CHUCHO VALDÉS - JAZZ BATÁ

CHUCHO VALDÉS - JAZZ BATÁ
  • Chucho Valdés (pianoforte)
  • Dreiser Durruthy (batá)
  • Ramon Vazquez (basso)
  • Yaroldy Abreu (percussioni)


Chucho Valdés, nato a Cuba nel 1941, è il pianista più rappresentativo di un’isola celebre per sfornare campioni della tastiera in gran quantità. Figlio di un altro pianista che ha segnato la storia della musica cubana, Bebo Valdés, Chucho non fa in tempo a uscire dalla culla che già posa le mani sul pianoforte, dimostrando una rara e innata predisposizione. La sua formazione inizia all’età di tre anni e appena adolescente già si esibisce da professionista, mentre studia al conservatorio de L’Avana. Tra le sue prime collaborazioni spiccano due nomi destinati a loro volta a raggiungere una fama internazionale, quelli di Arturo Sandoval e Paquito D’Rivera.

Nel 1973 la sua predilezione per il jazz e la continua ricerca di una commistione tra la musica afroamericana e quella cubana lo portano a fondare il gruppo Irakere, considerato ancora oggi una delle band di latin jazz più famose in assoluto. Ma un anno prima di dare vita agli Irakere, Valdés aveva creato un trio decisamente sperimentale per l’epoca, tanto che i suoi frutti possono essere gustati assai meglio oggi che allora. La formazione, con piano, basso e batá manifestava un’intuizione radicale: fare jazz sostituendo la batteria con i tamburi rituali della religione Yoruba. Un’idea seminale, alla quale Valdés torna ora col nuovo Jazz Batá, un quartetto che guarda al futuro riuscendo contemporaneamente a dare un senso compiuto al passato del pianista cubano. Su disco, il nuovo album Jazz Batá 2 (2018) si riallaccia sin dal titolo all’ormai storico Jazz Batá (1972). La musica è quasi tutta nuova, l’esperienza assai maggiore: l’esperimento è diventato un capolavoro di integrazione tra jazz e ritmi latini che pescano a piene mani dalle radici della musica cubana.


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