJoe La Barbera.

aspettando la XVI edizione

01/03/2011

Vicenza Jazz 2010 passa agli archivi

20/05/2010

Prossima fermata: New York

Nonostante una primavera inclemente grandi numeri e pieno coinvolgimento

 

Numeri alti per i consuntivi della XV edizione di new Conversations Vicenza Jazz: record di presenze (pienoni per le serate con Galliano, Bosso e i francesi, Elio e Pierino all’Olimpico, McCoy Tyner al Comunale, Kenny Garrett al Panic Jazz Cafè, ma sale comunque ben colme per tutti gli appunatmenti) e record di incassi (sopra i 54mila euro, al netto dei diritti di prevendita, contando solo gli otto concerti a pagamento delle 21); grande affluenza in Piazza dei Signori e in centro storico nel primo fine-settimana, a dispetto di un clima tutt’altro che primaverile; maggior numero di appuntamenti nei locali della città (non meno di sessanta in dieci giorni) e maggior coinvolgimento di pubblico in luoghi “non deputati” (musica nei musei, musica a messa, musica e cinema); maggior numero di servizi trasmessi dalla Rai e Radio Rai, oltre che dalle più svariate emittenti, con un interesse generale crescente della stampa e degli operatori, di discografici e  di agenti che si sono ritrovati a Vicenza per incontrare artisti e per tessere rapporti.

L’unico neo è stato il meteo che ha influito sul miglior andamento del Panic Jazz cafè nei giardini del Teatro Astra: la pioggia quasi costante e la bassa temperatura non spingevano certo a stare all’aperto fino a tarda ora. Fatta salva la soddisfazione finale di Anna e Luca Berton del Panic che, nella serata conclusiva, hanno visto la gente ballare fino a notte davanti al palco, letteralmente arringati da Kenny Garrett.

“Quella che tuttavia resta – rimarca l’assessore alla cultura Francesca Lazzari – è che da più parti è stata sottolineata la qualità, alta e costante, di tutte le proposte. E’ la conferma che solo la qualità premia. Ed è la spinta più bella per andare avanti con convinzione ancora maggiore”.

Andare avanti vuol dire pensare già al futuro e il direttore del festival, Riccardo Brazzale, ha già messo le mani avanti: “Ho già avuto l’avallo dall’assessore Lazzari, l’impegno di Luca Trivellato e la conferma di collaborazione di Anna e Luca Berton del Panic per il progetto artistico sul prossimo triennio”. Sicuramente nei prossimi due anni ci occuperemo di America: nel 2011 di New York e di Olanda per la parte europea: New York nacque come Nuova Amsterdam; nel 2012 della West Coast e di Spagna, che ebbe molta influenza sulla cultura della costa ovest attraverso il Messico. Stiamo anche pensando all’inverno e qualcosa di propedeutico in vista del maggio 2011, ma questo vuol dire fare altri ragionamenti sulla struttura dell’ufficio festival”.

E’ infatti allo studio dell’assessorato di Levà degli Angeli il modo di per potenziare e soprattutto rendere più efficace il lavoro di una squadra che per i grandi eventi come il Vicenza Jazz lavora con continuità da mesi e mesi. D’altronde la squadra dell’ufficio festival è già di suo compatta e motivatissima, dovendo far camminare insieme un numero incredibile di persone, enti, sponsor, lovali, agenzie esterneuffici comunali e non.

Non resta quindi che guardare alla XVI edizione, con un indirizzo ben chiaro: “New York, New York!”

 

 

 

 

 

Tanti gli eventi musicali in città nella settimana del Festival

23/04/2010

La città attende con entusiasmo l'avvio della quindicesima edizione di Vicenza Jazz, tantissime, infatti, le richieste di partecipazione ai "locali del jazz" pervenute all'ufficio festival.

