ENRICO RAVA-MICHEL PORTAL-ERNST REIJSEGER-ANDREW CYRILLE "Free Connections"

ENRICO RAVA-MICHEL PORTAL-ERNST REIJSEGER-ANDREW CYRILLE "Free Connections"
  • Enrico Rava (flicorno)
  • Michel Portal (sax soprano, clarinetti)
  • Ernst Reijseger (violoncello)
  • Andrew Cyrille (batteria)


Una serata destinata a fare storia, con quattro mostri sacri del jazz dalle venature più sperimentali e ricercate: Enrico Rava, Michel Portal, Ernst Reijseger e Andrew Cyrille. La loro “Free Connection” è una prima assoluta creata appositamente per il festival, un concerto che tira le somme di quattro memorabili carriere: quelle di due colossi del jazz europeo come Rava e Portal, di un maestro dei ritmi afroamericani come Cyrille e di un rivoluzionario del violoncello come Reijseger. La parola d’ordine sarà libera improvvisazione senza nulla di prestabilito. Ci si può dunque attendere di tutto: il free è l’elemento che lega tra loro le storie individuali di questi ‘magnifici quattro’, ma ognuno di loro ha saputo poi esprimersi anche con un linguaggio assai lirico. Sarà anche un inno alla longevità artistica: Rava e Cyrille compiranno 80 anni nel corso del 2019, mentre Portal ha già raggiunto il traguardo degli 83.

Enrico Rava (nato nel 1939 a Trieste) si ispira inizialmente a figure carismatiche come Chet Baker e Miles Davis. Si avvicina però ben presto all’avanguardia, suonando con Gato Barbieri, Don Cherry, Mal Waldron e Steve Lacy. In seguito, trasferitosi a New York per una decina d’anni, collabora con altri musicisti sperimentatori, tra cui Roswell Rudd, Marion Brown, Cecil Taylor, Carla Bley. Poi ha progressivamente trovato un approccio al mainstream di notevole individualità. La personalità di Rava è unica per il modo in cui ha saputo dare frutti eccellenti sia nel campo del jazz di ricerca (specie nella prima parte della sua carriera) che nel solco della tradizione.

Clarinettista, sassofonista, compositore per il cinema, improvvisatore appassionato, geniale e inafferrabile, il francese Michel Portal (classe 1935) è uno dei pochi strumentisti in grado di arrivare a vertici assoluti sia nel jazz che nella musica classica, dove ha suonato con i più grandi direttori e le maggiori orchestre europee. Nel suo curriculum si incontrano così esecuzioni di pagine di Mozart, Brahms, Schumann, Berg e collaborazioni con compositori contemporanei quali Boulez, Berio, Stockhausen, Kagel, affiancate ad altre esperienze ‘di confine’ e a quelle riconducibili più direttamente all’alveo del jazz (con John Surman, Steve Lacy, Han Bennink, Dave Liebman, Martial Solal, Richard Galliano…).

Le collaborazioni principali di Ernst Reijseger la dicono lunga sull’approccio futurista alla musica del violoncellista olandese: Derek Bailey, Michael Moore, Gerry Hemingway, Misha Mengelberg e l’ICP Orchestra, il memorabile Trio Clusone con Moore e Han Bennink. L’apertura stilistica di Reijseger gli ha permesso di suonare in contesti trasversali, coinvolgendo artisti classici (come Yo-Yo Ma) o più legati alle musiche etniche (come Trilok Gurtu e Mola Sylla). Si è dedicato spesso alla musica per il cinema, realizzando colonne sonore anche per Werner Herzog. In bilico tra jazz d’avanguardia e musica contemporanea, il violoncellista olandese riesce ad avvincere l’ascoltatore con le sinuose linee del suo strumento e con sonorità di arcana bellezza.

Andrew Cyrille (nato a Brooklyn nel 1939) è stato allievo di Philly Joe Jones. Nei suoi anni formativi ha suonato con artisti del calibro di Mary Lou Williams, Coleman Hawkins, Illinois Jacquet, Kenny Dorham, Freddie Hubbard… Nel 1964 si unisce a Cecil Taylor, col quale collabora per undici anni, affermandosi così come uno dei principali batteristi del jazz d’avanguardia. Poi lo si è sentito con Kenny Clarke, Don Moye, Rashied Ali, David Murray, Muhal Richard Abrams, Mal Waldron…


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