Se è pur ovvio che la visibilità a livello nazionale e internazionale è data dai grossi nomi in cartellone – nei teatri e al Panic Jazz Cafè Trivellato – è altrettanto evidente che la sensazione di frequentare un luogo intriso di Jazz viene al turista ed all’avventore occasionale proprio dai concertini che scopre, magari fortuitamente, svoltando in un vicolo, entrando in una piazzetta, sedendosi in un caffè per un momento di ristoro o cenando in un ristorante. E questo è possibile proprio grazie allo sforzo che molti locali del centro fanno ogni anno – in molti casi non solo durante il periodo del festival – organizzando appuntamenti musicali per l’ora dell’aperitivo, per la cena o il dopo cena. Scorrendo i programmi delle passate edizioni si scopre anzi che la voglia di fare musica (e, possiamo dirlo con un minimo di orgoglio, anche un po’ la voglia di apparire nel cartellone) va via via aumentando, tanto che quest’anno il numero dei concerti dei clubs è addirittura una sessantina. Come è oramai tradizione  Il Nuovo Bar Astra ed i Sartea fanno una programmazione quotidiana. Optano per un calendario appena più snello il Borsa, l’Enoteca Malvasia, l’Opera Food & Drinks, il Degusto. Appuntamenti settimanali anche per il Bar Smeraldo, il Moplen, il Jeckocafè, l’House Of Blues ed il Magazzino del Caffè. Tra i Ristoranti segnaliamo il Pestello, Julien e Da Gustò. Partecipano con slancio all’iniziativa, anche se “fuori dalle mura”, l’Ostaria Marosticana ed il MY-A di Creazzo.

Panic Jazz Café Trivellato al Teatro Astra

01/04/2010

 

Di assoluto rilievo sarà poi la programmazione che animerà lo spazio del Teatro Astra, che si trasformerà in un jazz club after hours sotto l’ormai inconfondibile nome di “Panic Jazz Café Trivellato”. La programmazione, curata da Luca Berton, patron del Panic Jazz Club di Marostica, può vantare la presenza di nomi sorprendenti: dal prologo di giovedì 6 maggio con la chitarra di Kurt Rosenwinkel al gran finale di sabato 15 con il sax di Kenny Garrett. In mezzo, tanti protagonisti del jazz italiano (Francesco Cafiso, Nicky Nicolai con Stefano Di Battista…) e, soprattutto, internazionale (da Benny Golson a Eli Degibri con Aaron Goldberg) e tante idee come quella di un trio in residence con il pianista Soren Kjaergaard, Ben Street al basso e Andrew Cyrille alla batteria.

Torna New Conversations Vicenza Jazz: dal 7 al 15 maggio il “jazz di là dalle Alpi”

01/04/2010

La XV edizione avrà per titolo “Allonsanfàn: il jazz di là dalle Alpi” e sarà in gran parte dedicata ai musicisti, alle opere e, in generale, alla cultura francese nella definizione del jazz europeo. Si celebra così il centenario della nascita di Django Reinhardt (considerato il padre del jazz europeo) e i quindici anni di gemellaggio con la città di Annecy.

Ecco che nel maggio 2010, nella visione del direttore artistico Riccardo Brazzale, si esibiranno a Vicenza molti fra i maggiori musicisti francesi di ambito jazzistico: Richard Galliano, i contrabbassisti Renaud Garcia-Fons, Michel Benita ed Henri Texier, la sassofonista Géraldine Laurent, fino al batterista italofrancese Aldo Romano. Ma ancor più significativi saranno un paio di progetti italofrancesi ripresi a Vicenza per l’occasione: l’omaggio multimediale al cinema di Truffaut della pianista Rita Marcotulli e quello a Charles Trenet ideato dalla cantante Barbara Casini.

Questo filo conduttore lascerà spazio anche ad altri grandi interpreti del panorama jazzistico nazionale e internazionale, fra gli altri italiani: Roberto Gatto, Fabrizio Bosso, Danilo Rea, Paolo Damiani, Pietro Tonolo, Paolo Birro e celebri musicisti internazionali: Brad Mehldau, Joshua Redman, McCoy Tyner, Roy Haynes, Gonzalo Rubalcaba, Jeff Ballard, Chuck Israels, oltre alla band degli Incognito.

Il sabato di chiusura l’Orchestra Jazz dei Conservatori del Veneto, diretta da Roberto Spadoni, presenterà una particolare versione di “Pierino e il lupo” con l’inusuale voce recitante di Elio, leader delle “Storie Tese”.

Come da tradizione, “Vicenza Jazz” troverà voce sia nei teatri che nei palazzi antichi, come Palazzo Leoni Montanari (con il trio del virtuoso Reanud Garcia-Fons) e il Museo Diocesano (con il trombettista Ibrahim Maalouf), a anche nei luoghi all’aperto e nei locali che per la durata del festival diventano jazz club.

“New Conversations - Vicenza Jazz”, è uno dei fiori all’occhiello della programmazione culturale del Comune, che si avvale del concorso di Regione Veneto e ministero, oltre che di alcuni sponsor privati, tra i quali Trivellato Mercedes Benz.